Rigoletto, andato in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1851, è la prima opera della famosa “trilogia popolare” verdiana (Rigoletto, La Traviata, Il Trovatore). Rispetto al dramma “Le roi s’amuse” di V. Hugo, da cui il soggetto è tratto, il protagonista non è più un re cinico e libertino (che rimane nella storia, ma trasformato, dai dettami della censura, in un anonimo Duca di Mantova), ma il suo gobbo buffone di corte, tanto deforme e ridicolo, quanto appassionato e pieno d’amore. Un soggetto ideale, insomma, per lasciar piena espressione alla potenza lirico drammatica di Verdi, che ne ha fatto uno dei suoi più rappresentati capolavori.
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Rigoletto |
La fortuna del "Nabucco", portata in scena per la prima volta alla Scala di Milano il 9 marzo 1842, è sempre stata legata al successo di una delle sue arie, divenuta una delle più celebri pagine del melodramma italiano e non solo: il coro "Va' pensiero". Fin da subito il successo di questa terza opera verdiana - ispirata agli episodi biblici riguardanti il regno di Giuda e la sua invasione da parte del Re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C. - fu tale da essere ripresa ben settantacinque volte solo alla Scala entro la fine dello stesso 1842: l'inizio di un successo secolare.
ROMÉO ET JULIETTE (Opera in 5 atti - Musica di C. Gounod - Libretto di J. Barbier e M. Carrè, da Shakespeare)
Unica tra le opere di Gounod divenute celebri a conoscere un immediato successo di pubblico e critica, l’origine di Roméo et Juliette è legata all’Italia: risale infatti al 1841, quando Gounod, residente a Villa Medici dopo aver vinto il Prix de Rome nel 1839, inizia a musicare un Giulietta e Romeo su libretto italiano. Devono però passare 14 anni perché il musicista riprenda in mano il lavoro, per portarlo poi a termine in pochi mesi nel 1865. E’ invece dell’anno successiva l’aggiunta del secondo quadro del quarto atto, il matrimonio di Giulietta con Paride: scena assente in Shakespeare, è una delle poche infedeltà del libretto, testo che, nel complesso, coniuga efficacemente le esigenze strutturali del melodramma a un dignitoso rispetto del dramma shakespeariano, nonostante le svariate modifiche subite nel tempo dall’opera.
Ho avuto il privilegio di vedere molte di queste opere, negli anni, sono veronese e questo mi ha aiutato ma, mi ritengo davvero una persona molto fortunata.
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