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9 novembre 2019

E' già passato un anno ..


La lontananza sai è come il vento, che fa dimenticare chi non s'ama è già passato un anno ed è un incendio che, mi brucia l'anima.
Domenico Modugno

9 dicembre 2018

"Storia di una farfalla".

È una bellissima farfalla, una di quelle tutte colorate,
che quando volano sembrano seguire una musica che possono sentire solo loro.
Poi, un giorno, le si spezza un’ala, e nonostante continui a essere la più bella delle farfalle, non riesce più a volare.
Decide di fermarsi sul suo fiore preferito e poco dopo muore”.

“Ogni volta che vedete una farfalla, pensate a me“.




Il tempo non spazzerà via il tuo ricordo.

9 ottobre 2018

"Se mi ami non piangere"

"Se mi ami non piangere"

Se conoscessi il mistero
immenso del Cielo dove ora vivo,
questi orizzonti senza fine,
questa luce che tutto investe e penetra,
non piangeresti se mi ami!

Sono ormai assorbita nell’incanto di Dio
nella sua sconfinata bellezza.

Le cose di un tempo
sono così piccole al confronto!

Mi è rimasto l’amore di te,
una tenerezza dilatata
che tu neppure immagini.

Vivo in una gioia purissima.

Nelle angustie del tempo
pensa a questa casa ove un giorno
saremo riuniti oltre la morte,
dissetati alla fonte inestinguibile
della gioia e dell’amore infinito.

Non piangere
se veramente mi ami!
G. Perico

                                                                           

13 maggio 2018

"Auguri a tutte le mamme" ..

“Come un aquilone senza corda e una farfalla senza ali, mia madre mi ha insegnato a volare con i sogni”
 William H. McMurry III

                                                                           




                                                                              

 
 
Portami a ballare
 
 
 
Portami a ballare
uno di quei balli antichi
che nessuno sa fare più
sciogli i tuoi capelli
lasciali volare
lasciali girare forte
intorno a noi.
Lasciati guardare
lasciati guardare
sei così bella che
non riesco più a parlare
di fronte a quei tuoi occhi
così dolci e così severi
perfino il tempo si è fermato
ad aspettare.
Parlami di te
di quello che facevi
se era proprio questa
la vita che volevi
di come ti vestivi
di come ti pettinavi
se avevo un posto già
in fondo ai tuoi pensieri.
Dai mamma dai
questa sera lasciamo qua
i tuoi problemi e quei discorsi
sulle rughe e sull'età
dai mamma dai
questa sera fuggiamo via

è tanto che non stiamo insieme
e non è certo colpa tua
ma io ti sento sempre accanto
anche quando non ci sono
io ti porto ancora dentro
anche adesso che sono un uomo
e vorrei, vorrei
saperti più felice
sì vorrei, vorrei
dirti molte più cose
ma sai, mamma sai
questa vita mi fa tremare
e sono sempre i sentimenti
i primi a dover pagare
ciao mamma, ciao
domani vado via
ma se ti senti troppo sola
allora ti porto via.
E vorrei, vorrei
saperti più felice
sì vorrei, vorrei
dirti molte più cose.
Portami a ballare
portami a ballare
uno di quei balli antichi
che nessuno sa fare
nessuno sa fare più.

Writer: Luca Barbarossa

11 maggio 2018

"Grazie perchè..."



Grazie Perche'

Grazie perché
mi eri vicina
ancora prima
di essere mia
e perché vuoi
un uomo amico
non uno scudo
vicino a te.

Grazie che vai
per la tua strada
piena di sassi
come la mia
grazie perché
anche lontano
tendo la mano
e trovo la tua


Io come te
vivo confusa
favole rosa
non chiedo più
grazie perché
mi hai fatto sentire
che posso anch'io volare
senza di te

Io mi riposo
dentro i tuoi occhi
Io coi tuoi occhi
vedo di più

Grazie perché
anche lontano
tendo la mano
e trovo la tua


Con te ogni volta
è la prima volta
non ho paura vicino a te

Grazie perché
non siamo soli
non siamo soli

Grazie perché
vivere ancora
non fa paura
solo con te


Grazie perché
anche lontano
tendo la mano
e trovo la tua
tendo la mano
e tu ci sei !

