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29 gennaio 2016

“I cento vini migliori del mondo”

“Sorsi comunicativi”


05 Giuseppe Mascarello&figlio

Barolo Monprivato - 2010
                                                           

                                                                     
Anno dopo anno, i vini di Mauro Mascarello, figlio di quel Giuseppe che dà nome all'etichetta, si confermano ai vertici dell'enologia mondiale.
In particolare il Monprivato, grazie alla sua unicità.
Frutto di quella collina incantata e calcarea di Castiglione Falletto, si tratta di un Barolo unico per l'inconfondibile trasparenza del colore, la forza e l'equilibrio dei profumi e l'assoluta eleganza.

Il cru Monprivato conta su ceppi di Nebbiolo antichissimi che regalano al vino un timbro fruttato e floreale raffinatissimo, ma al tempo stesso una struttura tannica potente e fine.
Il tutto in equilibrio con l'acidità che lo rende fresco e perfettamente attrezzato per duraremolto a lungo nel tempo.
Su tutto vi sorprenderà la spettacolare bevibilità.
Un particolare : tutti i vini di Mascarello maturano esclusivamente in botti grandi.
(scelto da Luca Gardini)  Voto : 98/100

                                                                   

11 dicembre 2015

“Girellando per Enoteche”

                                                                 


13 novembre 2015

“I cento vini migliori del mondo”

“Sorsi comunicativi”

04 Egon Müller
Scharzhofberger Riesling Auslese
Gold Kapsel - 2013
                                                   


Dalla ripidissima collina, in totale 8,5 ettari, che sorge poprio dietro l'abitazione di questo produttore, nascono vini di grande spessore gustativo e olfattivo.
Il merito va ai terreni caratterizzati in gran parte da quell'ardesia grigia. che assicura al Riesling un profilo speziato e lievemente fumè.
Per vendemmiare il vigneto Scharzhofberger Egon Müller è costretto a passare quasi 5 volte ogni stagione, per portare a termine la raccolta di quegli acini che, in base al grado zuccherino, andranno a comporre le diverse etichette ricavate da questo cru.
                                                                                

In cantina fermentazioni spontanee, in alcuni casi di un mese, in legno talmente vecchio da poter essere parificato, per cessione aromatica, all'acciaio.
La dicitura Gold Kapsel  individua una particolare, meglio sarebbe dire maniacale, selezione delle uve.
Sorso cangiante, morbido senza essere eccessivamente zuccherino, che passa dal garofano essicato agli agrumi, dal miele di rododendro alle spezie orientali.
Capacità d'invecchiamento di almeno 40 anni.
(scelto da Luca Gardini)  Voto : 98/100

                                                           

3 novembre 2015

“Delizia alla vaniglia” …

“Delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello”.

La "Delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello" vi stupirà con la sua dolcezza, a cui contribuisce la vellutata salsa al caramello, ma sarà anche un sorpresa per il palato, con la sua sbriciolata di castagne e di noci, che daranno quella croccantezza sempre necessaria in un dessert morbido come questo.

Questo dolce si presta molto bene ad essere preparato e servito nella stagione autunnale, quando si raccolgono le castagne e si ha voglia di dolci corposi nel gusto ma anche con una freschezza che ci ricordi la bella stagione.
                                                            

INGREDIENTI:
4 persone

1 litro di latte
4 cucchiai pieni di amido di mais
250 gr di zucchero
1 bacca di vaniglia
castagne lessate a piacere
noci a piacere

PREPARAZIONE:

Per preparare la vostra delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello, cominciate a scaldare il latte in un pentolino.
A parte, in un altro pentolino, unite 50 grammi di zucchero semolato con l’amido di mais.
A filo, aggiungete il latte ormai caldo e mescolate per bene, portando poi sul fuoco dolce e incorporando i semi della bacca di vaniglia.

Quando il composto si sarà rassodato, spegnete il fuoco e versatelo in stampini per budini, e lasciate riposare in frigo per 6-8 ore, in modo che il dolce rimanga bello sodo.

