“Mezza con panna”
Ecco come gli abitanti della sua città natale, Messina, chiamano la granita al caffè con panna.
Estasi per il palato e tesoro della grande tradizione gelatiera siciliana.
Una storia antica quella della granita, che ci riporta fino al tempo della dominazione araba.
Nasce, infatti, come fresca bevanda composta dallo sherbet, un composto di neve e ghiaccio raccolto sulle cime dell’Etna e conservato in contenitori detti nivieri.
A Messina poi, trova la sua direzione più tipica, grazie al connubio con caffè espresso e panna.
Il suo segreto?
La caffettiera napoletana, che mantiene inalterato il sapore dell’espresso, né troppo dolce, né troppo amaro.
Stefania Tagliaferri
Preparazione:
Preparate 500 ml di caffè espresso e lasciatelo raffreddare.
Versate in una ciotola lo zucchero e scioglietelo aggiungendo il caffè.
Amalgamate gli ingredienti aiutandovi con le fruste a mano.
Unite l’acqua a temperatura ambiente.
Versate il composto in una terrina larga e mettetelo in freezer per 2-3 ore, mescolandolo ogni 30 minuti.
Intanto in una ciotola versate la panna fredda e montatela con le fruste ben fredde.
Incorporate lo zucchero a velo poco alla volta, finché la panna non sarà montata a neve ferma.
Versate la granita al caffè nei bicchieri e decorate con panna montata.
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4 luglio 2016
25 marzo 2016
“La Colomba di Pasqua”
Uno dei principali classici delle feste pasquali è senza ombra di dubbio la colomba!
La leggenda narra che essa sia legata a un Santo irlandese, Colombano, e alla regina longobarda Teodolinda.
Sembra che intorno all’anno 612 la regina favorì l’opera di evangelizzazione del santo e che, proprio per questo, i sovrani longobardi lo invitarono, insieme ai suoi monaci, a un pranzo veramente sontuoso.
In tavola Colombano e i suoi trovarono la migliore selvaggina rosolata: una mensa esagerata per i monaci che, visto anche il periodo di Quaresima, preferirono rifiutare quest’offerta considerata troppo opulenta.
Per non offendere la Regina, Colombano decise di consumare le carni solo dopo averle benedette.
Esercitando il rituale alzò la mano destra per fare il segno della croce e subito le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane.
Un vero e proprio prodigio che impressionò in maniera decisiva la regina Teodolinda, al punto che la sovrana decise di donare all’abate un territorio: Bobbio, nel piacentino, dove sorse appunto l’abbazia di San Colombano.
(dal web)
L’abbazia di San Colombano.
La leggenda narra che essa sia legata a un Santo irlandese, Colombano, e alla regina longobarda Teodolinda.
Sembra che intorno all’anno 612 la regina favorì l’opera di evangelizzazione del santo e che, proprio per questo, i sovrani longobardi lo invitarono, insieme ai suoi monaci, a un pranzo veramente sontuoso.
In tavola Colombano e i suoi trovarono la migliore selvaggina rosolata: una mensa esagerata per i monaci che, visto anche il periodo di Quaresima, preferirono rifiutare quest’offerta considerata troppo opulenta.
Per non offendere la Regina, Colombano decise di consumare le carni solo dopo averle benedette.
Esercitando il rituale alzò la mano destra per fare il segno della croce e subito le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane.
Un vero e proprio prodigio che impressionò in maniera decisiva la regina Teodolinda, al punto che la sovrana decise di donare all’abate un territorio: Bobbio, nel piacentino, dove sorse appunto l’abbazia di San Colombano.
(dal web)
Tema:
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Tradizioni,
Video viaggi
3 febbraio 2016
“Semi”
"Semi di Chia" :
Un alimento nutriente ed energizzante.
Indicati per chi soffre di pressione alta e per chi vuole perdere peso.
Proprietà benefiche:
Ricchi di calcio (apporto considerato di 5 volte superiore a quello del latte) contengono inoltre acidi grassi essenziali omega 3, ricchi anche di vitamina C, ferro e potassio e altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio.
I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un'azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l'aumento di peso.
Sono, inoltre, considerati benefici a livello dell'apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate.
Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all'organismo un ottimo livello di energia.
Consigli d'uso: insaporire le insalate, i cereali per la colazione, l’impasto per decorazioni di pane e focacce oppure per arricchire la panatura, le salse e i sughi.
Conservazione: riporre in luogo fresco e asciutto per 12 mesi.
E' consigliabile consumare il prodotto entro due mesi dall'apertura della confezione.
________________________________________________
“Semi di Lino”:
Un alimento antinfiammatorio, nutriente ed energizzante.
Proprietà benefiche:
Conosciuti da sempre per le loro proprietà emollienti e protettive, i semi di lino sono molto utili per combattere infiammazioni interne (ottimi ad esempio in caso di cistite) o esterne a livello epidermico.
Consigli d'uso:
Ottimi per insaporire le insalate, i cereali per la colazione, l’Impasto per decorazioni di pane e focacce oppure per arricchire la panatura, le salse e i sughi.
I semi di lino sono ottimi per tisane terapeutiche e/o lassative.
Conservazione: riporre in luogo fresco e asciutto per 12 mesi.
E' consigliabile consumare il prodotto entro due mesi dall'apertura della confezione.
Ricetta Muffin al caffé con semi di lino (per 4 persone)
Ingredienti:
gr.250
farina 0
gr.50 farina saraceno -
3 cucchiai di semi di lino
1 bustina di lievito -
6 cucchiai di acqua -
2 tazzine di caffé -
gr.120 di zucchero -
gr.250 yogurt bianco -
2 cucchiai di olio -
chicchi di caffè
Preparazione: 25 min.
Mettere in una terrina yogurt, olio, caffé, zucchero e mescolare bene con una frusta.
Frullare i semi di lino con l’acqua formando una pastella e unitela al composto, mescolare e unire la farina 0.
Unire farina saraceno e lievito. Mescolare per ottenere un composto omogeneo, versare negli stampini da muffin.
Decorare con i chicchi di caffé e infornare a 180° per 20 min. di cottura.
Un alimento nutriente ed energizzante.
Indicati per chi soffre di pressione alta e per chi vuole perdere peso.
Proprietà benefiche:
Ricchi di calcio (apporto considerato di 5 volte superiore a quello del latte) contengono inoltre acidi grassi essenziali omega 3, ricchi anche di vitamina C, ferro e potassio e altri minerali come il selenio, lo zinco ed il magnesio.
I semi di chia sono ritenuti in grado di svolgere un'azione di controllo del livello degli zuccheri nel sangue, contribuendo ad arginare l'aumento di peso.
Sono, inoltre, considerati benefici a livello dell'apparato cardiovascolare per quanto riguarda la prevenzione delle malattie ad esso legate.
Il loro contenuto di aminoacidi, di vitamine e di sali minerali contribuisce a regalare all'organismo un ottimo livello di energia.
Consigli d'uso: insaporire le insalate, i cereali per la colazione, l’impasto per decorazioni di pane e focacce oppure per arricchire la panatura, le salse e i sughi.
Conservazione: riporre in luogo fresco e asciutto per 12 mesi.
E' consigliabile consumare il prodotto entro due mesi dall'apertura della confezione.
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“Semi di Lino”:
Un alimento antinfiammatorio, nutriente ed energizzante.
Proprietà benefiche:
Conosciuti da sempre per le loro proprietà emollienti e protettive, i semi di lino sono molto utili per combattere infiammazioni interne (ottimi ad esempio in caso di cistite) o esterne a livello epidermico.
Consigli d'uso:
Ottimi per insaporire le insalate, i cereali per la colazione, l’Impasto per decorazioni di pane e focacce oppure per arricchire la panatura, le salse e i sughi.
I semi di lino sono ottimi per tisane terapeutiche e/o lassative.
Conservazione: riporre in luogo fresco e asciutto per 12 mesi.
E' consigliabile consumare il prodotto entro due mesi dall'apertura della confezione.
Ricetta Muffin al caffé con semi di lino (per 4 persone)
Ingredienti:
gr.250
farina 0
gr.50 farina saraceno -
3 cucchiai di semi di lino
1 bustina di lievito -
6 cucchiai di acqua -
2 tazzine di caffé -
gr.120 di zucchero -
gr.250 yogurt bianco -
2 cucchiai di olio -
chicchi di caffè
Preparazione: 25 min.
Mettere in una terrina yogurt, olio, caffé, zucchero e mescolare bene con una frusta.