12 novembre 2016

“Hallelujah”


Leonard Cohen
, poeta visionario della musica, ci ha lasciato.


                                                                    R.I.P.

HALLELUJAH

Now I’ve heard there was a secret chord
That David played, and it pleased the Lord
But you don’t really care for music, do you?
It goes like this
The fourth, the fifth
The minor fall, the major lift
The baffled king composing Hallelujah

Hallelujah (x4)

Your faith was strong but you needed proof
You saw her bathing on the roof
Her beauty and the moonlight overthrew you
She tied you
To a kitchen chair
She broke your throne, and she cut your hair
And from your lips she drew the Hallelujah

Hallelujah (x4)

You say I took the name in vain
I don’t even know the name
But if I did, well really, what’s it to you?
There’s a blaze of light
In every word
It doesn’t matter which you heard
The holy or the broken Hallelujah

Hallelujah (x4)

I did my best, it wasn’t much
I couldn’t feel, so I tried to touch
I’ve told the truth, I didn’t come to fool you
And even though
It all went wrong
I’ll stand before the Lord of Song
With nothing on my tongue but Hallelujah

Hallelujah, Hallelujah…
Leonard Cohen


ALLELUJA

Ho sentito di un accordo segreto
Suonato da David e gradito al Signore
Ma a te della musica non importa poi molto, vero?
Beh, fa così:
La quarta, la quinta
La minore scende, la maggiore sale
Il re perplesso compone l’Alleluja

Alleluja (x4)

La tua fede era salda ma avevi bisogno di una prova
La vedesti fare il bagno dalla terrazza
La sua bellezza e il chiaro di luna ti vinsero
Lei ti legò
Alla sedia della cucina
Ti spaccò il trono, ti rase i capelli
E dalle labbra ti strappò l’Alleluja.

Alleluja (x4)

Dici che ho pronunciato il Nome invano
Ma se non lo conosco nemmeno il Nome
Ma anche se fosse, a te poi cosa importa?
C’è un’esplosione di luce
In ogni parola
E non importa se tu abbia sentito
La sacra o la disperata Alleluja

Alleluja (x4)

Ho fatto del mio meglio, non era granché
Non provavo nulla, così ho provato a toccare
Ho detto il vero, non sono venuto per prenderti in giro
E anche se
è andato tutto storto
Mi ergerò davanti al Dio della Canzone
E dalle mie labbra altro non uscirà che Alleluja

Alleluja…                                                            

1 novembre 2016

“Novembre”

“Novembre”

Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...


Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.


Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.
Giovanni Pascoli

                                                              

                                           Sta passando novembre

November is passing
you can take the
tale of a comet and
by turning the universe
you can go away
maybe you can reach
your goals now
a different world that
you never found before
it just didn't have
to happen this way
now we are all a little
bit more lonely here

this is for you
this flower I chose
I will leave it there
under a covered sky
I look in the far distance
and November is passing
and you've got 20 years
forever... now that...

you can take the
tale of a comet and
by turning the universe
you can go away
maybe you can reach
your goals now
a different world that
you never found before...
you never found before...
maybe you can reach
your goals now
a different world that
you never found before...

it just didn't have
to happen this way
now we are all a little
bit more lonely here
now we are all a little
bit more lonely here...
Eros Ramazzotti
 

20 ottobre 2016

“Il tempo dei Fiori d'oro”

In Italia i crisantemi vengono associati al lutto e ai contesti tristi.
In tutto il Mondo, invece, sono considerati portatori di bene, gioia e prosperità.
                                                              

Perchè?
Dipende dal fatto che la "festa" dei defunti avviene in concomitanza con la fioritura dei crisantemi e per questo i fiori sono sempre stati correlati a contesti molto tristi.
                                                                         

In Oriente invece i crisantemi (il cui nome, in greco, significa "fiore d'oro") sono estremamente positivi: vengono utilizzati per matrimoni, comunioni e addirittura compleanni.
Il Crisantemo è inoltre il fiore ufficiale del Giappone tanto che, in suo onore, viene celebrata una festa addirittura dall'imperatore.
                                                                            

Numerose sono le leggende intorno alla sua nascita, ma tutte riguardano i numerosissimi petali che costituiscono il fiore: sembra infatti che una bambina gli tagliò per aumentare gli anni di vita della madre e un soldato per prolungare i giorni di licenza con la sua amata !

