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24 maggio 2013

“Tutti all’Opera .. due” ..

RIGOLETTO (Melodramma in tre atti - Musica di G. Verdi - Libretto di F. M. Piave)

Rigoletto, andato in scena per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1851, è la prima opera della famosa “trilogia popolare” verdiana (Rigoletto, La Traviata, Il Trovatore). Rispetto al dramma “Le roi s’amuse” di V. Hugo, da cui il soggetto è tratto, il protagonista non è più un re cinico e libertino (che rimane nella storia, ma trasformato, dai dettami della censura, in un anonimo Duca di Mantova), ma il suo gobbo buffone di corte, tanto deforme e ridicolo, quanto appassionato e pieno d’amore. Un soggetto ideale, insomma, per lasciar piena espressione alla potenza lirico drammatica di Verdi, che ne ha fatto uno dei suoi più rappresentati capolavori.
                                                                      
Rigoletto
NABUCCO (opera in 4 atti - Musiche di G. Verdi - Libretto di T. Solera)

La fortuna del "Nabucco", portata in scena per la prima volta alla Scala di Milano il 9 marzo 1842, è sempre stata legata al successo di una delle sue arie, divenuta una delle più celebri pagine del melodramma italiano e non solo: il coro "Va' pensiero". Fin da subito il successo di questa terza opera verdiana - ispirata agli episodi biblici riguardanti il regno di Giuda e la sua invasione da parte del Re babilonese Nabucodonosor nel 587-586 a.C. - fu tale da essere ripresa ben settantacinque volte solo alla Scala entro la fine dello stesso 1842: l'inizio di un successo secolare.

                                     Nabucco

ROMÉO ET JULIETTE (Opera in 5 atti - Musica di C. Gounod - Libretto di J. Barbier e M. Carrè, da Shakespeare)

Unica tra le opere di Gounod divenute celebri a conoscere un immediato successo di pubblico e critica, l’origine di Roméo et Juliette è legata all’Italia: risale infatti al 1841, quando Gounod, residente a Villa Medici dopo aver vinto il Prix de Rome nel 1839, inizia a musicare un Giulietta e Romeo su libretto italiano. Devono però passare 14 anni perché il musicista riprenda in mano il lavoro, per portarlo poi a termine in pochi mesi nel 1865. E’ invece dell’anno successiva l’aggiunta del secondo quadro del quarto atto, il matrimonio di Giulietta con Paride: scena assente in Shakespeare, è una delle poche infedeltà del libretto, testo che, nel complesso, coniuga efficacemente le esigenze strutturali del melodramma a un dignitoso rispetto del dramma shakespeariano, nonostante le svariate modifiche subite nel tempo dall’opera.

                                     Je veux vivre da ''Roméo et Juliette''


Ho avuto il privilegio di vedere molte di queste opere, negli anni, sono veronese e questo mi ha aiutato ma, mi ritengo davvero una persona molto fortunata.

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