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1 dicembre 2015

“Lucy Maud Montgomery”

Google celebra il 141° compleanno dell'autrice di “Anna dai capelli rossi”.
Lucy Maud Montgomery era nata oggi 141 anni fa in Canada, ebbe una vita difficile ma scrisse molti libri che resero più allegre le vite di mezzo mondo.
                                                                
                                                                          
                                                                     

 “Anna dai capelli rossi(“Anne of Green Gables” nel titolo originale), fu pubblicato nel 1908.  Poi seguirono una serie di altri romanzi con la stessa protagonista.
Il luogo dove erano ambientate le storie di “Anna dai capelli rossi” era l’Isola del Principe Edoardo, dove nacque la stessa Lucy Maud Montgomery: l’isola si trova nel Golfo di San Lorenzo, davanti la costa orientale del Canada.
Grazie al successo dei libri di Montgomery, molti luoghi dell’isola divennero mete turistiche per i lettori e fan di “Anna dai capelli rossi”.

                                         “Anna dai capelli rossi” 
Anna dai capelli rossi va
vola e va come una rondine
però un nido non ce l’ha
non ha una mamma ne’ un papà.
Anna dai capelli rossi ha
due grammi di felicità
chiusi dentro all’anima
e al mondo vuol sorridere.

Che meraviglia avere un gatto
che fa le fusa per me
e le libellule e tante lucciole
intorno a me, con me
Che meraviglia sull’altalena
che va leggera su e giù
e tanti amici stretti stretti uniti
tutti intorno a me

Anna dai capelli rossi ha
un cappello sulle ventitré
e due occhi limpidi
e un mare di lentiggini.
Anna dai capelli rossi sa
che la vita è tanto dura ma
ormai Natale è prossimo
e sarà bellissimo.

Che meraviglia avere un gatto
che fa le fusa per me
e le libellule e tante lucciole
intorno a me, con me
Che meraviglia sull’altalena
che va leggera su e giù
e tanti amici stretti stretti uniti
tutti intorno a me

Anna dai capelli rossi va
sul calesse via dalla città
i prati e i verdi alberi
imparerà a conoscere
Da Matteo e da Marilla avrà
una casa dove dormirà
e al petto avrà una bambola
con cui parlare e ridere

Che meraviglia avere un gatto
che fa le fusa per me
e le libellule e tante lucciole
intorno a me, con me
Che meraviglia sull’altalena
che va leggera su e giù
e tanti amici stretti stretti uniti
tutti intorno a me

Anna dai capelli rossi va
vola e va come una rondine
però un nido non ce l’ha
non ha una mamma ne’ un papà.
Anna dai capelli rossi ha
due grammi di felicità
chiusi dentro all’anima
e al mondo vuol sorridere.

29 gennaio 2015

“Giorni o dì della Merla”

Gli ultimi tre giorni di questo mese, vengono ricordati come i “Giorni della Merla”, per indicare uno tra i periodi più freddi dell’inverno.
                                                            


Leggende ce ne sono molte, sono andata a cercarne una delle tante .. alcune simili, altre assi diverse, ma che vedono in tutte un unico protagonista: una Merla.
                                                                   

Una merla dal bellissimo piumaggio bianco, era sempre strapazzata da Gennaio, mese freddo e scuro, che non aspettava altro che lei uscisse dal nido in cerca di cibo, per scatenare freddo e gelo.
Stufa delle continue persecuzioni, un anno la merla fece provviste che bastassero per un mese intero e poi si rinchiuse nel suo nido.
Rimase lì, al riparo, per tutto il mese di Gennaio, che all’epoca durava ventotto giorni.
Giunti all’ultimo giorno del mese, la merla, credendo di aver ingannato il perfido Gennaio, sgusciò fuori dal nido e si mise a cantare per prenderlo in giro.
Gennaio, furioso, se ne risentì e chiese tre giorni in prestito a Febbraio.
Avutoli in dono, scatenò bufere di neve, vento, gelo, pioggia.
La merla si nascose allora in un camino e vi restò ben nascosta aspettando che la bufera passasse.
Trascorsi i tre giorni e finita la bufera, la merla uscì dal camino, ma a causa della fuliggine, il suo bel piumaggio candido si era tutto annerito.
Così essa rimase per sempre con le piume nere e da quel giorno tutti i merli nascono di colore scuro.