                                           CRISANTEMI - GIACOMO PUCCINI  

1 ottobre 2016

“Ottobre”

Sotto le tue dita io sono una castagna bruna.
Così respira in tasca ai bambini.
E la buccia, che punge tanto,
l’ha rotta l’amore
con colpi verdi.
(Jan Skàcel)
                                                             


Ottobre e gli alberi sono spogliati
di tutto ciò che indossano
Che m’importa?
Ottobre e i regni sorgono
e i regni cadono
ma tu vai avanti
e avanti.
(U2, October)                                                                     

28 settembre 2016

“Il cielo d'Irlanda”


I proverbi irlandesi sono un simbolo di saggezza, derivato dall'esperienza di un popolo (quello celtico) decisamente diverso da noi.
Queste piccole frasi sanno ammaestrare e al tempo stesso istruire, educare ed insegnare: ma in maniera giocosa, subdola (in senso positivo) e ironica, mai noiosa.
Questi proverbi irlandesi ci permettono di entrare in contatto con i valori del popolo dell'isola: essi rispecchiano le condizioni di vita delle persone da cui sono stati inventati, la società che le circonda, in tutte le sue forme, sia negative che positive.
Non sentenze, ma semplici consigli da tenere con sé.
(web)

Trova tempo per lavorare: è il prezzo del successo.
Trova tempo per pensare: è la fonte del potere.
Trova tempo per giocare: è il segreto dell'eterna giovinezza.
Trova tempo per leggere: è il fondamento della saggezza.
Trova tempo per l'amicizia: è la strada della felicità.
Trova tempo per sognare: è attaccare il tuo carro ad una stella.
Trova tempo per amare ed essere amato: è il privilegio degli dèi.
Trova tempo per aiutare gli altri: la giornata è troppo breve per essere avari.
Trova tempo per ridere: è la musica dell'anima.



                                          Fiorella Mannoia

Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu

Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te

Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento li fa brillare più del vero

Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore
il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole
il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
si apre e si chiude con il ritmo della musica
si apre e si chiude con il ritmo della musica

Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d'Irlanda si muove con te
il cielo d'Irlanda è dentro di te

Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d'Irlanda è dentro di te
il cielo d'Irlanda è dentro di te
Written by Massimo Bubola

11 settembre 2016

“Un'estate non ancora finita”

E va bene, diciamo che ho passato un'estate piuttosto interessante.
Ho girellato parecchio, dopo la montagna il lago .. poi altra montagna,
in un posto diverso da quello delle vacanze vere e proprie.
                                                                        
Lago d'Iseo - Lovere
                                                                  
Lago d'Iseo - Lovere

Il caldo continua, imperterrito a farla da padrone.
Rassegniamoci.
                                                                            
La Marmolada

Piano piano, tonerò al mio blog, così come l'estate che sta finendo e l'autunno che speriamo inizi !!
Ben ritrovati !!

10 agosto 2016

“10 Agosto”

“10 Agosto”

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d'un pianto di stelle lo innondi
quest'atomo opaco del Male!
Giovanni Pascoli

La sera del 10 agosto 1867, festa di San Lorenzo, il padre del poeta, Ruggero Pascoli, fu ucciso con una fucilata mentre tornava a casa dal mercato in un "biroccio".
Portava in dono due bambole per le sue bambine.
                                                                       
La cavalla storna

Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:

"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non toccò mai briglie.

Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.
Tu c'hai nel cuore la marina brulla,
tu dai retta alla sua voce fanciulla".

La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte
O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia...".
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.

"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dové pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole".
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.

"O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona... Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.

Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come".
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.

Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.
Giovanni Pascoli
                                                                                                         


La poesia "La Cavalla Storna", Giovanni Pascoli, l'ha scritta per il padre scomparso, rimasto ucciso in un modo poco chiaro: fu colpito da una fucilata mentre si trovava alla guida di un calesse, trainato appunto da una cavalla storna ("O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna").
Era il 10 agosto del 1867 e il poeta ricorderà questo triste evento nei versi scritti nel 1903 e raggruppati nei Canti di Castelvecchio.
Aveva appena 11 anni quando il padre trovò la morte, forse per motivi politici o per questioni di lavoro.