Quando sarà il momento di servire il dolce, preparate la salsa caramello.
Fate sciogliere i restanti 200 grammi di zucchero in un pentolino, meglio se antiaderente.
Nel frattempo portate a ebollizione 100 ml di acqua.
Quando lo zucchero si sarà sciolto, aggiungete subito l’acqua calda e mescolate per bene, a fuoco dolce, poi spegnete e fate raffreddare.

Impiattate il dessert aggiungendo delle castagne e delle noci sbriciolate e poi coprendo il tutto con una dolce colata di salsa caramello.

Servite la vostra delizia alla vaniglia con castagne e noci in salsa caramello.
Primo Chef 

Vino : Picolit, bianco, di medio corpo, morbido e profumato, ottenuto da vendemmia tardiva.
                                                             
  Buon dolce e buon appettito!!  
Curiosità 

Il nome di questo vino è legato al vitigno Picolit, il quale, oltre alla caratteristica di non portare a frutto diversi fiori - generando grappoli con pochi chicchi -, si distingue per le piccole dimensioni degli acini.
Le origini stesse del vitigno, però, sono piuttosto nebulose: nel Settecento l'agronomo friulano Antonio Zanon ipotizzò una provenienza africana del Picolit, successivamente trapiantato in Francia con il nome di pique-pouille, da cui il friulano piculìt.                                           

16 luglio 2015

“I cento vini migliori del mondo”

“Sorsi comunicativi”

03 Casanova di Neri
Brunello di Montalcino Tenuta Nuova
2010
                                                         

Se cercate un vino che sintetizzi la tradizione e la modernità del Brunello dovete provare il Tenuta Nuova di Giacomo Neri.
Frutto di una grande annata per il Sangiovese di Montalcino, questo vino ha la potenza e il tannino elegante che hanno fatto del Brunello uno dei grandi vini del mondo, ma anche l'esplosione di profumi fruttati (more e lamponi) e speziati e soprattutto una straordinaria bevibilità.
Al palato i profumi si ritrovano tutti con un finale di cioccolato amaro, liquirizia e incenso.
                                                                      

L'azienda Casanova di Neri è un piccolo grande regno di 500 ettari di cui una sessantina a vigneto.
Le uve di Sangiovese sono "allevate" da Giacomo Neri e dai figli, nel rispetto massimo della terra.
L'evoluzione è in botti piccole.
Il Tenuta Nuova 2010 è indiscutibilmente un grande vino e l'impressione è che il meglio lo darà tra una decina d'anni.
E per molto, molto tempo .. Voto 99/100
(scelto da Luca Gardini)

                                                                   Montalcino (Siena)

4 giugno 2015

“La Bruschetta”

La Bruschetta è un piatto semplice, di origini contadine, oggi consumato principalmente come antipasto.
Alla base vi è una fetta di pane casereccio abbrustolito e condito con aglio e olio d’oliva, da gustare così o da insaporire aggiungendovi ingredienti a scelta fra spezie, erbe, ortaggi, carni e salse.
E’ una ricetta tipica la cui paternità è contesa fra diverse regioni.
Oggi è ormai diffusa su tutta la Penisola, dove è possibile gustarla in un’infinità di varianti, legate alle tradizioni gastronomiche del territorio.
                                                             

 Ingredienti :

4 fette Pane casareccio
2 Aglio a spicchi
4 cucchiai Olio extravergine
300 g Pomodorini maturi
q.b. Sale
q.b. Pepe
                                                                     

Preparazione :

Lavare i pomodorini, asciugarli e farli scottare per un attimo in acqua in ebollizione.
Privarli della pelle, dividerli a metà e farli scolare in un colino per 5 minuti per far loro perdere l'acqua di vegetazione.
Nel frattempo sbucciare l'aglio.
Strofinare le fette di pane con l'aglio e pennellarle con olio d'oliva.
Adagiarle sulla placca, metterle in forno preriscaldato a 200 °C e farle colorire.
Rigirarle e farle colorire anche dall'altra parte in modo che l'interno resti morbido.
Sfornarle e disporle sul piatto di portata. 
Dividere la polpa dei pomodorini a cubetti e disporli sulle fette di pane e irrorarle con un filo d'olio d'oliva, salare, pepare e servire.