Frullare i semi di lino con l’acqua formando una pastella e unitela al composto, mescolare e unire la farina 0.
Unire farina saraceno e lievito. Mescolare per ottenere un composto omogeneo, versare negli stampini da muffin.
Decorare con i chicchi di caffé e infornare a 180° per 20 min. di cottura.
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31 gennaio 2016
“Chiaccherando ..”
Frittelle, tortelli, bomboloni, chiacchiere, bugie, castagnole, frappe, quasi tutti i dolci di Carnevale sono fritti, ci avevate fatto caso?
Alla base di usi e costumi ci sono sempre delle valide motivazioni.
Nulla viene fatto casualmente.
La disponibilità degli ingredienti, la stagione, il clima, l’economicità dei prodotti, le credenze religiose e popolari, tutto influenza lo svilupparsi di un’usanza rispetto ad un’altra.
Oggi la ricetta per le “Chiacchere”
Le chiacchiere di Carnevale si preparano velocemente impastando la farina con le uova, lo zucchero e gli altri ingredienti, poi con la pasta ottenuta si ricaveranno delle strisce o degli anelli che verranno fritti nell'olio e cosparsi di zucchero a velo.
Ingredienti :
500 g Farina
4 Uova
Olio di semi q.b.
50 g Burro
100 g Zucchero
1 Limone
4 cucchiai Grappa
4 cucchiai Vino bianco secco
Sale q.b.
Preparazione :
Disponete la farina a fontana, mettetevi nel centro il burro ammorbidito a fiocchetti, lo zucchero, le uova sbattute, la grappa, il vino, la scorza del limone grattugiata ed un pizzico di sale.
Impastate tutti gli ingredienti e lavorate a lungo fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Formate una palla, coprite con un telo e lasciate riposare per 30 minuti.
Al termine dei 30 minuti lavorate ancora la pasta per qualche minuto, poi tirate una sfoglia sottilissima con il matterello.
Tagliate dalla sfoglia così ottenuta delle striscie della larghezza di circa 8 cm, quindi con una rotella ricavatene tanti rettangoli ed effettuate due tagli paralleli per il lungo.
Friggete le chiacchiere, poche per volta, in abbondante olio bollente, scolatele con un mestolo forato quando saranno dorate ed appoggiatele sulla carta assorbente.
Lasciatele raffreddare e cospargetele con lo zucchero a velo.
Buonissimo
Alla base di usi e costumi ci sono sempre delle valide motivazioni.
Nulla viene fatto casualmente.
La disponibilità degli ingredienti, la stagione, il clima, l’economicità dei prodotti, le credenze religiose e popolari, tutto influenza lo svilupparsi di un’usanza rispetto ad un’altra.
Oggi la ricetta per le “Chiacchere”
Le chiacchiere di Carnevale si preparano velocemente impastando la farina con le uova, lo zucchero e gli altri ingredienti, poi con la pasta ottenuta si ricaveranno delle strisce o degli anelli che verranno fritti nell'olio e cosparsi di zucchero a velo.
Ingredienti :
500 g Farina
4 Uova
Olio di semi q.b.
50 g Burro
100 g Zucchero
1 Limone
4 cucchiai Grappa
4 cucchiai Vino bianco secco
Sale q.b.
Preparazione :
Disponete la farina a fontana, mettetevi nel centro il burro ammorbidito a fiocchetti, lo zucchero, le uova sbattute, la grappa, il vino, la scorza del limone grattugiata ed un pizzico di sale.
Impastate tutti gli ingredienti e lavorate a lungo fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Formate una palla, coprite con un telo e lasciate riposare per 30 minuti.
Al termine dei 30 minuti lavorate ancora la pasta per qualche minuto, poi tirate una sfoglia sottilissima con il matterello.
Tagliate dalla sfoglia così ottenuta delle striscie della larghezza di circa 8 cm, quindi con una rotella ricavatene tanti rettangoli ed effettuate due tagli paralleli per il lungo.
Friggete le chiacchiere, poche per volta, in abbondante olio bollente, scolatele con un mestolo forato quando saranno dorate ed appoggiatele sulla carta assorbente.
Lasciatele raffreddare e cospargetele con lo zucchero a velo.
Buonissimo
3 novembre 2015
“Delizia alla vaniglia” …
“Delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello”.
La "Delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello" vi stupirà con la sua dolcezza, a cui contribuisce la vellutata salsa al caramello, ma sarà anche un sorpresa per il palato, con la sua sbriciolata di castagne e di noci, che daranno quella croccantezza sempre necessaria in un dessert morbido come questo.
Questo dolce si presta molto bene ad essere preparato e servito nella stagione autunnale, quando si raccolgono le castagne e si ha voglia di dolci corposi nel gusto ma anche con una freschezza che ci ricordi la bella stagione.
INGREDIENTI:
4 persone
1 litro di latte
4 cucchiai pieni di amido di mais
250 gr di zucchero
1 bacca di vaniglia
castagne lessate a piacere
noci a piacere
PREPARAZIONE:
Per preparare la vostra delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello, cominciate a scaldare il latte in un pentolino.
A parte, in un altro pentolino, unite 50 grammi di zucchero semolato con l’amido di mais.
A filo, aggiungete il latte ormai caldo e mescolate per bene, portando poi sul fuoco dolce e incorporando i semi della bacca di vaniglia.
Quando il composto si sarà rassodato, spegnete il fuoco e versatelo in stampini per budini, e lasciate riposare in frigo per 6-8 ore, in modo che il dolce rimanga bello sodo.
Quando sarà il momento di servire il dolce, preparate la salsa caramello.
Fate sciogliere i restanti 200 grammi di zucchero in un pentolino, meglio se antiaderente.
Nel frattempo portate a ebollizione 100 ml di acqua.
Quando lo zucchero si sarà sciolto, aggiungete subito l’acqua calda e mescolate per bene, a fuoco dolce, poi spegnete e fate raffreddare.
Impiattate il dessert aggiungendo delle castagne e delle noci sbriciolate e poi coprendo il tutto con una dolce colata di salsa caramello.
Servite la vostra delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello.
Primo Chef
Vino : Picolit, bianco, di medio corpo, morbido e profumato, ottenuto da vendemmia tardiva.
Curiosità
Il nome di questo vino è legato al vitigno Picolit, il quale, oltre alla caratteristica di non portare a frutto diversi fiori - generando grappoli con pochi chicchi -, si distingue per le piccole dimensioni degli acini.
Le origini stesse del vitigno, però, sono piuttosto nebulose: nel Settecento l'agronomo friulano Antonio Zanon ipotizzò una provenienza africana del Picolit, successivamente trapiantato in Francia con il nome di pique-pouille, da cui il friulano piculìt.
La "Delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello" vi stupirà con la sua dolcezza, a cui contribuisce la vellutata salsa al caramello, ma sarà anche un sorpresa per il palato, con la sua sbriciolata di castagne e di noci, che daranno quella croccantezza sempre necessaria in un dessert morbido come questo.
Questo dolce si presta molto bene ad essere preparato e servito nella stagione autunnale, quando si raccolgono le castagne e si ha voglia di dolci corposi nel gusto ma anche con una freschezza che ci ricordi la bella stagione.
INGREDIENTI:
4 persone
1 litro di latte
4 cucchiai pieni di amido di mais
250 gr di zucchero
1 bacca di vaniglia
castagne lessate a piacere
noci a piacere
PREPARAZIONE:
Per preparare la vostra delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello, cominciate a scaldare il latte in un pentolino.
A parte, in un altro pentolino, unite 50 grammi di zucchero semolato con l’amido di mais.
A filo, aggiungete il latte ormai caldo e mescolate per bene, portando poi sul fuoco dolce e incorporando i semi della bacca di vaniglia.
Quando il composto si sarà rassodato, spegnete il fuoco e versatelo in stampini per budini, e lasciate riposare in frigo per 6-8 ore, in modo che il dolce rimanga bello sodo.
Quando sarà il momento di servire il dolce, preparate la salsa caramello.
Fate sciogliere i restanti 200 grammi di zucchero in un pentolino, meglio se antiaderente.
Nel frattempo portate a ebollizione 100 ml di acqua.
Quando lo zucchero si sarà sciolto, aggiungete subito l’acqua calda e mescolate per bene, a fuoco dolce, poi spegnete e fate raffreddare.
Impiattate il dessert aggiungendo delle castagne e delle noci sbriciolate e poi coprendo il tutto con una dolce colata di salsa caramello.
Servite la vostra delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello.