Come in tutte le leggende, esiste un fondo di verità: nel calendario romano il Mese di Gennaio durava solo ventinove giorni.
Sempre secondo la leggenda, se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà mite, se invece sono caldi, la primavera arriverà in ritardo.

6 gennaio 2015

“La befana viene di notte” ma da dove?

La cara vecchietta sulla scopa, è nata presso i celti come una figura mitica che propiziava i raccolti.
Infatti gli antichi credevano che nelle prime dodici notti dell’anno, fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri, così nacque la figura della Befana.
                                                              

Nell’immaginario collettivo, la Befana è  un personaggio con l’aspetto di una vecchietta che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sua origine si perde tra leggende e tradizioni della cultura popolare e si fonde con elementi cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.
Nel nostro immaginario si presenta sempre con un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, un cappellaccio in testa, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.
                                                                     

Vola sui tetti a cavallo di una scopa a volte, è vero, lascia un po’ di carbone ma in fondo non è cattiva.
La regola é sempre la stessa : i bambini buoni riceveranno ottimi dolcetti e qualche regalino, ma quelli cattivi solo il temutissimo carbone, che simboleggia le malefatte dell’anno passato.
In alcune regioni la Befana è una figura molto importante ed intorno alla sua festa si svolgono importanti fiere culinarie, ma è anche l’ultimo giorno di vera festa, l’ultimo in cui si tiene l’albero di Natale a casa.

21 dicembre 2014

“21 Dicembre”

Il 21 dicembre è il 355° giorno del Calendario Gregoriano (il 356° negli anni bisestili) è il giorno del solstizio d'inverno, mancano 10 giorni alla fine dell'anno.
                                                          

E' un Sabbath neopagano.
Se non sbaglio è la festa di YULE o meglio conosciuta come la festa del solstizio d'inverno.
Si tratta comunque di un periodo di riposo e danze.
Si sa anche che durante la festa avveniva il sacrificio di un maiale in onore del dio norreno Freyr, una tradizione che è rimasta nella cultura scandinava, in cui a Natale si consuma carne di maiale.
Yule è una delle principali festività neopagane.
In alcune tradizioni si commemora la morte del Re Agrifoglio che simbolizza l'anno vecchio ed il sole al declino, per mano del suo successore, Re Quercia, che simboleggia l'anno nuovo ed il sole che inizia la sua ascesa.
In altre tradizioni si celebra la nascita del nuovo dio Sole.
Il rituale tradizionale è una vigilia celebrata dal tramonto all'alba successiva (la notte più lunga dell'anno) per assicurarsi che il sole sorga nuovamente.

9 dicembre 2014

“Gingerbread”

Gli Omini di pan di zenzero.
                                                   

La favola anglosassone :
C’era una volta una vecchina che un bel giorno decise di cucinare un biscotto di pan di zenzero a forma di omino.
Quando però la cottura era quasi terminata la vecchina sentì una vocina arrivare dalle profondità del forno: “Mamma che caldo che fa qui .. fammi uscire!”
La vecchina incuriosita aprì il forno e vide un biscotto a forma di omino scappare gridando: “Corri pure, tanto non mi prendi, sono l’omino di pan di zenzero!”
Tutte le urla della vecchina al suo indirizzo furono inutili.
Nella sua fuga l’omino di pan di zenzero incontrò una mucca che, non appena lo vide, cercò di mangiarlo, ma lui continuò a fuggire, dicendo con un tono quasi cantilenante “Corri pure tanto non mi prendi, sono l’omino di pan di zenzero.”
Ben presto alla rincorsa dell’omino di pan di zenzero c’erano non solo la vecchina e la mucca, ma anche un cavallo ed un maiale, tutti con l’acquolina alla bocca.
E l’omino canticchiava correndo “correte più che potete, tanto non mi prendete, sono l’omino di pan di zenzero!“
Ad un certo punto si trovò davanti ad un fiume ed una volpe si avvicinò e si offrì di aiutarlo a fuggire, trasportandolo sul suo dorso fin sull’altra sponda.
L’omino di pan di zenzero tutto felice saltellando e ringraziando la volpe le montò sul dorso.
Arrivati a metà del fiume la volpe disse al biscotto: “l’acqua sta diventando un po’ profonda e tu ti scioglierai se ti bagni, arrampicati sul mio naso così sarai al sicuro.”
L’omino di pan di zenzero fece come gli aveva detto la volpe e quest’ultima se lo pappò in un sol boccone.
                                                                     

Ingredienti :
Pasta:
300 gr. di farina
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 uovo intero
acqua q.b.