Vino

Un rosato come Bardolino Chiaretto (Veneto) che è  è frutto di macerazioni brevissime, anche solo qualche ora, difficile quindi riuscire a tirar fuori sostanze coloranti e un ventaglio odoroso completo.
Il naso è sottolineato da note fermentative, alle volte condizionanti, ma anche espressioni floreali discrete, erbe aromatiche rinfrescanti e qualche nota più verde.
Tra i riconoscimenti fruttati spicca la ciliegia croccante o carnosa, agrumi e frutta tropicale come il litchi.
                                                                        

18 maggio 2015

“I cento vini migliori del mondo”

“Sorsi comunicativi”

02 Château Léoville Las-Cases
Saint- Julien 2012
                                                      

L'età dell'azienda è notevole visto che subì una prima partizione a livello di superficie durante la rivoluzione francese.
Per anni rimase in possesso dei Las Cases, salvo poi passare sotto la proprietà della famiglia Delon sul finire del XIX secolo.
                                                                     

I terreni sono caratterizzati da ghiaia e ciottoli, intervallati da argilla compatta e piuttosto profonda.
Passando dalla geologia all'ampelografia, ovvero alle varietà che qui sono coltivate, troviamo Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot, per altro ricavati da piante di almeno 40 anni di età.

Da sempre uno dei più convincenti Bordeaux della riva sinistra, in questo millesimo si compone di Cabernet Sauvignon, circa il 74%, Merlot e Cabernet Franc, fatti maturare in gran parte (circa l'80%) in legno nuovo.
                                                                     

In bocca esordio fruttato di cassis, mora di rovo, mirtillo.
Non mancano note di radice di liquirizia, grafite e tabacco Latakia (tabacco di origine siriana che ricorda l'incenso).
Tannino vellutato. Voto 99/100
(scelto da Luca Gardini)

                                                               

30 marzo 2015

“I cento vini migliori del mondo”

“Sorsi comunicativi”
Cominciando dal primo che ha il voto 99/100, proseguiremo con gli altri .. facendone conoscere un paio al mese.
Anche questo è un modo per gustare degli ottimi vini, virtualmente, per ora, almeno per quelli che non hanno avuto il piacere di assaggiarli.
                                                                   

01 TRIMBACH
Clos St. Hune-2009 – Alsazia

La pietra di paragone del “Riesling”?
Forse.
Quello che è certo è che questa etichetta declina in primo luogo “l’essenza del vitigno”, piuttosto che le caratteristiche del “terroir”.
Per i Trimbach, suolo, clima e lavoro in cantina sono gli strumenti che debbono coadiuvare lo sviluppo dell’indole varietale, per giunta in rapporto all’annata.
La parcella da cui si ricava questo “Riesling” non è un vero e proprio clos, ovvero una vigna cinta da un muro, ma una porzione del “Grand Cru Rosaker”(calcare) delimitata da una specie di cordolo.
Da qui si ottengono grappoli da piante di 50 anni di età.
La vinificazione, guidata da Pierre Trimbach, è tanto elementare nel procedimento quanto nei materiali : acciaio e legno di grandissime dimensioni. In cantina non c’è bottaia, perché il vino invecchia in bottiglia.
Questo millesimo viene messo in commercio prima dell’annata 2008, mostrando di fatto un sorso comunicativo, che racconta di mango, frutto della passione, agrumi, iodio, e lemon grass.
Enormi capacità d’invecchiamento.
L. Gardini
                                                                   


Un vino che al naso inizia ad offrire i primi timidi sentori che vanno al di là di fiori, erba e frutta.
E in bocca è teso, vibrante.
Il primo sorso quasi irritante per acidità e sapidità mostrate. 
Forse quello che volevamo ?
Non cede di un passo, non si siede, non si ammorbidisce.
Neppure 24 ore dopo: continua a mantenere fermo il suo essere duro.
Bello. Peccato non averne più.
(scelto da Luca Gardini)



                                           Le jardin des Vins d'Alsace                                 

5 febbraio 2015

“Girelle di Carnevale”

Dolci fritti dalla forma a girella, preparati con un impasto la cui composizione somiglia a quella per la pasta all’uovo, che viene ricoperta di buccia di limone per poi essere arrotolata su sé stessa e fritta in abbondante olio bollente.
Gli arancini vengono poi ripassati nel miele e serviti.
Negli ultimi anni si è diffusa l’usanza di preparare gli arancini al forno, però preferisco friggerli, sono molto più buoni.
                                                              

Ingredienti:
600 g di farina
200 g di zucchero
1 uovo
130 g di burro
Un cubetto di lievito di birra
200 ml di latte
Scorza grattugiata di 3 limoni
Olio di semi di arachidi per friggere
Miele ( a scelta, perchè sono buoni anche senza).


