Una vita fa Mi arrangiavo anch’io Inseguendo al tranquillità Una vita fa pochi spiccioli Tanta fame e molta ingenuità Sembra ieri ma è una vita fa Non nascondo la mia nostalgia Un passato tramontato mai Tornerai Le difficoltà arricchiscono Quella rabbia è utile anche lei Sono sceso giù Fino a perdermi La passione mi ha respinto su Tanti amici ormai volati via Come dire “adesso tocca a te Canta ancora facci compagnia Così sia” Non siate seri Così severi Infondo è tutto un gioco semmai Liberi ieri Senza pensieri È il tempo che ci cambia lo sai Bisogna andare avanti Senza ripensamenti Niente certezze Forse carezze Magari una risata in più! Una vita fa Così stretti noi L’ottimismo genera allegria Chi ci fermerà Scommettiamo che Oltre il buio uno spiraglio c’è Un dottore, un prete e via così Ostinatamente vivi e già Testimoni di una vita fa Siamo qua Siamo qua Ci riconosci Potrai scusarci Se non vogliamo perderci più Se abbiamo osato Se abbiamo amato Non fu un peccato di gioventù Una rimpatriata da eroi Né ori né medaglie per noi È già importante questo presente Premiati già Una vita fa ..
La primavera in questi ultimi anni non è certo una bella stagione: è, piuttosto, la stagione in cui dovrebbero arrivare i primi tepori di mite bel tempo e le prime belle giornate, e invece al contrario per avere una certa stabilità meteorologica bisogna comunque attendere l’estate, tanto che molto spesso anche la prima metà di giugno è caratterizzata da fenomeni di maltempo e condizioni meteorologiche perturbate. Fino a venerdì prossimo le condizioni atmosferiche sono negative, oggi piove e domani (dicono) potrebbe nevicare.
Se pensiamo di uscire velocemente dal tunnel dei fenomeni negativi che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, ci sbagliamo di grosso : la primavera, nei mesi di aprile e maggio così come a marzo e nella prima metà di giugno, si caratterizza per la più classica alternanza tra gli ultimi sbuffi freddi provenienti da nord e le prime vampate di calore risalenti dal nord Africa: uno stato di cose che dà vita, in sede Mediterranea, a violenti contrasti termici che generano non solo delle ciclogenesi da cui poi si alimenta il maltempo, ma anche dei fenomeni meteo tra i più curiosi e rari come e nebbie d’avvezione, le trombe d’aria e le trombe marine, i violenti temporali il freddo e la neve.
Il meteo ancora non ci sorride .. di tanto in tanto camminando per le strade arrivano improvvise folate di vento dal profumo di fiori, nonostante tutt'intorno ci sia solo grigio .. ma sicuramente arriverà la primavera ..
Voglia di stringersi e poi vino bianco, fiori e vecchie canzoni e si rideva di noi che imbroglio era maledetta primavera. Che resta di un sogno erotico se al mattino è diventato un poeta se a mani vuote di te non so più fare come se non fosse amore se per errore chiudo gli occhi e penso a te. Se per innamorarmi ancora tornerai maledetta primavera che imbroglio se per innamorarmi basta un'ora che fretta c'era maledetta primavera che fretta c'era se fa male solo a me. Che resta dentro di me di carezze che non toccano il cuore stelle una sola ce n'è che mi può dare la misura di un amore se per errore chiudi gli occhi e pensi a me. Se per innamorarmi ancora tornerai maledetta primavera che importa se per innamorarsi basta un'ora che fretta c'era maledetta primavera che fretta c'era maledetta come me. Lasciami fare come se non fosse amore ma per errore chiudi gli occhi e pensa a me. Che importa se per innamorarsi basta un'ora che fretta c'era maledetta primavera che fretta c'era lo sappiamo io e te Na, na, na, na , na , na, na, na, na, na, na, na, maledetta primavera na, na, na, na, na, na...