Preparazione :
Impastare tutti gli ingredienti assieme, formando la palla di pasta.
Stendere l’impasto con l’aiuto di un mattarello e tagliarlo con lo stampino a forma di Omino di Pan di Zenzero.
Infornare per 10 minuti a 180°C con forno preriscaldato.

Decorazione:
Zucchero a velo, coloranti, acqua per la glassa, confettini colorati.

La glassa :
Mescolate la chiara d’uovo con lo zucchero e se volete del colorante alimentare, lavorateli insieme fino ad ottenere una crema che poi userete per decorare i biscotti.

Decorare a piacere una volta cotti con glassa colorata, zuccherini colorati o zucchero a velo.
Tra le tante ricette, ho scelto questa, mi sembra la più facile per realizzare questi "dolcetti"

14 ottobre 2014

“New York .. che emozione”!!

Quando si viaggia verso un nuovo fuso orario,  i nostri ritmi circadiani sono lenti per regolare e rimangono sul loro programma biologico originale per diversi giorni.
Ciò si traduce nel nostro corpo e ci dice che è ora di dormire, quando in realtà è la metà del pomeriggio, oppure ci fa desiderare di rimanere svegli  quando è tarda notte.

Questo fenomeno è noto come “jet lag”.

Ecco .. ne ho sofferto solo al ritorno dal mio viaggio, mentre all’andata assolutamente no.

Vi racconterò molte cose, certo come posso .. non sono una scrittrice .. ma vi assicuro che le emozioni che mi ha dato questa bellissima “Grande Mela” sono state tante, sincere e autentiche.
                                                                         
                                                                         
                                                                        

Si .. un vero paradiso !!

3 aprile 2014

“Avventura, sogno, fantasia”

Dall'1 al 13 aprile torna a “Gardaland”  “EuroChocolate”, la kermesse dedicata al cioccolato.
                                                                   
                                                                       
Gardaland
Per il secondo anno consecutivo Eurochocolate, il più grande evento europeo dedicato al cioccolato, e Gardaland, il più importante Parco a tema in Italia e uno tra i più conosciuti in Europa, inaugurano la Primavera 2014 con due settimane dedicate a golosità di ogni genere, nella magica atmosfera del Parco.
All'insegna del claim “A passo d'uovo”, dall'1 al 13 aprile torna Eurochocolate Gardaland, 14 giorni in cui le fantastiche attrazioni e gli emozionanti spettacoli del Parco, totalmente aperto e fruibile, sono affiancati da originali e innovative aree firmate Eurochocolate, con animazioni e giochi legati al mondo del cioccolato.
                                                                     
                                                                               
 

Proprio la durata della kermesse (due settimane e non due giorni come l'anno scorso) è una delle novità dell'edizione 2014, insieme a due “special events” : "Non sai cosa Aspettarti!", i golosi scherzi a sorpresa del 1° di aprile, e il Maxi Uovo di Cioccolato, che resterà esposto per tutta la durata dell'evento.
Fra squilli di trombe e rulli di tamburo Gardaland propone quest’anno ai suoi Ospiti “Prezzemolo Land”.
Nel nuovo e coloratissimo “mondo di giochi” interamente dedicato al divertimento dei più piccoli e delle loro famiglie, campeggia un fiabesco Castello medievale circondato da spassosi scivoli bagnati, cannoni, botti e altri emozionanti giochi d'acqua.

             

17 dicembre 2013

“Un bell'assortimento”


   
“La vita è come una scatola di cioccolatini !
Non sai mai quello che ti capita.”