All'interno del testo si parla de "La Torre", una grande tenuta, vicino San Mauro in Romagna, con una bellissima villa e una scuderia, dove all'epoca, avremmo potuto scorgere la famosa cavallina storna (ossia, dal manto nero e macchie bianche).
L'amministratore de "La Torre" era Ruggero Pascoli, il papà di Giovanni.

7 agosto 2016

“Estate a Madonna di Campiglio”

Eccomi a casa, dopo una bella vacanza tra i monti.
Il tempo è stato clemente e in buona compagnia sono riuscita a farmi delle belle, anche se difficili "scarpinate".

                                                                  

Decisamente la montagna mi sta appasionando ogni anno di più.
Madonna di Campiglio, le sue montagne, i rifugi, le vallate, i laghi, i castelli, uno più bello dell'altro .. ogni anno scopro posti nuovi.
Lo so bene che c'è ancora molto da vedere.
                                                                    

Quest'anno sono riuscita a visitare uno dei circa "Ottocento" Castelli che si trovano nel Trentino.
Ve lo farò conoscere nei prossimi giorni.

                                                                 

Per ora rimpiango davvero il fresco e la pace di quei luoghi fantastici..


Un mini-video girato da noi, in compagnia, per catturare questi posti che non si dimenticano.                          

4 luglio 2016

“Mezza con panna”

“Mezza con panna”
Ecco come gli abitanti della sua città natale, Messina, chiamano la granita al caffè con panna.
Estasi per il palato e tesoro della grande tradizione gelatiera siciliana.
Una storia antica quella della granita, che ci riporta fino al tempo della dominazione araba.
Nasce, infatti, come fresca bevanda composta dallo sherbet, un composto di neve e ghiaccio raccolto sulle cime dell’Etna e conservato in contenitori detti nivieri.
A Messina poi, trova la sua direzione più tipica, grazie al connubio con caffè espresso e panna.
Il suo segreto?
La caffettiera napoletana, che mantiene inalterato il sapore dell’espresso, né troppo dolce, né troppo amaro.
Stefania Tagliaferri
                                                                                                   

                                                                   

Preparazione:

Preparate 500 ml di caffè espresso e lasciatelo raffreddare.
Versate in una ciotola lo zucchero e scioglietelo aggiungendo il caffè.
Amalgamate gli ingredienti aiutandovi con le fruste a mano.
Unite l’acqua a temperatura ambiente.
Versate il composto in una terrina larga e mettetelo in freezer per 2-3 ore, mescolandolo ogni 30 minuti.
Intanto in una ciotola versate la panna fredda e montatela con le fruste ben fredde.
Incorporate lo zucchero a velo poco alla volta, finché la panna non sarà montata a neve ferma.
Versate la granita al caffè nei bicchieri e decorate con panna montata.

22 giugno 2016

“Ecco uno dei quadri .. !”

“Ecco uno dei quadri del Tesoro di Hitler !”
                                                                           

Fra i quadri del cosiddetto ”tesoro di Hitler” figurano anche alcune opere sconosciute dei pittori Marc Chagall e Otto Dix.
Lo ha riferito Meike Hoffmann, un esperto d’arte che sta collaborando alle indagini sul ritrovamento dei quadri trafugati dai nazisti prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Secondo Hoffmann, il quadro di Chagall ritrae una scena allegorica dipinta a meta’ degli anni venti e ”possiede un alto valore artistico e storico”.

15 giugno 2016

“Canzone Per Te”

La festa appena cominciata
È già finita
Il cielo non è più con noi
Il nostro amore era l’invidia di chi è solo
Era il mio orgoglio la tua allegria

È stato tanto grande e ormai
Non sa morire
Per questo canto e canto te
La solitudine che tu mi hai regalato
Io la coltivo come un fiore

Chissà se finirà
Se un nuovo sogno la mia mano prenderà
Se a un’altra io dirò
Le cose che dicevo a te

Ma oggi devo dire che
Ti voglio bene
Per questo canto e canto te
È stato tanto grande e ormai non sa morire
Per questo canto e canto te
Sergio Endrigo 

                                                                    "Sono nato a Pola il 15 giugno 1933"
 

 .. un omaggio ad un grande Poeta ..                