Invidio il vento perché egli ha la libertà di dirti non so quali parole che ti fanno arrossire il naso le orecchie le mani perché egli ha la libertà di fare anche il monello scarmigliandoti i capelli: potessi almeno essere lì vicino a te per ricomporteli per scoprire il tuo volto e vedere per caso se ci fosse un sorriso anche per me.
Alle 19.06il comignolo ha "dato" la notizia .."la fumata è bianca"..
L'elezione è arrivata alla quinta votazione ..
Mentre suonano a festa le campane di Piazza San Pietro e la folla sempre più numerosa attende di conoscere il nome del nuovo Papa, ecco arrivare l'atteso annuncio : "Habemus Papam Franciscum".Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, di origini piemontesi, arcivescovo di "Buenos Aires". "Francesco I" .. il Papa argentino.
"Fratelli e sorelle buonasera", queste le prima parole di Papa Francesco e aggiunge :"Mi hanno preso quasi dalla fine del mondo".
E' il primo Papa gesuita e il primo pontefice sudamericano della storia. Lunga vita al nuovo "Papa Francesco".. Francesco come il Santo Patrono d'Italia..
Perché il corso della vita non è scritto né deciso .. oppure si ?
Caruso-Lucio Dalla
"Tu cuore, ma quante volte mi hai tradito? A quale gioco giochiamo io e te? Puoi sentirmi? Puoi capirmi? Mi capisci? Ho bisogno che ti fidi e se sbaglio, quando sbaglio, stai con me".
Piazza Grande-Lucio Dalla Santi che pagano il mio pranzo non ce n'è sulle panchine in Piazza Grande, ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n'è.
Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me, gli innamorati in Piazza Grande, dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no.
A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io. A modo mio avrei bisogno di sognare anch'io.
Una famiglia vera e propria non ce l'ho e la mia casa è Piazza Grande, a chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho.
Con me di donne generose non ce n'è, rubo l'amore in Piazza Grande, e meno male che briganti come me qui non ce n'è.
A modo mio avrei bisogno di carezze anch'io. Avrei bisogno di pregare Dio. Ma la mia vita non la cambierò mai mai, a modo mio quel che sono l'ho voluto io
Lenzuola bianche per coprirci non ne ho sotto le stelle in Piazza Grande, e se la vita non ha sogni io li ho e te li do.
E se non ci sarà più gente come me voglio morire in Piazza Grande, tra i gatti che non han padrone come me attorno a me.
La sua vita privata è rimasta sempre avvolta da un velo di riservatezza. Ha lasciato solo trapelare, attraverso gli amici, la sua solida fede, rivelando persino di aver sognato un incontro con il suo angelo custode e con San Francesco.
Sacro e profano a braccetto fino all'ultimo. Proprio come "i ladri e le puttane e Gesù Bambino".
La sua morte ha gettato nello sconforto almeno tre generazioni di italiani, cresciute con le sue canzoni, sempre stralunate, ironiche e al tempo stesso cariche di profonda poesia e umanità.
"In queste condizioni, come sempre avviene negli Stati Uniti, l'autorita' preposta alla diffusione dei dati ufficiosi non puo' che dichiarare il 'too close to call', cioe' l'impossibilita' di dichiarare il vincitore considerato lo scarto irrisorio di voti a livello percentuale ed assoluto".
"Una commedia italiana che si trasforma in una tragedia greca": un gioco di parole con cui, all'indomani del voto, gli analisti commentano l'esito delle urne. "Ci sono piu' incertezze dopo le elezioni che prima", scrivono gli analisti in un report all'indomani di "una notte di passione".
Una "grosse koalition" tra Pd e Pdl viene data come "inevitabile", al 70% in termini percentuali, ma gli analisti rimandano la "quadratura del cerchio" al presidente della Repubblica .
“Verona in Love” gli scorci più intimi di Verona si tingono di rosso: le vie del centro storico, il balcone di Giulietta, Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e tanti altri luoghi magici si trasformano, per rivivere l'amore contrastato di "Romeo e Giulietta".
"Un Cuore da scoprire": incantevoli bancarelle che, quasi come incastonate nella magnifica Piazza dei Signori, propongono i prodotti tipici e le eccellenze veronesi.