Preparazione :
Preparate la sfoglia degli arancini con la farina, il burro fuso raffreddato, l’uovo e il lievito di birra disciolto nel latte: impastate il tutto fino ad ottenere un composto liscio.
A questo punto stendete l’impasto e ricopritelo con lo zucchero e con le bucce grattugiate dei limoni, arrotolatelo su sé stesso e tagliatelo a fette spesse circa 1 cm, in modo da ottenere delle girelle.
Friggete le girelle in abbondante olio di semi di arachidi fino a doratura completa.
Sciogliete il miele e glassate le girelle prima di servirle.
Oppure ricopritele di zucchero a velo.

Variante al forno: Una volta ricavate le girelle ponetele in forno e cuocetele a 200° per circa 15 minuti e infine servitele ancora calde ricoperte di zucchero a velo.

                                                       

Vino : Moscato dolce.
Prodotto con uva Fior d’Arancio che sui Colli Euganei cattura i colori del sole, mantenendo il riserbo sulla sua terra d’origine, si favella della Siria e della Mesopotamia.
Si presenta con un color giallo brillante con riflessi dorati, il profumo è fresco e persistente.. Esuberante, allegro e spregiudicato, dolce e poco e alcolico, è il vino della festa.
A fine pasto incontra volentieri dolci asciutti.

31 ottobre 2014

“Torta di Halloween”

Con zucca, mele e cioccolato fondente ..

Halloween è alle porte, non deve mancare una torta arancione come le zucche di Halloween!

Consigli

La zucca nell'impasto rende la zucca leggermente umida e allo stesso tempo molto soffice e saporita.
È golosissima grazie alle gocce di cioccolato fondente
Ha una nota fruttata data dalla mela.
                                                        

Ingredienti:

400 gr polpa di zucca
150 gr fecola di patate
100 gr farina 00
180 gr zucchero semolato, più un cucchiaio
100 gr gocce di cioccolate fondente
80 gr burro
250 ml di latte
2/3 mele
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
mezza bacca di vaniglia
un pizzico di sale
                                                              

Preparazione:

Pulite la zucca, tagliatela a pezzetti piuttosto piccola e mettetela in un tegame con la bacca di vaniglia e il latte.
Portate a bollore e fate cuocere a fiamma media per circa 15 minuti così che la zucca si disfi e diventi una crema.
Preparate le mele sbucciandole e tagliandole a spicchi, diciamo 8/10 spicchi per mela.
Versate in una ciotola capiente le uova con lo zucchero e montate usando lo sbattitore elettrico sino ad ottenere una crema chiara.
Continuando a sbattere aggiungete prima il burro a temperatura ambiente, la crema di zucca da cui avevo tolto la bacca di vaniglia e un pizzico di sale, dopo incorporate la farina e la fecola di patate.
Per ultimo aggiungete il lievito setacciato e le gocce di cioccolato.
Versate l’impasto in una teglia antiaderente, oppure una normale precedentemente imburrata e infarinata, e coprite sopra con gli spicchi di mela.
Cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti.
                                                                           

Vino :
Spumante "Antares", dal colore giallo paglierino con  sfumature verdognole, ha un profumo franco, fruttato con una delicata nota di lievito.
Si propone come protagonista di colorati brindisi e piacevoli feste.
                                                                    

"Felice Halloween" ..