Primo Chef
Vino : Picolit, bianco, di medio corpo, morbido e profumato, ottenuto da vendemmia tardiva.
![]() |
| Buon dolce e buon appettito!! |
Il nome di questo vino è legato al vitigno Picolit, il quale, oltre alla caratteristica di non portare a frutto diversi fiori - generando grappoli con pochi chicchi -, si distingue per le piccole dimensioni degli acini.
Le origini stesse del vitigno, però, sono piuttosto nebulose: nel Settecento l'agronomo friulano Antonio Zanon ipotizzò una provenienza africana del Picolit, successivamente trapiantato in Francia con il nome di pique-pouille, da cui il friulano piculìt.
22 luglio 2015
“Caffè in forchetta”
Il caffè in forchetta è un ottimo dolce realizzato sbattendo i tuorli d'uovo, aggiungendo il caffè freddo e dopo aver cotto il composto conservandolo in frigorifero fino al momento del consumo.
Ingredienti :
6 tuorli d'Uova
6 cucchiai Zucchero
3 tazzine Caffè forte
1 bicchierino Rum
3 cucchiai Zucchero per il caramello
Preparazione :
Sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete il caffè freddo e il liquore.
Fate caramellare lo zucchero in uno stampo, versatevi il composto e cuocete a bagnomaria per circa 1 ora.
Servitelo freddo o caldo con zabaione.
(di qua e di là)
Ingredienti :
6 tuorli d'Uova
6 cucchiai Zucchero
3 tazzine Caffè forte
1 bicchierino Rum
3 cucchiai Zucchero per il caramello
Preparazione :
Sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete il caffè freddo e il liquore.
Fate caramellare lo zucchero in uno stampo, versatevi il composto e cuocete a bagnomaria per circa 1 ora.
Servitelo freddo o caldo con zabaione.
(di qua e di là)
18 giugno 2015
“Frullato di ciliegie”
Ha un'azione rimineralizzante, depurativa, antireumatica.
Combatte anche l'invecchiamento dal momento che favorisce l'eliminazione di residui e tossine.
Sapevate che i frullati di ciliegia diminuiscono i dolori muscolari dopo la corsa di lunga durata?
Si sono dimostrati efficaci nel recupero muscolare dei maratoneti, ora una nuova ricerca ha dato ancora più importanza alle ciliegie.
Si sa che dopo una lunga corsa, i muscoli sono affaticati per diversi giorni.
Questo nuovo studio dimostra ancora una volta che i frullati di ciliegia sono una soluzione naturale e senza effetti collaterali per il recupero muscolare.
Ingredienti :
ciliegie 200 g circa
succo di mela, 1 bicchiere
(zucchero se lo desiderate)
Preparazione:
Scegliete ciliegie con buccia rosso vivo o anche visciole, dal sapore un po´ più acidulo.
Mettete a bagno i frutti in una ciotola, sciacquateli e scolateli dall´acqua, togliete il nocciolo e mettete i frutti in un frullatore nel quale aggiungerete un bicchiere molto freddo di succo di mela .
Frullate per pochi secondi fino a quando il composto non risulterà omogeneo, lasciate riposare alcuni minuti e servite freddo.
Buon appetito!
Combatte anche l'invecchiamento dal momento che favorisce l'eliminazione di residui e tossine.
Sapevate che i frullati di ciliegia diminuiscono i dolori muscolari dopo la corsa di lunga durata?
Si sono dimostrati efficaci nel recupero muscolare dei maratoneti, ora una nuova ricerca ha dato ancora più importanza alle ciliegie.
Si sa che dopo una lunga corsa, i muscoli sono affaticati per diversi giorni.
Questo nuovo studio dimostra ancora una volta che i frullati di ciliegia sono una soluzione naturale e senza effetti collaterali per il recupero muscolare.
Ingredienti :
ciliegie 200 g circa
succo di mela, 1 bicchiere
(zucchero se lo desiderate)
Preparazione:
Scegliete ciliegie con buccia rosso vivo o anche visciole, dal sapore un po´ più acidulo.
Mettete a bagno i frutti in una ciotola, sciacquateli e scolateli dall´acqua, togliete il nocciolo e mettete i frutti in un frullatore nel quale aggiungerete un bicchiere molto freddo di succo di mela .
Frullate per pochi secondi fino a quando il composto non risulterà omogeneo, lasciate riposare alcuni minuti e servite freddo.
Buon appetito!
Tema:
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4 giugno 2015
“La Bruschetta”
La Bruschetta è un piatto semplice, di origini contadine, oggi consumato principalmente come antipasto.
Alla base vi è una fetta di pane casereccio abbrustolito e condito con aglio e olio d’oliva, da gustare così o da insaporire aggiungendovi ingredienti a scelta fra spezie, erbe, ortaggi, carni e salse.
E’ una ricetta tipica la cui paternità è contesa fra diverse regioni.
Oggi è ormai diffusa su tutta la Penisola, dove è possibile gustarla in un’infinità di varianti, legate alle tradizioni gastronomiche del territorio.
Ingredienti :
4 fette Pane casareccio
2 Aglio a spicchi
4 cucchiai Olio extravergine
300 g Pomodorini maturi
q.b. Sale
q.b. Pepe
Preparazione :
Lavare i pomodorini, asciugarli e farli scottare per un attimo in acqua in ebollizione.
Privarli della pelle, dividerli a metà e farli scolare in un colino per 5 minuti per far loro perdere l'acqua di vegetazione.
Nel frattempo sbucciare l'aglio.
Strofinare le fette di pane con l'aglio e pennellarle con olio d'oliva.
Adagiarle sulla placca, metterle in forno preriscaldato a 200 °C e farle colorire.
Rigirarle e farle colorire anche dall'altra parte in modo che l'interno resti morbido.
Sfornarle e disporle sul piatto di portata.
Dividere la polpa dei pomodorini a cubetti e disporli sulle fette di pane e irrorarle con un filo d'olio d'oliva, salare, pepare e servire.
Vino :
Un rosato come Bardolino Chiaretto (Veneto) che è è frutto di macerazioni brevissime, anche solo qualche ora, difficile quindi riuscire a tirar fuori sostanze coloranti e un ventaglio odoroso completo.
Il naso è sottolineato da note fermentative, alle volte condizionanti, ma anche espressioni floreali discrete, erbe aromatiche rinfrescanti e qualche nota più verde.
Tra i riconoscimenti fruttati spicca la ciliegia croccante o carnosa, agrumi e frutta tropicale come il litchi.
Alla base vi è una fetta di pane casereccio abbrustolito e condito con aglio e olio d’oliva, da gustare così o da insaporire aggiungendovi ingredienti a scelta fra spezie, erbe, ortaggi, carni e salse.
E’ una ricetta tipica la cui paternità è contesa fra diverse regioni.
Oggi è ormai diffusa su tutta la Penisola, dove è possibile gustarla in un’infinità di varianti, legate alle tradizioni gastronomiche del territorio.
Ingredienti :
4 fette Pane casareccio
2 Aglio a spicchi
4 cucchiai Olio extravergine
300 g Pomodorini maturi
q.b. Sale
q.b. Pepe
Preparazione :
Lavare i pomodorini, asciugarli e farli scottare per un attimo in acqua in ebollizione.
Privarli della pelle, dividerli a metà e farli scolare in un colino per 5 minuti per far loro perdere l'acqua di vegetazione.
Nel frattempo sbucciare l'aglio.
Strofinare le fette di pane con l'aglio e pennellarle con olio d'oliva.
Adagiarle sulla placca, metterle in forno preriscaldato a 200 °C e farle colorire.
Rigirarle e farle colorire anche dall'altra parte in modo che l'interno resti morbido.
Sfornarle e disporle sul piatto di portata.
Dividere la polpa dei pomodorini a cubetti e disporli sulle fette di pane e irrorarle con un filo d'olio d'oliva, salare, pepare e servire.
Vino :
Un rosato come Bardolino Chiaretto (Veneto) che è è frutto di macerazioni brevissime, anche solo qualche ora, difficile quindi riuscire a tirar fuori sostanze coloranti e un ventaglio odoroso completo.
Il naso è sottolineato da note fermentative, alle volte condizionanti, ma anche espressioni floreali discrete, erbe aromatiche rinfrescanti e qualche nota più verde.
Tra i riconoscimenti fruttati spicca la ciliegia croccante o carnosa, agrumi e frutta tropicale come il litchi.