Tutto il centro storico di Verona si trasforma per l'occasione con decorazioni, illuminazioni e affascinanti elementi che fanno da cornice alla manifestazione di questi magici giorni e accompagnano gli innamorati tra i monumenti di Verona, avvicinandoli ad interessanti appuntamenti con l'Amore.
La manifestazione attira infatti ogni anno migliaia di coppie di innamorati che amano ritornare a Verona per festeggiare in una cornice unica al mondo il giorno di “San Valentino”.
“Di storie d’amore finite male, per dissidi familiari, per circostanze avverse, per beffardi del caso, sono piene le più ingiallite cronache di qualsiasi luogo. Ma, pur essendo spesso ben più documentabili di questa, non importano più a nessuno: di fatto sono storie morte, che il tempo ha sepolto giustamente nei propri archivi sterminati. "Giulietta e Romeo" sono invece vivi e reali: il genio di "Shakespeare" ha conferito loro una sorta di tridimensionalità, più che sufficiente a giustificare, per ragioni di pietas assai prima che per motivi turistici, il desiderio di collocarli in luoghi altrettanto tridimensionali, di immettere insomma nella “Verona della realtà”, la “Verona della Poesia”. (E.C.)
Anche se il dramma di "Shakespeare" non rispecchia mai la realtà, la città riesce ad affascinare particolarmente le coppie innamorate e molti giurano nonostante tutto di "sentire" la storia vera dietro a quest´opera letteraria, come se "Romeo e Giulietta" fossero esistiti veramente.
L’amore conta. Conosci un altro modo per fregar la morte? Luciano Ligabue
Anno Domini 1531! Questa è la data che si da all’origine del "Carnevale di Verona" e quest’anno ricorre il "483° Bacanal del Gnoco". Può essere considerato, sicuramente, il "carnevale più antico d’Europa" arrivato ai giorni nostri e coinvolge in maniera appassionata e viva tutta la popolazione veronese e non solo.
L'origine del "Carnevale di Verona" risale al 1531, anno in cui una grave carestia portò la città sull'orlo di una rivolta popolare: i fornai, infatti, per il continuo aumento del prezzo della farina si rifiutarono di produrre e vendere il pane scatenando l'ira del popolo. Uno dei quartieri maggiormente coinvolto nella rivolta fu quello di San Zeno, allora il più popolato e povero della città.
Per riportare la calma fu nominata una commissione di cittadini facoltosi tra cui "TOMMASO DA VICO", che ebbe l'idea di distribuire gratuitamente al popolo, l'ultimo venerdì prima della quaresima, pane, vino, burro, farina e formaggio. Tomaso Vico, medico del XVI secolo che lasciò nel suo legato testamentario l’obbligo di distribuire annualmente alla popolazione del quartiere di San Zeno (dove si trova l’omonima Basilica) viveri ed alimenti.
Figura centrale della festa è il Papà del Gnocco, un buffo personaggio .. del quale vi parlerò venerdì, perchè in quel giorno ci sarà la sua festa a Verona.
Anche a Verona, come nel resto d'Italia, il carnevale si festeggia soprattutto con i dolci: “fritole” (frittelle), galani, crostoli, chiacchere e favette.
Oggi, due febbraio, la chiesa cattolica festeggia la "Candelora" con le benedizioni delle candele.
La candela è il simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”.
La "Candelora", ricorda il rito di purificazione che la Vergine Maria seguì dopo aver dato alla luce Gesù Cristo, in conformità con la legge ebraica,ogni madre che dava alla luce un figlio maschio era considerata impura per un periodo di 40 giorni..
Oggi questa festa ha un po’ perso di quelle rappresentazioni popolari del passato, ma rimane pur sempre un grande appuntamento religioso.
"per ingrandire .. cliccare"
Diciamo che conclude le cerimonie natalizie e ci incammina verso la Quaresima e la Santa Pasqua.