12 settembre 2014

“La torta paradiso”

Questa squisita torta alta, soffice e delicata è semplice da realizzare.
                                                         


La torta paradiso si conserverà fragrante e saporita per vari giorni dopo la cottura, l’importante è tenerla al riparo dall’aria, per evitare che si asciughi troppo.
Ingredienti : (dosi per 6/8 persone)

100 grammi di farina 00
100 grammi di fecola di patate
200 grammi di burro a temperatura ambiente
200 grammi di zucchero a velo più quello per spolverare
2 uova medie intere e 2 tuorli rigorosamente a temperatura ambiente
2 cucchiai di scorza di limone grattuggiata (1 limone)

Preparazione :

In una terrina montare il burro fino a farlo diventare una crema, aggiungere poi gradatamente lo zucchero a velo.
A parte mescolate le uova ed i tuorli con una forchetta per un minuto.
Aggiungete un cucchiaio per volta di uova sbattute al composto di burro, mescolando delicatamente e senza fretta, aggiungendo un altro cucchiaio di uova solo quando il precedente è stato bene incorporato.
Unite la farina e la fecola setacciate, aggiungete anche la scorza di limone ed incorporate tutto con l’aiuto di una spatola, con movimenti delicati dal basso verso l’alto.

Foderate uno stampo da 22 centimetri con carta forno e versare questo impasto nello stampo livellandolo con la spatola.
Mettete nel forno caldo a 180 gradi per circa 50/60 minuti.

Dopo averla fatta raffreddare, spolverate la torta con lo zucchero a velo.
                                                                 

Come fare una torta paradiso perfetta
Ci sono alcuni accorgimenti da adottare per preparare una torta paradiso eccellente.
Il primo è quello di utilizzare tutti gli ingredienti rigorosamente a temperatura ambiente.
Il burro dovrà essere morbidissimo ma non sciolto (fuori dal frigo per almeno tre ore), e le uova vanno incorporate a cucchiaiate e delicatamente al composto di burro, soprattutto senza avere fretta di aggiungerne se non sono state ben incorporate le precedenti.
Inoltre molta attenzione va fatta nello scegliere gli arnesi.
Potrà sembrare faticosa l’idea di montare tutto a mano, senza l’ausilio dello sbattitore e solo con un cucchiaio di legno o con la spatola, ma è fondamentale affinchè il composto monti incorporando l’aria: proprio questo le darà la sua caratteristica sofficità nonostante sia una torta senza lievito.

Vino : Moscato Rosa è un vino dolce, dal profumo di rosa e dal gusto pieno, aromatico e complesso, è una specialità assai ricercata.
Il vitigno di Moscato Rosa è molto delicato da coltivare, ha una resa molto bassa, e le sue uve, a gradazione zuccherina elevata, vengono fermentate col metodo dei vini rossi.
                                                               

21 agosto 2014

“In vino veritas”....

                              




Nei  vini rossi,  invece, si è più portati alla “meditazione”.
E’ possibile, quindi, abbinare un certo tipo di vino alla personalità e al contesto sociale per cui è destinato.

Ad esempio ..
                                                               

Il tipo psicologico “Amarone” è una persona introversa a cui interessa molto il mondo delle idee, è curioso e audace, ed è uno stratega eccellente.
                                                                               

E infatti, tornando al tipo “spumante”, troviamo che ha una personalità motivata,  è entusiasta e pieno di interessi, è empatico e spesso divertente.

Non solo, ma anche la confezione, il tipo di etichetta, il packaging stesso del vino, hanno un preciso effetto.

Nel vino vale molto quello che viene chiamato marketing percettivo: in qualche modo la confezione amplifica le sensazioni e determinati vini appaiono più freschi, più saporiti e solamente per questo già allettano.
                                                                         

In psicologia questo effetto viene chiamato “effetto alone”, ossia ciò che ci si aspetta influenza molto la scelta di un vino.
Quando si dice che certi vini hanno “carattere”, altrettanto vero è che questo si accompagna a chi lo predilige.
                                                                       

20 agosto 2014

“In vino veritas”

Per chi non lo sapesse “In vino veritas” ,“Nel vino c’è la verità”, è un proverbio latino, il cui significato si riferisce all’esperienza comune che quando una persona è un po’ alticcia, i suoi freni inibitori sono rilassati e quindi può facilmente rivelare cose che da “sobrio” non gli verrebbe mai di dire.
                                                               

In questo caso, la scienza prova che il vino non c’è nemmeno bisogno di berlo per scoprire la verità su di noi : basta sceglierlo!
Ebbene si, al di là della piacevolezza gustativa, il vino ha anche un preciso coinvolgimento sociale, differenziato da vino a vino.