Tema:
Foto ricette,
Ricette,
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Vino e dintorni
5 febbraio 2015
“Girelle di Carnevale”
Dolci fritti dalla forma a girella, preparati con un impasto la cui composizione somiglia a quella per la pasta all’uovo, che viene ricoperta di buccia di limone per poi essere arrotolata su sé stessa e fritta in abbondante olio bollente.
Gli arancini vengono poi ripassati nel miele e serviti.
Negli ultimi anni si è diffusa l’usanza di preparare gli arancini al forno, però preferisco friggerli, sono molto più buoni.
Ingredienti:
600 g di farina
200 g di zucchero
1 uovo
130 g di burro
Un cubetto di lievito di birra
200 ml di latte
Scorza grattugiata di 3 limoni
Olio di semi di arachidi per friggere
Miele ( a scelta, perchè sono buoni anche senza).
Preparazione :
Preparate la sfoglia degli arancini con la farina, il burro fuso raffreddato, l’uovo e il lievito di birra disciolto nel latte: impastate il tutto fino ad ottenere un composto liscio.
A questo punto stendete l’impasto e ricopritelo con lo zucchero e con le bucce grattugiate dei limoni, arrotolatelo su sé stesso e tagliatelo a fette spesse circa 1 cm, in modo da ottenere delle girelle.
Friggete le girelle in abbondante olio di semi di arachidi fino a doratura completa.
Sciogliete il miele e glassate le girelle prima di servirle.
Oppure ricopritele di zucchero a velo.
Variante al forno: Una volta ricavate le girelle ponetele in forno e cuocetele a 200° per circa 15 minuti e infine servitele ancora calde ricoperte di zucchero a velo.
Vino : Moscato dolce.
Prodotto con uva Fior d’Arancio che sui Colli Euganei cattura i colori del sole, mantenendo il riserbo sulla sua terra d’origine, si favella della Siria e della Mesopotamia.
Si presenta con un color giallo brillante con riflessi dorati, il profumo è fresco e persistente.. Esuberante, allegro e spregiudicato, dolce e poco e alcolico, è il vino della festa.
A fine pasto incontra volentieri dolci asciutti.
Gli arancini vengono poi ripassati nel miele e serviti.
Negli ultimi anni si è diffusa l’usanza di preparare gli arancini al forno, però preferisco friggerli, sono molto più buoni.
Ingredienti:
600 g di farina
200 g di zucchero
1 uovo
130 g di burro
Un cubetto di lievito di birra
200 ml di latte
Scorza grattugiata di 3 limoni
Olio di semi di arachidi per friggere
Miele ( a scelta, perchè sono buoni anche senza).
Preparazione :
Preparate la sfoglia degli arancini con la farina, il burro fuso raffreddato, l’uovo e il lievito di birra disciolto nel latte: impastate il tutto fino ad ottenere un composto liscio.
A questo punto stendete l’impasto e ricopritelo con lo zucchero e con le bucce grattugiate dei limoni, arrotolatelo su sé stesso e tagliatelo a fette spesse circa 1 cm, in modo da ottenere delle girelle.
Friggete le girelle in abbondante olio di semi di arachidi fino a doratura completa.
Sciogliete il miele e glassate le girelle prima di servirle.
Oppure ricopritele di zucchero a velo.
Variante al forno: Una volta ricavate le girelle ponetele in forno e cuocetele a 200° per circa 15 minuti e infine servitele ancora calde ricoperte di zucchero a velo.
Vino : Moscato dolce.
Prodotto con uva Fior d’Arancio che sui Colli Euganei cattura i colori del sole, mantenendo il riserbo sulla sua terra d’origine, si favella della Siria e della Mesopotamia.
Si presenta con un color giallo brillante con riflessi dorati, il profumo è fresco e persistente.. Esuberante, allegro e spregiudicato, dolce e poco e alcolico, è il vino della festa.
A fine pasto incontra volentieri dolci asciutti.
9 dicembre 2014
“Gingerbread”
Gli Omini di pan di zenzero.
La favola anglosassone :
C’era una volta una vecchina che un bel giorno decise di cucinare un biscotto di pan di zenzero a forma di omino.
Quando però la cottura era quasi terminata la vecchina sentì una vocina arrivare dalle profondità del forno: “Mamma che caldo che fa qui .. fammi uscire!”
La vecchina incuriosita aprì il forno e vide un biscotto a forma di omino scappare gridando: “Corri pure, tanto non mi prendi, sono l’omino di pan di zenzero!”
Tutte le urla della vecchina al suo indirizzo furono inutili.
Nella sua fuga l’omino di pan di zenzero incontrò una mucca che, non appena lo vide, cercò di mangiarlo, ma lui continuò a fuggire, dicendo con un tono quasi cantilenante “Corri pure tanto non mi prendi, sono l’omino di pan di zenzero.”
Ben presto alla rincorsa dell’omino di pan di zenzero c’erano non solo la vecchina e la mucca, ma anche un cavallo ed un maiale, tutti con l’acquolina alla bocca.
E l’omino canticchiava correndo “correte più che potete, tanto non mi prendete, sono l’omino di pan di zenzero!“
Ad un certo punto si trovò davanti ad un fiume ed una volpe si avvicinò e si offrì di aiutarlo a fuggire, trasportandolo sul suo dorso fin sull’altra sponda.
L’omino di pan di zenzero tutto felice saltellando e ringraziando la volpe le montò sul dorso.
Arrivati a metà del fiume la volpe disse al biscotto: “l’acqua sta diventando un po’ profonda e tu ti scioglierai se ti bagni, arrampicati sul mio naso così sarai al sicuro.”
L’omino di pan di zenzero fece come gli aveva detto la volpe e quest’ultima se lo pappò in un sol boccone.
Ingredienti :
Pasta:
300 gr. di farina
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 uovo intero
acqua q.b.
Preparazione :
Impastare tutti gli ingredienti assieme, formando la palla di pasta.
Stendere l’impasto con l’aiuto di un mattarello e tagliarlo con lo stampino a forma di Omino di Pan di Zenzero.
Infornare per 10 minuti a 180°C con forno preriscaldato.
Decorazione:
Zucchero a velo, coloranti, acqua per la glassa, confettini colorati.
La glassa :
Mescolate la chiara d’uovo con lo zucchero e se volete del colorante alimentare, lavorateli insieme fino ad ottenere una crema che poi userete per decorare i biscotti.
Decorare a piacere una volta cotti con glassa colorata, zuccherini colorati o zucchero a velo.
Tra le tante ricette, ho scelto questa, mi sembra la più facile per realizzare questi "dolcetti"
La favola anglosassone :
C’era una volta una vecchina che un bel giorno decise di cucinare un biscotto di pan di zenzero a forma di omino.
Quando però la cottura era quasi terminata la vecchina sentì una vocina arrivare dalle profondità del forno: “Mamma che caldo che fa qui .. fammi uscire!”
La vecchina incuriosita aprì il forno e vide un biscotto a forma di omino scappare gridando: “Corri pure, tanto non mi prendi, sono l’omino di pan di zenzero!”
Tutte le urla della vecchina al suo indirizzo furono inutili.
Nella sua fuga l’omino di pan di zenzero incontrò una mucca che, non appena lo vide, cercò di mangiarlo, ma lui continuò a fuggire, dicendo con un tono quasi cantilenante “Corri pure tanto non mi prendi, sono l’omino di pan di zenzero.”
Ben presto alla rincorsa dell’omino di pan di zenzero c’erano non solo la vecchina e la mucca, ma anche un cavallo ed un maiale, tutti con l’acquolina alla bocca.
E l’omino canticchiava correndo “correte più che potete, tanto non mi prendete, sono l’omino di pan di zenzero!“
Ad un certo punto si trovò davanti ad un fiume ed una volpe si avvicinò e si offrì di aiutarlo a fuggire, trasportandolo sul suo dorso fin sull’altra sponda.
L’omino di pan di zenzero tutto felice saltellando e ringraziando la volpe le montò sul dorso.
Arrivati a metà del fiume la volpe disse al biscotto: “l’acqua sta diventando un po’ profonda e tu ti scioglierai se ti bagni, arrampicati sul mio naso così sarai al sicuro.”
L’omino di pan di zenzero fece come gli aveva detto la volpe e quest’ultima se lo pappò in un sol boccone.
Ingredienti :
Pasta:
300 gr. di farina
100 gr. di burro
100 gr. di zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 uovo intero
acqua q.b.
Preparazione :
Impastare tutti gli ingredienti assieme, formando la palla di pasta.
Stendere l’impasto con l’aiuto di un mattarello e tagliarlo con lo stampino a forma di Omino di Pan di Zenzero.