(Forrest Gump - 1994)
                                                                           
                                                                          
Il grande stilista aveva cercato di rivestirli
tutti nella stessa maniera,
e ci era quasi riuscito.
La confezione era bella, accattivante.
All'apparenza, sembravano tutti uguali;
avevano lo stesso aspetto,
andavano tutti negli stessi posti,
dicevano tutti le stesse cose.
Quelli che erano un po' diversi correvano a farsi sistemare
per apparire come e meglio degli altri.
Aprendo la scatola uno poteva sembrare esattamente uguale all'altro.
Perfetti.
Ma solo assaggiandoli si comprendeva che all'interno,
ognuno aveva conservato un sapore diverso, unico.
Certo, alcuni piacevano più di altri,
ma ciascuno era davvero sorprendente nella sua unicità.
Perchè lo stilista non era riuscito a ri-vestire anche l'anima.
Tante storie
                                                                            

16 dicembre 2013

“Natale in RUSSIA”

Nel giorno di Natale si cantano inni e canti e la gente si ritrova nelle chiese decorate con l’albero di Natale, fiori e luci colorate.


Baboushka è la figura tradizionale del Natale, che distribuisce regali ai bimbi.
Del fieno è sparpagliato su fiori e sulle tavole per augurarsi che il foraggio per i cavalli non venga mai a mancare.                                                                                            
Una bella fiaba tradizionale sul Natale in cui viene spiegato perchè Baboushka, la sostituta di Babbo Natale in Russia, porta i doni ai bambini.
Era la notte in cui Gesù nacque a Betlemme.
In un paese lontano una vecchia di nome Baboushka stava seduta nella sua accogliente casa accanto al focolare.
Il vento fuori sollevava la neve, urlando giù per il camino, ma il fuoco di Baboushka bruciava caldo e luminoso.
"Come sono contento di essere in casa", diceva Baboushka, tendendo le mani accanto alla fiamma luminosa.
Improvvisamente sentì un colpo secco e forte alla sua porta.
La aprì e si trovò davanti tre anziani uomini splendidamente vestiti.
La loro barba era bianca come la neve e cosi lunga che quasi raggiungeva il suolo.
I loro occhi brillavano gentilmente alla luce della candela, e le loro braccia erano piene di cose preziose scatole di gioielli, profumati oli e unguenti.
“Abbiamo viaggiato molto, Baboushka", dissero sospirando, "per andare a vedere il bambino nato questa notte a Betlemme. Egli è venuto a governare il mondo e ad insegnarci ad essere più amorevoli e buoni. Stiamo andando da Lui per portargli dei doni. Vieni con noi, Baboushka”.
Baboushka guardò il vortice di neve fuori dalla sua casetta e poi guardò nella stanza accogliente col fuoco scoppiettante.
“E’   troppo tardi per me per venire con voi, miei buoni signori, disse. “La notte è troppo fredda.”
Chiuse la porta ed entro mentre i vecchi proseguirono il viaggio verso Betlemme senza di lei.
Ma, appena Baboushka si sedette sul dondolo accanto al fuoco, cominciò a pensare al Principe Bambino, perché amava tanto i bambini.
“Domani andrò a trovarlo”, disse tra se, “domani, quando è chiaro, e gli porterò dei giocattoli.”
Il mattino seguente Baboushka si mise il mantello lungo  e riempì il cestino con le cose belle che ogni bambino desidera :  palline,  orsetti,  giocattoli di legno e carretti rossi, e si mise a cercare il Bambino.
Ma Baboushka aveva dimenticato di chiedere ai tre uomini la strada per Betlemme, e ormai non poteva più raggiungerli. Si affrettò per la strada, attraversò  boschi,  campi e città, chiedendo a tutti quelli che incontrava:
“Sono alla ricerca del Principe Bambino. Dove posso trovarlo? Ho dei giocattoli da portargli.”
Ma nessuno sapeva dirle la strada.
“Più avanti, Baboushka, più in la”, era la loro unica risposta.
Così viaggiò e viaggiò per anni e anni, ma non trovò mai il piccolo principe.
Dicono che Baboushka viaggia ancora alla sua ricerca.
E ogni anno, quando arriva la vigilia di Natale e tutti i bambini sono addormentati, Baboushka arranca dolcemente attraverso i campi innevati e le città, avvolta nel suo mantello lungo e portando un cesto sulle spalle.
Delicatamente si avvicina ad ogni porta e chiede:
“E' qui?  .. Il Principe Bambino è forse qui?"
Ma la risposta è sempre no, e tristemente comincia il suo cammino di nuovo.
Prima di andarsene, però, lei prende un giocattolo dal suo cestino e lo posa accanto al cuscino di ogni bambino.
“Per te”, dice a bassa voce, e poi corre attraverso gli anni, alla perenne ricerca del Principe Bambino.                     