In molti Paesi europei, per la Candelora si cucinano piatti specifici, che vengono offerti alla natura, in particolare in Francia è la "festa nazionale delle crepes". In Francia sono un simbolo tradizionale di amicizia e alleanza e i mezzadri le offrivano ai loro padroni. Servite tradizionalmente in occasione della Candelora il 2 febbraio, si usava esprimere un desiderio quando si voltava la crêpe nella padella. ( delle crêpes .. ne vorrei parlare in seguito, anche perché le adoro .. sia salate, che dolci!)
"les crepes"
Negli Stati Uniti e nel Canada, il 2 febbraio ricorre il "Groundhog Day" ovvero Il Giorno della Marmotta è associata alla nostra Candelora (Candlemas Day) .
Anche qui non posso non ricordarmi del bellissimo film con Bill Murray, Andie MacDowell.
In Gran Bretagna nella notte di Candelora, molte persone usano mettere delle candele accese alle finestre di casa.
E c’è anche un proverbio che ne parla :
“If Candlemas Day be fair and bright Winter will have another fight If Candlemas Day bring clouds and rain Winter is gone and won’t come again”
Infatti c’è anche la “Candelora” sotto il profilo meteorologico con le storie contadine e tutti i suoi proverbi.
Infatti dopo il 2 febbraio, se marzo non si toglie qualche capriccio, la natura precocemente si agghinda di splendidi ornamenti primaverili e il clima diventa mite, l’aria serena, il cielo azzurrissimo.
Nel calendario popolare la festa dà occasioni a pronostici sull’inizio della primavera:
Per la santa Candelora, o che nevichi o che piova dell’inverno siamo fuori . Quando vien la Candelora dell’inverno siamo fora; ma se piove o tira il vento de l’inverno siamo dentro .
Oggi queste antiche tradizioni sono quasi i del tutto perdute, ma rimangono nei racconti dei piu’ anziani e ne sono la memoria storica.
Forse è una leggenda : migliaia di anni fa, due fiori di "crocus selvatico", grazie ad un insetto o ad una divinità della natura, convolarono a giuste nozze.
Da questa unione nacque il bulbo che diede vita al "fiore dello zafferano" e da tale bulbo ebbero origine i bulbi di "crocus sativus" di tutto il mondo.
"crocus selvatico"
In India lo "zafferano" viene chiamato "kesar", parola che indica il colore giallo arancione dell'abito che si indossa durante le cerimonie sacre.
L'origine della parola "zafferano" non ci aiuta però a stabilire l'orogine della pianta.
Infatti non è facile definire con esattezza il paese da cui essa provenga.
Forse lo "zafferano" è comparso per la prima volta ai piedi dell'"Himalaya", oppure prov iene dal "Kashmir",o dall'antica "Persia", o forse è originario dal bacino del "Mediterraneo".
Nessuno lo può dire con certezza.
Oggi non esiste al mondo un solo fiore di "crocus sativus" (il fiore dello zafferano) allo stato selvatico.
Tutti i bulbi di "zafferano" presi in esame, dal bacino del Mediterraneo alla Persia e all'India, hanno lo stesso patrimonio genetico e ciò significa che derivano tutti dalla stessa pianta.
Un fatto veramente eccezionale!!
fiore dello zafferano
Una leggenda ...
C'era una volta un vecchio uomo, come si racconta ancora oggi in Kashmir, che, vedendo avvicinarsi la carestia, raccolse le sue ultime forze e lasciò il villaggio.
Durante il cammino fu fatto prigioniero da alcuni nomadi il cui capo era malato.
Il vecchio uomo, grazie al suo sapere, fu in grado di curarlo e così, come ringraziamento, il capo dei nomadi gli donò ciò che di più prezioso possedeva : un bulbo di zafferano.
Il nomade spegò al vecchio le grandi virtù di questa pianta.
Quest'ultimo tornò al suo paese per aiutare, proprio con lo zafferano dalle numerose proprietà curative, le persone che aveva lasciato.
Gli abitanti del villaggio ritrovarono così forza e coraggio e da allora in Kashmir si ricorre allo zafferano.