Infornare per 10 minuti a 180°C con forno preriscaldato.
Decorazione:
Zucchero a velo, coloranti, acqua per la glassa, confettini colorati.
La glassa :
Mescolate la chiara d’uovo con lo zucchero e se volete del colorante alimentare, lavorateli insieme fino ad ottenere una crema che poi userete per decorare i biscotti.
Decorare a piacere una volta cotti con glassa colorata, zuccherini colorati o zucchero a velo.
Tra le tante ricette, ho scelto questa, mi sembra la più facile per realizzare questi "dolcetti"
Tema:
Curiosità,
Dolciricette,
Favole,
Foto ricette,
Leggende,
Natale,
Tradizioni
16 novembre 2014
“Banana Flambè”
La banana “flambè” si prepara sbucciando le banane e poi tagliandole a pezzi per cuocerle in casseruola mescolandole a burro e zucchero cotto fino a divenire caramello, aggiungeremo il rum per fiammeggiare e serviremo con del gelato di cocco e con il liquido di cottura.
Ingredienti :
4 Banane
4 palline Gelato al cocco ( o altri gusti a vostro piacimento)
4 cucchiai Zucchero
4 cucchiai Burro
2 cucchiai Rum
Preparazione :
Sbucciate le banane e tagliatele a pezzi, poi mettetele in una casseruola dove avrete fatto sciogliere il burro e lo zucchero e mescolate accuratamente.
Cuocete qualche minuto mescolando continuamente in maniera che lo zucchero che inizia a caramellare si distribuisca in maniera uniforme sui pezzi di banana.
Aggiungere il rum e fiammeggiate, poi servite nelle coppette individuali abbinando in ogni coppetta la banana “flambè” a una pallina di gelato al cocco e irrorando il tutto con qualche cucchiaiata del liquido di cottura.
La banana “flambè” è una ricetta semplice da realizzare, caratterizzata da sentori esotici è indicata per occasioni importanti e pranzi speciali come quello di Natale.
( Italia a tavola)
Mancano “39 giorni a Natale” ..
Ingredienti :
4 Banane
4 palline Gelato al cocco ( o altri gusti a vostro piacimento)
4 cucchiai Zucchero
4 cucchiai Burro
2 cucchiai Rum
Preparazione :
Sbucciate le banane e tagliatele a pezzi, poi mettetele in una casseruola dove avrete fatto sciogliere il burro e lo zucchero e mescolate accuratamente.
Cuocete qualche minuto mescolando continuamente in maniera che lo zucchero che inizia a caramellare si distribuisca in maniera uniforme sui pezzi di banana.
Aggiungere il rum e fiammeggiate, poi servite nelle coppette individuali abbinando in ogni coppetta la banana “flambè” a una pallina di gelato al cocco e irrorando il tutto con qualche cucchiaiata del liquido di cottura.
La banana “flambè” è una ricetta semplice da realizzare, caratterizzata da sentori esotici è indicata per occasioni importanti e pranzi speciali come quello di Natale.
( Italia a tavola)
Mancano “39 giorni a Natale” ..
Tema:
Dolciricette,
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Ricette,
Ricordi,
Tradizioni
31 ottobre 2014
“Torta di Halloween”
Con zucca, mele e cioccolato fondente ..
Halloween è alle porte, non deve mancare una torta arancione come le zucche di Halloween!
Consigli
La zucca nell'impasto rende la zucca leggermente umida e allo stesso tempo molto soffice e saporita.
È golosissima grazie alle gocce di cioccolato fondente
Ha una nota fruttata data dalla mela.
Ingredienti:
400 gr polpa di zucca
150 gr fecola di patate
100 gr farina 00
180 gr zucchero semolato, più un cucchiaio
100 gr gocce di cioccolate fondente
80 gr burro
250 ml di latte
2/3 mele
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
mezza bacca di vaniglia
un pizzico di sale
Preparazione:
Pulite la zucca, tagliatela a pezzetti piuttosto piccola e mettetela in un tegame con la bacca di vaniglia e il latte.
Portate a bollore e fate cuocere a fiamma media per circa 15 minuti così che la zucca si disfi e diventi una crema.
Preparate le mele sbucciandole e tagliandole a spicchi, diciamo 8/10 spicchi per mela.
Versate in una ciotola capiente le uova con lo zucchero e montate usando lo sbattitore elettrico sino ad ottenere una crema chiara.
Continuando a sbattere aggiungete prima il burro a temperatura ambiente, la crema di zucca da cui avevo tolto la bacca di vaniglia e un pizzico di sale, dopo incorporate la farina e la fecola di patate.
Per ultimo aggiungete il lievito setacciato e le gocce di cioccolato.
Versate l’impasto in una teglia antiaderente, oppure una normale precedentemente imburrata e infarinata, e coprite sopra con gli spicchi di mela.
Cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti.
Vino :
Spumante "Antares", dal colore giallo paglierino con sfumature verdognole, ha un profumo franco, fruttato con una delicata nota di lievito.
Si propone come protagonista di colorati brindisi e piacevoli feste.
"Felice Halloween" ..
Halloween è alle porte, non deve mancare una torta arancione come le zucche di Halloween!
Consigli
La zucca nell'impasto rende la zucca leggermente umida e allo stesso tempo molto soffice e saporita.
È golosissima grazie alle gocce di cioccolato fondente
Ha una nota fruttata data dalla mela.
Ingredienti:
400 gr polpa di zucca
150 gr fecola di patate
100 gr farina 00
180 gr zucchero semolato, più un cucchiaio
100 gr gocce di cioccolate fondente
80 gr burro
250 ml di latte
2/3 mele
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
mezza bacca di vaniglia
un pizzico di sale
Preparazione:
Pulite la zucca, tagliatela a pezzetti piuttosto piccola e mettetela in un tegame con la bacca di vaniglia e il latte.
Portate a bollore e fate cuocere a fiamma media per circa 15 minuti così che la zucca si disfi e diventi una crema.
Preparate le mele sbucciandole e tagliandole a spicchi, diciamo 8/10 spicchi per mela.
Versate in una ciotola capiente le uova con lo zucchero e montate usando lo sbattitore elettrico sino ad ottenere una crema chiara.
Continuando a sbattere aggiungete prima il burro a temperatura ambiente, la crema di zucca da cui avevo tolto la bacca di vaniglia e un pizzico di sale, dopo incorporate la farina e la fecola di patate.
Per ultimo aggiungete il lievito setacciato e le gocce di cioccolato.
Versate l’impasto in una teglia antiaderente, oppure una normale precedentemente imburrata e infarinata, e coprite sopra con gli spicchi di mela.
Cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti.
Vino :
Spumante "Antares", dal colore giallo paglierino con sfumature verdognole, ha un profumo franco, fruttato con una delicata nota di lievito.
Si propone come protagonista di colorati brindisi e piacevoli feste.
"Felice Halloween" ..
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Terra,
Tradizioni,
Vino e dintorni
12 settembre 2014
“La torta paradiso”
Questa squisita torta alta, soffice e delicata è semplice da realizzare.
La torta paradiso si conserverà fragrante e saporita per vari giorni dopo la cottura, l’importante è tenerla al riparo dall’aria, per evitare che si asciughi troppo.
Ingredienti : (dosi per 6/8 persone)
100 grammi di farina 00
100 grammi di fecola di patate
200 grammi di burro a temperatura ambiente
200 grammi di zucchero a velo più quello per spolverare
2 uova medie intere e 2 tuorli rigorosamente a temperatura ambiente
2 cucchiai di scorza di limone grattuggiata (1 limone)
Preparazione :
In una terrina montare il burro fino a farlo diventare una crema, aggiungere poi gradatamente lo zucchero a velo.
A parte mescolate le uova ed i tuorli con una forchetta per un minuto.
Aggiungete un cucchiaio per volta di uova sbattute al composto di burro, mescolando delicatamente e senza fretta, aggiungendo un altro cucchiaio di uova solo quando il precedente è stato bene incorporato.
Unite la farina e la fecola setacciate, aggiungete anche la scorza di limone ed incorporate tutto con l’aiuto di una spatola, con movimenti delicati dal basso verso l’alto.
Foderate uno stampo da 22 centimetri con carta forno e versare questo impasto nello stampo livellandolo con la spatola.
Mettete nel forno caldo a 180 gradi per circa 50/60 minuti.
Dopo averla fatta raffreddare, spolverate la torta con lo zucchero a velo.
Come fare una torta paradiso perfetta
Ci sono alcuni accorgimenti da adottare per preparare una torta paradiso eccellente.