    Il ruolo di Babbo Natale viene chiamato Dedushka Moroz

                                                                  

                                                                           

2 dicembre 2013

“Aspettando Natale 2013”

Ninna nanna sette e venti
Ninna nanna sette e venti,
Gesù bello s'addormenti,
s'addormenti in un bel sonno
e si svegli domani a giorno.


Nanna ieri,nanna ieri,
e le sporte non son panieri,
i panieri non son le sporte
e la vita non è la morte;
e la morte non è la vita :la canzone l'è già finita!

La scatola di biscotti
                                                
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d’attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comprare un libro per ammazzare il tempo.
Comprò anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla.
Accanto a lei c’era la sedia con i biscotti e dall’altro lato un signore che stava leggendo il giornale.
Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì Indignata, ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro.
Tra lei e lei pensò “ma tu guarda se solo avessi un po’ più di coraggio gli avrei già dato un pugno” ..
così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui.
Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò :
“ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti” !!
L’uomo prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà !
“Ah, questo é troppo” pensò e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose il libro e la sua borsa e si incamminò verso l’uscita della sala d’attesa.

Quando si sentì un po’ meglio e la rabbia era passata,si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare  troppo l’attenzione ed evitare altri dispiaceri.
Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando .. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell’uomo seduto accanto a lei che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio..

La Morale :
Quante volte nella nostra vita mangeremmo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?
Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone,
Guarda attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano !!

Esistono 5 cose nella vita che non si recuperano :
Una pietra dopo averla lanciata
Una parola dopo averla detta
Un’occasione dopo averla persa
Il tempo dopo esser passato
L'amore per chi non lotta.

16 novembre 2013

“In punta di cuore”

Raymond Peynet, il disegnatore degli innamorati era nato a Parigi il 16 novembre 1908.
                                                                       
                                                                           


I celeberrimi “fidanzatini” sono stati rappresentati dall'artista francese in scene trasognate, dove gli alberi si animano, timidi putti alati suonano violini, uccelli cinguettanti volano insieme a cuoricini sullo sfondo del cielo, i fiori sbocciano anche in mezzo alla neve. 
                                                                           
                                                                          
Il mondo di Peynet era lieve, delicato, carico di suggestioni liriche e permeato di atmosfere quasi fiabesche, sempre intensamente poetiche.

                                                                          Peynet                  

12 novembre 2013

“C'era una volta un burattino”..

La favola italiana più famosa al mondo torna sugli schermi, fedele all'opera di Collodi, ma sempre diversa
Una sequenza leggera, in bianco e nero, apre il film di Enzo D'Alò ispirato alla più famosa fiaba italiana, quel Pinocchio di Carlo Collodi che tante volte è stato prestato al cinema.
Per vincere la solitudine il falegname Geppetto costruisce un burattino che chiama Pinocchio e che come per magia prende vita.
Ma Pinocchio è un monello, una peste carica di energia che corre e non si ferma mai, e se si ferma lo fa o per mangiare o dormire.
 “Ma stanno fermi così per sempre?”, chiede a babbo Geppetto la prima volta che entra a scuola, trovandosi a fissare un po’ impaurito i bambini seduti mentre seguono la lezione.
                                                               
Pinocchio cerca sempre mille scuse per non andare a scuola, si fa tentare dal Gatto e la Volpe (qui per la prima volta rappresentata come una donna), incontra Mangiafuoco, scappa con Lucignolo nel Paese dei Balocchi, finchè  ..
Il rapporto tra babbo e figlio, dalla ricerca di Geppetto all'affetto di Pinocchio verso il padre anziano che non sa nuotare, diviene il nucleo centrale del film, in cui l'omaggio al padre del regista crea uno momento commuovente e sincero. Forse questa centralità rende meno efficace la morale classica di Pinocchio : il percorso del burattino è sicuramente meno punitivo, lo sguardo sul personaggio e sui suoi errori più mite, persino distratto a volte, e l'acquisizione della maturità e la libertà dal legno del burattino si esplica nel prendersi cura del babbo.