Qualche esempio ..
                                                               

Nello “spumante”, grazie alla presenza di anidride carbonica, l’effetto inebriante è più intenso rispetto ai vini rossi, il cervello reagisce prima e viene stimolata l’attività sociale.
Dal punto di vista cognitivo, gli spumanti servono  più ad abbattere  i limiti razionali perché la loro struttura chimica facilita le vie neuronali e le emozioni arrivano prima.
Pare dunque che le bollicine siano più adatte ai rapporti di gruppo.
                                                                

Il vino ci permette di scoprirci veramente perché ci avvicina ai comportamenti dell’altro, non solo perché inibisce fisiologicamente per la presenza dell’ alcool, ma perché ci fa percepire immediatamente una vicinanza emotiva.

E i “vini rossi” ?
(domani seconda parte) ...

11 agosto 2014

“Lo strudel sfogliato di mela golden e salsa di Trentodoc”

“Lo strudel sfogliato di mela golden e salsa di Trentodoc”
                                                              

Ingredienti per 4 persone:

Per la pasta sfoglia
gr 250 farina 00
gr 250 burro
n° 1 uovo
10 cl Trentodoc

Per il ripieno
n° 8 mela golden
gr 100 zucchero
uvetta, pinoli, cannella,
biscotto sbriciolato,
1 noce di burro

Per  la salsa
25 cl Trentodoc
gr 100 zucchero
n° 3 tuorli
gr 20 maizena


Preparazione:
preparare la pasta sfoglia, stenderla su di un piano infarinato dandole forma di rettangolo, porvi al centro le mele, precedentemente appassite in un saltiere* con burro, zucchero, uvetta e pinoli, chiudere la pasta sigillando con l’uovo pennellato, quindi infornare per circa 35/40 minuti a 150/180°.

Servire tiepido accompagnato dalla salsa preparata emulsionando gli ingredienti a bagnomaria.

*Saltiere: dal francese sautoir, casseruola per far "saltare" carne e pesce, con bordi bassi e dritti, dotata di un manico e di un fondo spesso.
                                                         

Vino : ci abbinerei un "Torcolato" che è anche il vino bianco passito tipico della mia regione.
Ha un caldo colore dorato e dal sapore dolce, gradevolmente persistente, rotondo e denso.
E' un ottimo vino da dessert, uno dei migliori vini nazionali.
E 'prodotto a Breganze, lungo la Strada (o Strada del Vino) tra i fiumi Astico e Brenta, nella striscia di terra tra la città di Bassano del Grappa e la valle Valdastico.

26 giugno 2014

"Una torta di compleanno" ..

Una torta speciale con fragole, moscato e croccanti scaglie di mandorle.
                                                               

Ingredienti :

200 gr di fragole
100 ml di moscato
200 ml di panna fresca da montare
1 cucchiaio di zucchero a velo
60 gr di mandorle a lamelle
Per la base: 120 gr di farina 00
20 gr di burro
120 gr di zucchero
4 uova
Per la crema: 3 uova
300 ml di latte
una bacca di vaniglia
20 gr di farina

Preparazione :

In una planetaria o con delle fruste elettriche lavorate le uova con lo zucchero, per diversi minuti, fino a quando non otterrete un composto omogeneo, ma soprattutto gonfio, lucido e cremoso, (questo passaggio è molto importante in quanto non si userà lievito e in questa fase il composto deve incorporare molta aria).
Aggiungere poi la farina setacciata e il burro fuso in precedenza e, sempre con le fruste elettriche, mescolare fino ad ottenere un composto molto cremoso ed omogeneo.
Imburrare ed infarinare una tortiera con la cerniera e infornare per circa 30 minuti a 180°C in forno già caldo.
Mentre la torta è in forno, preparare la crema, mettendo a scaldare in un pentolino il latte con la bacca di vaniglia incisa per la lunghezza.
Appena comincia a sobbollire spegnere il fuoco.