...E una grande verità
Le leggende contengono una parte di verità e anche questa non fa eccezione.
Non possiamo sapere se la storia del vecchio uomo sia vera o meno, ma sicuramente lo zafferano possiede molto proprietà Oltre ad essere prezioso in cucina, lo zafferano aiuta a curare piccoli disturbi, dal mal di stomaco ai dolori mestruali.
E mantiene giovani: la sua azione anti radicali liberi è ancora più spiccata di quella della vitamina C.
Tre fili di colore rosso acceso! è da questi stigmi, disposti all’interno della corolla del fiore dello zafferano che si ricava la preziosissima spezia.
stigmi
stigmi
Oltre ad essere prezioso in cucina, lo zafferano aiuta a curare piccoli disturbi, dal mal di stomaco ai dolori mestruali. E mantiene giovani: la sua azione anti radicali liberi è ancora più spiccata di quella della vitamina C.
Lo zafferano purissimo inoltre possiede un eccellente potere antiossidante, in quanto ricco di crocetina, crocina e picrocrocina, sostanze appartenenti al gruppo dei carotenoidi.
Sorprendentemente nello zafferano di ottima qualità,il contenuto di carotenoidi oscilla intorno all’8% contro lo 0.008% della carota. Ossia 1000 volte di più.
Altri elementi preziosi contenuti nel nostro zafferano sono le vitamine B1 e B12 necessarie per la crescita e per il metabolismo dei grassi, delle proteine e dei carboidrati.
Utilizziamolo dunque nella nostra dieta quotidiana per usufruire dei suoi benefici effetti e ricordiamoci che con lo zafferano portiamo in tavola anche "le antiche culture" a cui dobbiamo la conoscenza della "preziosa spezia".
" la preziosa spezia"
Omero ne parla nell'Iliade, e il papiro di Ebers (1600 a.C.) lo cita come pianta utilizzata dai medici egiziani.
Secondo Ovidio, la pianta deve il nome al giovane Crocus che, disperato nel vedere la giovane Smilaxmorire d'amore per lui, fu tramutato in questo fiore.
I cosiddetti "giorni della merla" sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di Gennaio (29, 30 e 31) e, sempre secondo la tradizione, sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno.
Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.
Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni.
Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
La merla in mezzo alla neve
Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po', infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che probabilmente con il passare degli anni e del tramandarsi oralmente si tramutarono in 31.
Sempre secondo la leggenda, se i Giorni della Merla sono freddi, la Primavera sarà bella, se sono caldi la Primavera arriverà in ritardo. Per quanto la leggenda parli di una merla, nella realtà questi uccelli presentano un forte dimorfismo sessuale nella livrea, che è bruna,(becco incluso) nelle femmine, mentre è nera brillante, con becco giallo-arancione nel maschio. (dal Web)
I giorni della merla : l'ultimo vero freddo dell'anno .. forse !!
The Carnival of the colours, the colours of the Carnival.
Si inizia sabato 26 gennaio con la conclusione della festa martedì 12 febbraio.
Ogni anno il Carnevale ha come cornice un tema diverso, quello di questo 2013 sono i colori : “Vivi i colori, live in a color”.
Quest’anno il fulcro del Carnevale è il Gran Teatro di Piazza San Marco con i palchi e la platea allestiti per meglio godere dei principali spettacoli, da quelli più tradizionali a quelli più innovativi.
Tra gli eventi a cui potrete assistere :
il "Volo dell’angelo": l'emozionante volo di un ospite della città di Venezia, dalla cima del campanile di San Marco verso l'abbraccio del Doge e della folla nella Piazza. (domenica 3 febbraio ore 12:00)
Il carnevale fu .. da sempre, animato e rallegrato dalla presenza di giocolieri, acrobati, musicisti, danzatori.
Si tenevano anche mercati (dove si poteva acquistare la merce più diversa), spettacoli con animali e varie e curiose esibizioni. Tra le tante si ricorda il celeberrimo"Volo dell’angelo": verso la metà del 1500, un giovane acrobata turco riuscì, aiutandosi con un bilanciere, a raggiungere la cella campanaria di San Marco camminando, sopra una lunghissima corda tesa che partiva da una barca ancorata sul molo della Piazzetta.