Le lezioni morali sono appena accennate, quasi lasciate indietro rispetto alla leggera fantasia dell'infanzia, la stessa fata Turchina non è una madre, ma una coetanea di Pinocchio, il quale quasi si innamora di lei e la sensazione di leggerezza che permea tutto il film lascia il sorriso nello spettatore.
Ad impreziosire ulteriormente il film è la voce di Lucio Dalla e la sua musica, uno degli ultimi regali che il Maestro ci ha fatto prima di morire. Doppiando il pescatore verde, scrivendo le musiche meravigliosamente retrò, cantando la sigla finale insieme a Marco Alemanni, Lucio racchiude un bel quadro in una splendida cornice, eclettica e romantica come solo Lucio Dalla sapeva fare.

                                                                      

4 ottobre 2013

“E visse felice e contenta”

Comprimere una favola in 140 battute è di sicuro un esercizio di non facile esecuzione.

Eppure in un concorso indetto da un giornale, ben 1300 microstorie sono state inviate, per parteciparvi.

Praticamente : raccontare una favola in 140 battute.
                                                                
Io, che sono un’appassionata di enigmistica in genere, sono rimasta stupefatta nel leggerne alcune, anzi di come molti siano riusciti a racchiudere in poche battute, diversi elementi narrativi tipici della favola.
                                                                          

Un esempio tra i tanti inviati è quello di uno dei concorrenti : “Un sasso, il sole, il mare, un’alga che si innamora del sasso, lo avvolge e lo riscalda”. Ed in effetti, secondo le regole fondamentali della favola, abbiamo un cielo con due lune, un baule che nasconde un arcobaleno, una stella cadente che finisce in un lago e ritorna a galla, una lacrima paurosa che si stacca dai bordi di un ombrello per scendere in un fiume di felicità.
Non mancano orologi che scambiano le lancette producendo anomalie nel tempo, altro tema che ricorre spesso nelle favole.
Qui di seguito, alcune di queste favole che sono state scelte e pubblicate dal giornale, raccontate in solo 1400 battute.
Le trovo meravigliose.
                                                                              

Era tormentato dai suoi sogni. Non si rassegnavano e durante la notte bussavano forte. Dal cassetto chiuso della scrivania”

Comprese di essere profondamente innamorato quando non si riconobbe allo specchio, né guardandosi, né parlando”

C’era un sorso di pioggia. Un uomo inaridito, come me, lo vide e pianse. Pianse sabbia. Uscì, aprì le braccia, bevve a piene mani. Si salvò.”

Una lacrima paurosa non voleva cadere dall’ombrello. Un giorno però cadde in un fiume. Si sentì una lacrima piena di felicità!”
                                                                        

Un giorno il sole chiese alla luna : < Perché scompari? > E la luna rispose : < Perché ho paura del giorno. La notte è il mio unico mondo. >”

Lui aprì il suo cuore. Lei  ci andò ad abitare dentro, facendosi piccola piccola. E solitudine fu sconfitta.”

L’orologio : la lancetta lunga si scambiò con quella corta, i minuti divennero ore, il tempo fu interminabile.”

Un sasso si intiepidiva al sole. Un bimbo lo vide e lo scagliò in mare. Un’alga se ne innamorò, lo avvolse e lo scaldò.”
                                                                
< Prendi la chiave > le disse la nonna < ti servirà per aprire il baule >. Emma obbedì. Si diresse verso il baule. Lo aprì. Uscì un arcobaleno.”

Il principe amava cantare ma il re lo mandò in guerra. Portò la chitarra anziché la spada e trasformò la battaglia in un megaconcerto.”

Il silenzio inciampò sulla parola FINE, si ruppe, andò in frantumi. Tutti stettero zitti finchè si ricompose, ma sull’applauso scivolò.”

Lei aveva un’ala rotta, lui la curò. Lei guarì e lui pensò che l’avrebbe lasciato, invece restò perché era una fata non un uccello.”
(da lab.)
                                                                   

 
                                                    La Favola mia

Ogni giorno racconto la favola mia
La racconto ogni giorno, chiunque tu sia
E mi vesto di sogno per darti se vuoi,
L'illusione di un bimbo che gioca agli eroi ..