Il primo è quello di utilizzare tutti gli ingredienti rigorosamente a temperatura ambiente.
Il burro dovrà essere morbidissimo ma non sciolto (fuori dal frigo per almeno tre ore), e le uova vanno incorporate a cucchiaiate e delicatamente al composto di burro, soprattutto senza avere fretta di aggiungerne se non sono state ben incorporate le precedenti.
Inoltre molta attenzione va fatta nello scegliere gli arnesi.
Potrà sembrare faticosa l’idea di montare tutto a mano, senza l’ausilio dello sbattitore e solo con un cucchiaio di legno o con la spatola, ma è fondamentale affinchè il composto monti incorporando l’aria: proprio questo le darà la sua caratteristica sofficità nonostante sia una torta senza lievito.
Vino : Moscato Rosa è un vino dolce, dal profumo di rosa e dal gusto pieno, aromatico e complesso, è una specialità assai ricercata.
Il vitigno di Moscato Rosa è molto delicato da coltivare, ha una resa molto bassa, e le sue uve, a gradazione zuccherina elevata, vengono fermentate col metodo dei vini rossi.
La torta paradiso si conserverà fragrante e saporita per vari giorni dopo la cottura, l’importante è tenerla al riparo dall’aria, per evitare che si asciughi troppo.
Ingredienti : (dosi per 6/8 persone)
100 grammi di farina 00
100 grammi di fecola di patate
200 grammi di burro a temperatura ambiente
200 grammi di zucchero a velo più quello per spolverare
2 uova medie intere e 2 tuorli rigorosamente a temperatura ambiente
2 cucchiai di scorza di limone grattuggiata (1 limone)
Preparazione :
In una terrina montare il burro fino a farlo diventare una crema, aggiungere poi gradatamente lo zucchero a velo.
A parte mescolate le uova ed i tuorli con una forchetta per un minuto.
Aggiungete un cucchiaio per volta di uova sbattute al composto di burro, mescolando delicatamente e senza fretta, aggiungendo un altro cucchiaio di uova solo quando il precedente è stato bene incorporato.
Unite la farina e la fecola setacciate, aggiungete anche la scorza di limone ed incorporate tutto con l’aiuto di una spatola, con movimenti delicati dal basso verso l’alto.
Foderate uno stampo da 22 centimetri con carta forno e versare questo impasto nello stampo livellandolo con la spatola.
Mettete nel forno caldo a 180 gradi per circa 50/60 minuti.
Dopo averla fatta raffreddare, spolverate la torta con lo zucchero a velo.
Come fare una torta paradiso perfetta
Ci sono alcuni accorgimenti da adottare per preparare una torta paradiso eccellente.
Il primo è quello di utilizzare tutti gli ingredienti rigorosamente a temperatura ambiente.
Il burro dovrà essere morbidissimo ma non sciolto (fuori dal frigo per almeno tre ore), e le uova vanno incorporate a cucchiaiate e delicatamente al composto di burro, soprattutto senza avere fretta di aggiungerne se non sono state ben incorporate le precedenti.
Inoltre molta attenzione va fatta nello scegliere gli arnesi.
Potrà sembrare faticosa l’idea di montare tutto a mano, senza l’ausilio dello sbattitore e solo con un cucchiaio di legno o con la spatola, ma è fondamentale affinchè il composto monti incorporando l’aria: proprio questo le darà la sua caratteristica sofficità nonostante sia una torta senza lievito.
Vino : Moscato Rosa è un vino dolce, dal profumo di rosa e dal gusto pieno, aromatico e complesso, è una specialità assai ricercata.
Il vitigno di Moscato Rosa è molto delicato da coltivare, ha una resa molto bassa, e le sue uve, a gradazione zuccherina elevata, vengono fermentate col metodo dei vini rossi.
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Vino e dintorni
11 agosto 2014
“Lo strudel sfogliato di mela golden e salsa di Trentodoc”
“Lo strudel sfogliato di mela golden e salsa di Trentodoc”
Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta sfoglia
gr 250 farina 00
gr 250 burro
n° 1 uovo
10 cl Trentodoc
Per il ripieno
n° 8 mela golden
gr 100 zucchero
uvetta, pinoli, cannella,
biscotto sbriciolato,
1 noce di burro
Per la salsa
25 cl Trentodoc
gr 100 zucchero
n° 3 tuorli
gr 20 maizena
Preparazione:
preparare la pasta sfoglia, stenderla su di un piano infarinato dandole forma di rettangolo, porvi al centro le mele, precedentemente appassite in un saltiere* con burro, zucchero, uvetta e pinoli, chiudere la pasta sigillando con l’uovo pennellato, quindi infornare per circa 35/40 minuti a 150/180°.
Servire tiepido accompagnato dalla salsa preparata emulsionando gli ingredienti a bagnomaria.
*Saltiere: dal francese sautoir, casseruola per far "saltare" carne e pesce, con bordi bassi e dritti, dotata di un manico e di un fondo spesso.
Vino : ci abbinerei un "Torcolato" che è anche il vino bianco passito tipico della mia regione.
Ha un caldo colore dorato e dal sapore dolce, gradevolmente persistente, rotondo e denso.
E' un ottimo vino da dessert, uno dei migliori vini nazionali.
E 'prodotto a Breganze, lungo la Strada (o Strada del Vino) tra i fiumi Astico e Brenta, nella striscia di terra tra la città di Bassano del Grappa e la valle Valdastico.
Ingredienti per 4 persone:
Per la pasta sfoglia
gr 250 farina 00
gr 250 burro
n° 1 uovo
10 cl Trentodoc
Per il ripieno
n° 8 mela golden
gr 100 zucchero
uvetta, pinoli, cannella,
biscotto sbriciolato,
1 noce di burro
Per la salsa
25 cl Trentodoc
gr 100 zucchero
n° 3 tuorli
gr 20 maizena
Preparazione:
preparare la pasta sfoglia, stenderla su di un piano infarinato dandole forma di rettangolo, porvi al centro le mele, precedentemente appassite in un saltiere* con burro, zucchero, uvetta e pinoli, chiudere la pasta sigillando con l’uovo pennellato, quindi infornare per circa 35/40 minuti a 150/180°.
Servire tiepido accompagnato dalla salsa preparata emulsionando gli ingredienti a bagnomaria.
*Saltiere: dal francese sautoir, casseruola per far "saltare" carne e pesce, con bordi bassi e dritti, dotata di un manico e di un fondo spesso.
Vino : ci abbinerei un "Torcolato" che è anche il vino bianco passito tipico della mia regione.
Ha un caldo colore dorato e dal sapore dolce, gradevolmente persistente, rotondo e denso.
E' un ottimo vino da dessert, uno dei migliori vini nazionali.
E 'prodotto a Breganze, lungo la Strada (o Strada del Vino) tra i fiumi Astico e Brenta, nella striscia di terra tra la città di Bassano del Grappa e la valle Valdastico.
9 agosto 2014
“Tentazioni .. dolci”
Il dolce è il gusto che, probabilmente, amiamo più di tutti gli altri stimolare.
Forse gareggia solo con il salato che pure ha tanti estimatori.
Ma il primo ha dalla sua l’immediatezza e la sua facilità di preparazione che trasforma anche pochi ingredienti in torte, pasticcini e dessert di ogni genere e forma.
Ci sono dolci poi, che sono legati all’infanzia e ai sapori tradizionali di casa e della famiglia: la “torta di mele” della nonna o la “torta al cioccolato” che subito dopo il primo boccone ci riporta indietro con la memoria.
I dolci ci accompagnano in ogni fase della nostra vita: da quelli per il battesimo, a quelli per il compleanno, fino alle trionfali torte di matrimonio.
Grande o piccolo, semplice o elaborato, racchiude una piccola storia, che affonda le sue radici nella memoria e nel passato.
Ci sono ricette di dolci della tradizione o ricette segrete passate di famiglia in famiglia, di madre in figlia e tenute gelosamente nascoste per dosi e ingredienti.
Insomma, ogni occasione è buona per sceglierne uno da legare alla nostra memoria, al gusto e alle volte alla malinconia dei tempi belli e felici.
Qualunque sia il vostro dolce e qualunque sia l’occasione, gustatelo senza troppi “sensi di colpa” anche se a volte la salute è dispettosa e non lo consente perché anche una “briciolina” di quello che più amiamo .. ci fa fare pace con il Mondo.
Forse gareggia solo con il salato che pure ha tanti estimatori.