In una ciotola sbattere con una frusta i 3 tuorli d'uovo con lo zucchero fino a quando non montano leggermente, aggiungere poi la farina e incorporare il tutto.
Al latte caldo, a cui abbiamo tolto la bacca di vaniglia, aggiungere i tuorli sbattuti e portare a bollore, continuando a mescolare fino a quando non si addensa e non si ottiene una crema molto soda.
Lasciar raffreddare coprendo la superficie con della pellicola trasparente.

Una volta ottenuta sia la base della torta che la crema a temperatura ambiente comporla, tagliando a metà la base, irrorandola con un pò di moscato sia nella parte superiore sia nella parte inferiore su cui stendere metà crema e le fragole tagliate a pezzi, coprire con la rimanente crema e chiudere pressando leggermente la superficie.

Montare la panna con un cucchiaio di zucchero a velo fino ad ottenere una consistenza cremosa ma non troppo soda, spalmandola poi sulla superficie della torta anche lateralmente con l'aiuto di una spatola cercando di livellarla in più possibile.
                                                                 

Infine cospargerla con le lamelle di mandorle in modo uniforme e riporre in frigo per almeno 2 ore prima di servirla. 
v.b.

                                                                                                              


Vino :  
Scegliamo sempre un vino dolce della famiglia dei "Passiti" .. e non necessariamente bianco .. esistono degli ottimi vini dolci "rossi".

14 maggio 2014

“Fragole .. mon amour”


Ingredienti :
12 fragole grosse e sane
150 grammi di ricotta fresca e cremosa
100 grammi di formaggio tipo Philadelphia
50 grammi di burro a temperatura ambiente
2 bicchierini di brandy
2 cucchiai di zucchero al velo
1 cucchiaio di cocco grattugiato
2 cucchiai di scagliette di cocco

Preparazione :
Monda le fragole pulendole con un tovagliolo, per evitare di inzupparle sotto l'acqua.
Spruzzale con il brandy e 1/2 cucchiaio di zucchero a velo, quindi falle insaporire per qualche minuto senza lasciare che si ammorbidiscano.
Lavora il burro a crema con le fruste elettriche con il rimanente zucchero a velo, quindi unisci la ricotta, il Philadelphia, il cocco grattugiato e amalgama bene il tutto lavorando a fondo.
Copri e metti in frigorifero per un'ora circa.
Racchiudi ogni fragola in una piccola porzione di crema in modo da ottenere delle palline che rotolerai completamente nelle scaglie di cocco.
Tienile in frigorifero coperte fino al momento di servire.

Vino : Moscato d’Asti DOCG.
                                                                 

È il Moscato più famoso d’Italia, spesso associato all’Asti Spumante con il quale divide le uve e, in parte, i metodi di vinificazione.
Il Moscato tuttavia è un vino tranquillo o frizzante ma non spumante ed è più dolce e meno alcolico.
Questo vitigno è di probabile origine greca: in Italia era sicuramente allevato dai Romani prima della nascita di Cristo.
Si tratta delle uve che i Latini chiamavano “Apicia” o “Apianae”

6 aprile 2014

“Vinitaly .. 2014”

Da domenica 6 a mercoledì 9 aprile in Fiera a Verona ritorna il grande appuntamento con Vinitaly.
Giunto alla sua 48a edizione Vinitaly rappresenta la manifestazione per eccellenza in tema di vino e distillati e della loro produzione.
                                                           

Quattro giorni di grandi eventi, rassegne, degustazioni e workshop mirati all'incontro delle cantine espositrici con gli operatori del comparto, assieme ad un ricco programma convegnistico che affronta ed approfondisce i temi legati alla domanda ed offerta in Italia, Europa e nel resto del mondo.
                                                                      

Vinitaly punta ad accrescere e diffondere la cultura del vino proponendosi con il meglio del meglio di questo settore.
Per molti è divenuto un appuntamento da non perdere, non solo perché offre una straordinaria vetrina ad esperti ed operatori per farsi conoscere e conoscere l’eccellenza del sistema enogastronomico, ma anche perché dà la possibilità ai neofiti del vino di approcciare in modo semplice e completo un prodotto ricco di valori nella cornice di una manifestazione di altissima qualità.
                                                                

CRESCE L'INTERESSE ALL'ESTERO

La formula fieristica piace anche all’estero, aumenta l’interesse a partecipare come espositori da parte dei produttori di altri Paesi : nell'edizione 2013 si sono contati in totale oltre 4 mila espositori e 148mila visitatori, dei quali 52.979 esteri provenienti da 120 Paesi.