.. Magia .. magia .. Oh magia .. ed ogni
volta nascerò ed ogni volta morirò ..
per questa favola che è mia ..

1 ottobre 2013

“Le fiabe e le favole”

La fiaba

La fiaba in genere è scritta in prosa, ha come protagonista di solito l’uomo, nelle cui vicende intervengono spiriti benefici o malefici, demoni, streghe, fate, ecc. ed ha un maggiore sviluppo narrativo.
Derivano dalla tradizione orale popolare e solo in un secondo tempo sono state raccolte in volumi scritti.

La fiaba racconta fatti impossibili, che accadono per magia, per l'intervento di fate, maghi, streghe, orchi, folletti.
E’ ambientata in un tempo indefinito e non precisato (c'era una volta .. un tempo accadde che ..), in luoghi generici di cui non si conosce il nome preciso (un villaggio, un paese, una foresta, un castello ..)

                                                                       

Ha personaggi descritti in modo approssimativo (principe, principessa, contadino, taglialegna ..)
I personaggi spesso sono divisi in categorie (i ricchi, i poveri, i cattivi, i buoni, i servi, i belli, i brutti ..)
I personaggi ricoprono ruoli fissi (il contadino è povero, la matrigna è cattiva, la strega è brutta e crudele, la principessa è bella e gentile ..)
Presenta dei motivi ricorrenti (episodi o elementi che si trovano anche in altre fiabe, come la casetta nel bosco, la bacchetta magica, l'amore ostacolato del principe per la principessa...)
In genere terminano in modo positivo e si concludono con  .. “e vissero felici e contenti”.

La Favola

Il termine italiano deriva dal latino “fabula”, che stava a significare un racconto immaginario, contrapposto ad un fatto reale.
La favola è un parto della fantasia dell’uomo, ma di un uomo ancora capace di parlare con gli alberi, con la luna, con gli animali, e di dare, a loro che non ne hanno, una voce.
La miniera delle favole è il folklore, l’immaginazione polare, quella dei tempi in cui si dava credito alle visioni, alle magie, e naturale e soprannaturale si mescolavano tra di loro.
                                                                      
                                                                            

La Favola è un racconto breve, quasi sempre composto da un solo avvenimento, narrato in modo semplice e chiaro :
Ha una struttura semplice, che di solito segue un preciso schema.
E’ scritta in prosa o in versi.
Ha pochi personaggi, quasi sempre animali umanizzati, raramente sono uomini o vegetali.
Non contiene indicazioni specifiche dei luoghi e dei tempi, che restano imprecisati (una foresta, una strada, un ruscello, una grotta, un giorno, una sera  ..)
Ha uno stile semplice, efficace, con frasi brevi, tempi verbali precisi (indicativo presente, imperfetto, passato remoto), frequenti dialoghi, aggettivi qualificativi anche in contrasto tra loro (forte-timoroso, furbo-sciocco, prepotente-mite ..)
Contiene sempre una morale, cioè un commento che trasmette un insegnamento.


Favola   

Mia dolcissima piccola fragola
Che mi chiedi di raccontarti una favola
Vorrei inventartene una che
Sia una storia che parli di te
Senza lupi che vivon nei boschi
Sono cose che tu non conosci
Perché Maghi e Fatine dai capelli blu
E Draghi e Castelli non esistono più

Nel tuo mondo c'é gia la magia
I grandi la chiamano tecnologia
E la polvere delle streghe che ti renderà pazza
La vendono ormai in ogni piazza
Non ti serve Peter Pan che ti insegnerà
A volare nel cielo di questa città
Ma tutto questo tu lo sai già
Sa volare persino papà

I lupi non fan più paura a nessuno
Ce ne son così pochi e vivon tanto lontano
E il Principe Azzurro lo puoi anche sposare
Ma ha venduto il castello e fa l'ingegnere
Mia dolcissima piccola fragola
Vorrei raccontarti una favola
Ma la storia l'ho dimenticata
E tu ti sei già addormentata
(Eugenio Finardi) 

In fondo, siamo tutti dei bambini perduti all'interno della nostra favola personale...
Guillermo del Toro