Ma il primo ha dalla sua l’immediatezza e la sua facilità di preparazione che trasforma anche pochi ingredienti in torte, pasticcini e dessert di ogni genere e forma.
Ci sono dolci poi, che sono legati all’infanzia e ai sapori tradizionali di casa e della famiglia: la “torta di mele” della nonna o la “torta al cioccolato” che subito dopo il primo boccone ci riporta indietro con la memoria.
I dolci ci accompagnano in ogni fase della nostra vita: da quelli per il battesimo, a quelli per il compleanno, fino alle trionfali torte di matrimonio.
Grande o piccolo, semplice o elaborato, racchiude una piccola storia, che affonda le sue radici nella memoria e nel passato.
Ci sono ricette di dolci della tradizione o ricette segrete passate di famiglia in famiglia, di madre in figlia e tenute gelosamente nascoste per dosi e ingredienti.
Insomma, ogni occasione è buona per sceglierne uno da legare alla nostra memoria, al gusto e alle volte alla malinconia dei tempi belli e felici.
Qualunque sia il vostro dolce e qualunque sia l’occasione, gustatelo senza troppi “sensi di colpa” anche se a volte la salute è dispettosa e non lo consente perché anche una “briciolina” di quello che più amiamo .. ci fa fare pace con il Mondo.
Tema:
Curiosità,
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26 giugno 2014
"Una torta di compleanno" ..
Una torta speciale con fragole, moscato e croccanti scaglie di mandorle.
Ingredienti :
200 gr di fragole
100 ml di moscato
200 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaio di zucchero a velo
60 gr di mandorle a lamelle
Per la base: 120 gr di farina 00
20 gr di burro
120 gr di zucchero
4 uova
Per la crema: 3 uova
300 ml di latte
una bacca di vaniglia
20 gr di farina
Preparazione :
In una planetaria o con delle fruste elettriche lavorate le uova con lo zucchero, per diversi minuti, fino a quando non otterrete un composto omogeneo, ma soprattutto gonfio, lucido e cremoso, (questo passaggio è molto importante in quanto non si userà lievito e in questa fase il composto deve incorporare molta aria).
Aggiungere poi la farina setacciata e il burro fuso in precedenza e, sempre con le fruste elettriche, mescolare fino ad ottenere un composto molto cremoso ed omogeneo.
Imburrare ed infarinare una tortiera con la cerniera e infornare per circa 30 minuti a 180°C in forno già caldo.
Mentre la torta è in forno, preparare la crema, mettendo a scaldare in un pentolino il latte con la bacca di vaniglia incisa per la lunghezza.
Appena comincia a sobbollire spegnere il fuoco.
In una ciotola sbattere con una frusta i 3 tuorli d'uovo con lo zucchero fino a quando non montano leggermente, aggiungere poi la farina e incorporare il tutto.
Al latte caldo, a cui abbiamo tolto la bacca di vaniglia, aggiungere i tuorli sbattuti e portare a bollore, continuando a mescolare fino a quando non si addensa e non si ottiene una crema molto soda.
Lasciar raffreddare coprendo la superficie con della pellicola trasparente.
Una volta ottenuta sia la base della torta che la crema a temperatura ambiente comporla, tagliando a metà la base, irrorandola con un pò di moscato sia nella parte superiore sia nella parte inferiore su cui stendere metà crema e le fragole tagliate a pezzi, coprire con la rimanente crema e chiudere pressando leggermente la superficie.
Montare la panna con un cucchiaio di zucchero a velo fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non troppo soda, spalmandola poi sulla superficie della torta anche lateralmente con l'aiuto di una spatola cercando di livellarla in più possibile.
Infine cospargerla con le lamelle di mandorle in modo uniforme e riporre in frigo per almeno 2 ore prima di servirla.
v.b.
Vino :
Scegliamo sempre un vino dolce della famiglia dei "Passiti" .. e non necessariamente bianco .. esistono degli ottimi vini dolci "rossi".
Ingredienti :
200 gr di fragole
100 ml di moscato
200 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaio di zucchero a velo
60 gr di mandorle a lamelle
Per la base: 120 gr di farina 00
20 gr di burro
120 gr di zucchero
4 uova
Per la crema: 3 uova
300 ml di latte
una bacca di vaniglia
20 gr di farina
Preparazione :
In una planetaria o con delle fruste elettriche lavorate le uova con lo zucchero, per diversi minuti, fino a quando non otterrete un composto omogeneo, ma soprattutto gonfio, lucido e cremoso, (questo passaggio è molto importante in quanto non si userà lievito e in questa fase il composto deve incorporare molta aria).
Aggiungere poi la farina setacciata e il burro fuso in precedenza e, sempre con le fruste elettriche, mescolare fino ad ottenere un composto molto cremoso ed omogeneo.
Imburrare ed infarinare una tortiera con la cerniera e infornare per circa 30 minuti a 180°C in forno già caldo.
Mentre la torta è in forno, preparare la crema, mettendo a scaldare in un pentolino il latte con la bacca di vaniglia incisa per la lunghezza.
Appena comincia a sobbollire spegnere il fuoco.
In una ciotola sbattere con una frusta i 3 tuorli d'uovo con lo zucchero fino a quando non montano leggermente, aggiungere poi la farina e incorporare il tutto.
Al latte caldo, a cui abbiamo tolto la bacca di vaniglia, aggiungere i tuorli sbattuti e portare a bollore, continuando a mescolare fino a quando non si addensa e non si ottiene una crema molto soda.
Lasciar raffreddare coprendo la superficie con della pellicola trasparente.
Una volta ottenuta sia la base della torta che la crema a temperatura ambiente comporla, tagliando a metà la base, irrorandola con un pò di moscato sia nella parte superiore sia nella parte inferiore su cui stendere metà crema e le fragole tagliate a pezzi, coprire con la rimanente crema e chiudere pressando leggermente la superficie.
Montare la panna con un cucchiaio di zucchero a velo fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non troppo soda, spalmandola poi sulla superficie della torta anche lateralmente con l'aiuto di una spatola cercando di livellarla in più possibile.
Infine cospargerla con le lamelle di mandorle in modo uniforme e riporre in frigo per almeno 2 ore prima di servirla.
v.b.
Vino :
Scegliamo sempre un vino dolce della famiglia dei "Passiti" .. e non necessariamente bianco .. esistono degli ottimi vini dolci "rossi".
18 maggio 2014
“Insalata di riso tradizionale”
Per preparare un'insalata di riso "comme il faut", dovete abolire condiriso e vasetti preconfezionati con verdurine e affini, e abbandonare la fretta.
Per una insalata di riso che si rispetti ci vuole tradizione e calma.
Ritagliatevi il tempo necessario e prepate l'insalata con tranquillità e buon umore.
Ispiratevi alle nostre nonne che portavano in tavola non solo un piatto da gustare ma emozioni da trasmettere, sentimenti che attraverso il cibo nutrivano corpo e anima.
L'insalata di riso si mangia fredda e si può cucinare in anticipo.
Può essere preparata con diverse varietà di riso : integrale, selvatico o venere e anche con altri cereali come l'orzo, la quinoa, il bulghur, oppure il farro.
Il valore nutrizionale varia in base agli ingredienti usati: con le verdure e basta, ricche di vitamine, il valore calorico resta basso.
Mentre l'aggiunta di proteine vegetali o animali : formaggi, pesci o carni rendono l'insalata più equilibrata e nutriente.
Occhio ai condimenti e via.
Proviamo con la ricetta classica.
INSALATA DI RISO CLASSICA
Ingredienti:
riso carnaroli
tonno sott'olio
prosciutto cotto
formaggio asiago o emmenthal
pomodori freschi
cetriolini sottaceto
capperi
olive taggiasche snocciolate
funghi e carciofini sott’olio
mais
pisellini lessati
fagiolini freschi
uova sode
Preparazione:
lessate il riso al dente in abbondante acqua salata, scolatelo e stendetelo su un canovaccio a riposare.
Intanto tagliate a dadini: formaggi, prosciutto, verdure, cetriolini e carciofini sott'olio.
Lasciate interi gli altri ingredienti.
Mescolate tutto con il riso, unite una manciata di foglie di basilico e condite con olio, sale e succo di limone.
Infine spolverate con le uova sode tagliate a dadini.
Per una insalata di riso che si rispetti ci vuole tradizione e calma.
Ritagliatevi il tempo necessario e prepate l'insalata con tranquillità e buon umore.
Ispiratevi alle nostre nonne che portavano in tavola non solo un piatto da gustare ma emozioni da trasmettere, sentimenti che attraverso il cibo nutrivano corpo e anima.