11 giugno 2016

“The Greatest”

La leggenda della Boxe.
                                                          


Muhammad Alì ci lascia all'eta di 74 anni spegnendosi in una triste giornata del 3 Giugno 2016 a Phoenix negli Stati Uniti in Arizona.
                                                             
        
Nei giorni in cui si celebra la memoria di Alì ed oggi a funerali avvenuti ..
"Volavi come una farfalla e pungevi come un’ape".
                                                                     

R.I P.     

10 giugno 2016

“Parole, parole .. parole”

                                                                    
                                                                             
                                                                      

                                                                          
                                                                       
                                                                          
Cara, cosa mi succede stasera, ti guardo ed è come la prima volta
Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei
Non vorrei parlare
Cosa sei
Ma tu sei la frase d’amore cominciata e mai finita
Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai
Tu sei il mio ieri, il mio oggi
Proprio mai
È il mio sempre, inquietudine
Adesso ormai ci puoi provare chiamami tormento dai, già che ci sei
Tu sei come il vento che porta i violini e le rose
Caramelle non ne voglio più
Certe volte non ti capisco
Le rose e violini questa sera raccontali a un’altra,
violini e rose li posso sentire quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento e dopo si vedrà
Una parola ancora
Parole, parole, parole
Ascoltami
Parole, parole, parole
Ti prego
Parole, parole, parole
Io ti giuro
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Ecco il mio destino, parlarti, parlarti come la prima volta
Che cosa sei, che cosa sei, che cosa sei,
No, non dire nulla, c’è la notte che parla
Cosa sei
La romantica notte
Non cambi mai, non cambi mai, non cambi mai
Tu sei il mio sogno proibito
Proprio mai ..
È vero, speranza
Nessuno più ti può fermare chiamami passione dai, hai visto mai
Si spegne nei tuoi occhi la luna e si accendono i grilli
Caramelle non ne voglio più
Se tu non ci fossi bisognerebbe inventarti
La luna ed i grilli normalmente mi tengono sveglia
mentre io voglio dormire e sognare l’uomo che a volte c’è in te quando c’è
che parla meno ma può piacere a me
Una parola ancora
Parole, parole, parole
Ascoltami
Parole, parole, parole
Ti prego
Parole, parole, parole
Io ti giuro
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Che cosa sei
Parole, parole, parole
Che cosa sei
Parole, parole, parole
Che cosa sei
Parole, parole, parole
Che cosa sei
Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi
Mina & Alberto Lupo

Chiosso - Del Re - Ferrio

                                                                                              

2 giugno 2016

“2 giugno 1946”

“2 giugno 1946”
                                                                     

Nasce la Repubblica Italiana.

Re Umberto II, il 13 giugno decise di partire per il Portogallo, mentre il 18 De Gasperi annunciò al Paese la vittoria repubblicana.
                                                            
Re Umberto II
Oggi si festeggiano 70 anni da allora.
                                                                              

1 giugno 2016

“Oltre il mito”

Marilyn Monroe, alias Norma Jeane Mortenson, nasce a Los Angeles il 1 giugno del 1926.
Un’altra grande icona di Hollywood al suo 90esimo compleanno, un altro mito del cinema dalla vita turbolenta e dai mille volti, tutti da raccontare.
La sua è una storia allo specchio.
La fragile e insicura Norma Jeane, riflessa nella grande Diva Marilyn. 
Un personaggio chiave del XX secolo.
Oltre al mito c’è di più.
                                                              

Oltre il mito: la Mostra a Torino

Marilyn Monroe: La donna oltre il mito è la mostra di scena al Palazzo Madama di Torino, dal 1 giugno al 19 settembre 2016.
Una narrazione continua racchiusa in 150 oggetti personali, tra vestiti e accessori, pellicole cinematografiche, lettere, oggetti di scena e tantissime foto della Diva più iconica di sempre.

"Sognate in grande, non c’è altro da fare.
Per quanto ne sappiamo, ci è concessa una sola occasione, quindi abbandonate le vostre paure e vivete i vostri sogni".

Marilyn Monroe

Happy Birthday Marilyn Monroe