4 aprile 2014

“Crema di mele, prugne e arancia”


Ingredienti :
mela renetta 70 g circa
una arancia
prugne secche denocciolate 30 g
panna montata per guarnire (a scelta)

Preparazione
Mettete la mela renetta, con le prugne e un pezzo di buccia di arancia (solo la scorza) tagliate a dadini in un pentolino con 170 g di acqua fredda.
Portate ad ebollizione e poi lasciate cuocere per circa 5 minuti a fuoco dolce fino a che la mela non si sarà completamente cotta.
Lasciate intiepidire e poi passate al frullatore con tutto il sugo di cottura.
Versate la crema nelle coppette della frutta, aggiungete gli spicchi di arancia a cui avrete tolgo la pelle e gli eventuali semi.
Potrete gustarla sia fredda che tiepida, ed aggiungere la panna montata a piacere ..


Ricordiamo sempre che con i prodotti di pasticceria vige il principio della concordanza per cui sono i vini amabili o dolci che devono accompagnare il nostro dolce.
Con dessert come questo, detto anche al cucchiaio, dovremo orientarci verso vini che abbiano come qualità gustativa fondamentale la dolcezza più o meno evidente tenendo conto in seconda battuta dell’aromaticità e dell’alcolicità.
                                                                    
Passito di Pantelleria

31 marzo 2014

“Il Cannonau”

Il Cannonau è il vitigno rosso più diffuso in Sardegna (circa il 28% della produzione viticola).
                                                    

Il vitigno viene utilizzato per produrre l´omonimo vino DOC Cannonau di Sardegna, ma anche in numerosi “uvaggi” per vini rossi.
Le zone a più alta vocazione nella coltivazione del vitigno Cannonau sono la Barbagia, l´Ogliastra e la Baronia.
Sono vini che esprimono fieramente il carattere e l´essenza del territorio, e che si differenziano per la loro personalità ed eleganza, valorizzando i vitigni tradizionali, mantenendo come punto fermo la qualità e la tipicità del prodotto sardo.
                                                                      

E’un vino dal colore rosso granato intenso, dal profumo fruttato ed etereo ampio e persistente.
Il suo sapore è pieno e speziato, elegante ed armonioso che si sposa perfettamente con salumi e formaggi saporiti e pietanza di carne in umido o allo spiedo, o ancor di più con la cacciagione.
                                                                   

Oltre alle caratteristiche qualitative e di tipicità, i vini sardi in particolare i “Cannonau”, negli ultimi anni sono stati oggetto di studi “rivoluzionari”, uno tra i tanti, quello condotto dalla rivista scientifica Nature***.
Quest´ultima, attraverso una ricerca effettuata dall´Istituto William Harvey di Londra testimonia come il Sardo Cannonau , riducendo i rischi di malattie cardiovascolari, contribuisca ad allungare la vita.
                                                                     

Tale ricerca ha stabilito che il Cannonau sardo, principe dei vini della Sardegna, possiede una quantità di polifenoli, sostanze ad alto contenuto antiossidante, fondamentali per la lotta contro il colesterolo e l´arteriosclerosi, tra le 5 e le 10 volte superiore ai corrispettivi vini australiani, sudafricani e americani.
Solo in una regione della Francia, il dipartimento di “Gers”, si è riscontrata la stessa concentrazione nel vino di pigmenti e tannini e la corrispondente longevità dei suoi abitanti.
                                                                          
Gers - dipartimento 32
Il metodo di produzione e di coltivazione, ma soprattutto la qualità dell´uvaggio (miscela di uve di diverse varietà che compone un vino), sono gli ingredienti del segreto di tali benefici.
Fonte:Nature