L'insalata di riso si mangia fredda e si può cucinare in anticipo.
Può essere preparata con diverse varietà di riso : integrale, selvatico o venere e anche con altri cereali come l'orzo, la quinoa, il bulghur, oppure il farro.
Il valore nutrizionale varia in base agli ingredienti usati: con le verdure e basta, ricche di vitamine, il valore calorico resta basso.
Mentre l'aggiunta di proteine vegetali o animali : formaggi, pesci o carni rendono l'insalata più equilibrata e nutriente.
Occhio ai condimenti e via.
Proviamo con la ricetta classica.
INSALATA DI RISO CLASSICA
Ingredienti:
riso carnaroli
tonno sott'olio
prosciutto cotto
formaggio asiago o emmenthal
pomodori freschi
cetriolini sottaceto
capperi
olive taggiasche snocciolate
funghi e carciofini sott’olio
mais
pisellini lessati
fagiolini freschi
uova sode
Preparazione:
lessate il riso al dente in abbondante acqua salata, scolatelo e stendetelo su un canovaccio a riposare.
Intanto tagliate a dadini: formaggi, prosciutto, verdure, cetriolini e carciofini sott'olio.
Lasciate interi gli altri ingredienti.
Mescolate tutto con il riso, unite una manciata di foglie di basilico e condite con olio, sale e succo di limone.
Infine spolverate con le uova sode tagliate a dadini.
21 aprile 2014
“Pesche ripiene”
“Pesche ripiene agli amaretti”
Ingredienti :
Per 6 persone
500 gr. amaretti secchi
1 cucchiaio di cacao amaro
1 pizzico di vaniglia
mezzo bicchiere di rhum
300 gr. di bianco d'uovo montato a neve
una parte della polpa delle pesche
6 belle pesche gialle
zucchero a velo
300 gr. zucchero semolato
Preparazione :
Spaccare le pesche a metà e con uno scavino togliere il 50% della polpa.
Frullare gli ingredienti sopraindicati (escluso lo zucchero a velo), quindi aggiungere il bianco d'uovo montato rimestando delicatamente.
Con una tasca da pasticciere riempire le pesche scavate con l'impasto, spolverarle con lo zucchero a velo e porle in forno su una teglia per 20 minuti a circa 160 gradi.
Servire tiepide.
Ingredienti :
Per 6 persone
500 gr. amaretti secchi
1 cucchiaio di cacao amaro
1 pizzico di vaniglia
mezzo bicchiere di rhum
300 gr. di bianco d'uovo montato a neve
una parte della polpa delle pesche
6 belle pesche gialle
zucchero a velo
300 gr. zucchero semolato
Preparazione :
Spaccare le pesche a metà e con uno scavino togliere il 50% della polpa.
Frullare gli ingredienti sopraindicati (escluso lo zucchero a velo), quindi aggiungere il bianco d'uovo montato rimestando delicatamente.
Con una tasca da pasticciere riempire le pesche scavate con l'impasto, spolverarle con lo zucchero a velo e porle in forno su una teglia per 20 minuti a circa 160 gradi.
Servire tiepide.
13 aprile 2014
“La bistecca Fiorentina .. ma Chianina”
Uno dei piatti simbolo della tradizione culinaria italiana, conosciuta e gradita in tutto il mondo.
La "Bistecca Fiorentina" è uno dei piatti più conosciuti della cucina toscana la cui cottura consigliata è alla griglia o alla brace con cottura al sangue.
Curiosità
Il nome bistecca deriva dall'inglese beef-steak.
La tradizione vuole che, in uno di questi eventi, mentre si distribuivano le belle fette di manzo, un gruppo di aristocratici e mercanti anglo-sassoni, presenti a Firenze nell'800, i quali hanno lasciato notevoli tracce nella cucina toscana, cominciò a chiedere a gran voce : “beef steak please” (beef steak = fetta di manzo).
La pronuncia “bif steik” fu “tradotta” dai fiorentini in BISTECCA.
Si trattava di persone facoltose, visto che Firenze all'epoca dei Medici era un importante crocevia dove si potevano incontrare viaggiatori provenienti un po' da ogni parte del mondo e che potevano permettersi anche tagli di carne pregiata, come la beef steak, appunto, ma anche come il roast beef, peraltro anch'esso presente nella cucina fiorentina.
Meglio chiarire che a Firenze chiamano vitella una bestiolina di sei-settecento chili (i maschi di chianina possono raggiungere anche i 1700 chili) che dà delle cosiddette "bistecche nel filetto" alte una costola e mezzo (“un voto e un pieno”, dicevano i vecchi tagliatori) che possono anche arrivare fino anche a 1,5 Kg ciascuna.
Il manzo di Chianina deve essere cresciuto al pascolo.
Queste bestie non hanno mai lavorato, solo mangiato e bene.
Molti preferiscono usare le femmine, intendendo con questo delle “manzette”(chianine) che non abbiano, però, ancora conosciuto l'amore.
Una bistecca senz'osso è un bel pezzo di carne che si mangia.
Ma la bistecca con l'osso è prodotto storico, e quindi tipico, che deve essere visto come uno strumento di piacere, che non si mangia, ma si degusta in continuo e deve dare gratificazione.
Buona domenica e .. buon appetito !!
La "Bistecca Fiorentina" è uno dei piatti più conosciuti della cucina toscana la cui cottura consigliata è alla griglia o alla brace con cottura al sangue.
Curiosità
Il nome bistecca deriva dall'inglese beef-steak.
La tradizione vuole che, in uno di questi eventi, mentre si distribuivano le belle fette di manzo, un gruppo di aristocratici e mercanti anglo-sassoni, presenti a Firenze nell'800, i quali hanno lasciato notevoli tracce nella cucina toscana, cominciò a chiedere a gran voce : “beef steak please” (beef steak = fetta di manzo).
La pronuncia “bif steik” fu “tradotta” dai fiorentini in BISTECCA.
Si trattava di persone facoltose, visto che Firenze all'epoca dei Medici era un importante crocevia dove si potevano incontrare viaggiatori provenienti un po' da ogni parte del mondo e che potevano permettersi anche tagli di carne pregiata, come la beef steak, appunto, ma anche come il roast beef, peraltro anch'esso presente nella cucina fiorentina.
Meglio chiarire che a Firenze chiamano vitella una bestiolina di sei-settecento chili (i maschi di chianina possono raggiungere anche i 1700 chili) che dà delle cosiddette "bistecche nel filetto" alte una costola e mezzo (“un voto e un pieno”, dicevano i vecchi tagliatori) che possono anche arrivare fino anche a 1,5 Kg ciascuna.
Il manzo di Chianina deve essere cresciuto al pascolo.
Queste bestie non hanno mai lavorato, solo mangiato e bene.
Molti preferiscono usare le femmine, intendendo con questo delle “manzette”(chianine) che non abbiano, però, ancora conosciuto l'amore.
Una bistecca senz'osso è un bel pezzo di carne che si mangia.
Ma la bistecca con l'osso è prodotto storico, e quindi tipico, che deve essere visto come uno strumento di piacere, che non si mangia, ma si degusta in continuo e deve dare gratificazione.
Buona domenica e .. buon appetito !!
Tema:
Curiosità,
Foto ricette,
Natura,
Terra,
Tradizioni
4 aprile 2014
“Crema di mele, prugne e arancia”
Ingredienti :
mela renetta 70 g circa
una arancia
prugne secche denocciolate 30 g
panna montata per guarnire (a scelta)
Preparazione
Mettete la mela renetta, con le prugne e un pezzo di buccia di arancia (solo la scorza) tagliate a dadini in un pentolino con 170 g di acqua fredda.
Portate ad ebollizione e poi lasciate cuocere per circa 5 minuti a fuoco dolce fino a che la mela non si sarà completamente cotta.
Lasciate intiepidire e poi passate al frullatore con tutto il sugo di cottura.
Versate la crema nelle coppette della frutta, aggiungete gli spicchi di arancia a cui avrete tolgo la pelle e gli eventuali semi.
Potrete gustarla sia fredda che tiepida, ed aggiungere la panna montata a piacere ..
Ricordiamo sempre che con i prodotti di pasticceria vige il principio della concordanza per cui sono i vini amabili o dolci che devono accompagnare il nostro dolce.
Con dessert come questo, detto anche al cucchiaio, dovremo orientarci verso vini che abbiano come qualità gustativa fondamentale la dolcezza più o meno evidente tenendo conto in seconda battuta dell’aromaticità e dell’alcolicità.
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