Fu un'impresa a dir poco spettacolare, che fece innamorare il pubblico a tal punto da divenire parte integrante della cerimonia ufficiale del Carnevale.
Federica Pellegrini : Volo dell'Angelo 2007
Nel video sopra, Giulia Selero : Volo dell'Angelo 2012 (la vincitrice del concorso :La più bella della "Festa delle Marie" dell'edizione 2011 del Carnevale di Venezia).
Anche quest’anno “Il Volo dell’Angelo” sarà per la più bella delle “Marie” eletta nel 2012 : Marta Finotto
The “Flight of the Angel” is a traditional event that goes back to the Serenissima period where an unknown guest of Venice, flying along a rope from San Marco bell tower to the middle of the square, will offer an homage to the Doge, and will be greeted by the crowded parterre of the period costumes parades of the Historical Re-enactments. As a conclusion, the embrace of the Angel and the Doge will smooth the atmosphere of a square galvanized by scenographical effects always appreciated by the Italian and international networks. Marta Finotto, winner of the last edition of the "Festa delle Marie" (Marie contest) will be the Angel of the new Carnival 2013.
Maschere Veneziane
Sempre tra gli eventi a cui potrete assistere:
La "Festa delle Marie" corteo di dodici ragazze veneziane accompagnate da gruppi storici in costume. (sabato 2 febbraio ore 16:00)
In territorio veneziano, il Carnevale veniva celebrato in epoche molto
antiche ed era legato ai riti ancestrali che accompagnavano il passaggio
dall'inverno alla primavera.
Il primo documento ufficiale
attestante l'esistenza di un carnevale a Venezia, risale al 1094, quando
il Doge “Vitale Falier” parlò per la prima volta di "Carnevale" .
Nel
1296, il Senato della Repubblica di Venezia in un editto dichiarò
festivo il giorno precedente la Quaresima: il Carnevale divenne dunque
una festa pubblica
La Festa delle Marie
In quegli anni, e per diversi secoli a venire, i festeggiamenti del Carnevale duravano almeno 6 settimane, dal 26 dicembre al Mercoledì delle Ceneri, anche se a volte, già ad inizio ottobre, si assisteva alle prime celebrazioni. È superfluo dire che questa festa era, ed è, amatissima.
Mascherandosi, i veneziani potevano nascondere la loro identità ed annullare qualsiasi differenza, in particolare quelle legate al ceto sociale; il Carnevale, dunque, fin dalla sua istituzione venne vissuto come un momento allegro, libero non solo da vincoli e doveri, ma anche e soprattutto, lontano dalle abitudini quotidiane e da ogni pregiudizio.
Maschere Veneziane
La maschera, a Venezia, non veniva indossata solamente durante il periodo di Carnevale ma in varie occasioni e durante diverse festività (come il giorno di Santo Stefano o durante i 15 giorni dell'Ascensione). Tra i costumi più tipici ed amati del Carnevale antico, si ricordano la Bauta (ancora oggi in voga) - una maschera bianca denominata larva sotto ad un tricorno nero e completata da un avvolgente mantello scuro chiamato tabarro.
La Bauta
È nel XVIII secolo che il Carnevale veneziano esce dai confini nazionali e raggiunge il suo massimo splendore.
Il Settecento, il secolo "raccontato" da Giacomo Casanova e Goldoni è infatti il secolo che più di ogni altro, rende meglio l'idea della fantasia, dell'allegra superficialità e della festosa suggestione carnevalesca.
Nel secolo successivo, invece, la bellissima città lagunare ed il suo carnevale unico, incarneranno l'ideale romantico e crepuscolare. Quando la Repubblica di Venezia crollò e lascio il posto al dominio austriaco e francese, il Carnevale perse un po' del suo smalto e del suo fascino. Nel corso del Novecento, sul finire degli anni '70, il Carnevale di Venezia risorse dalle sue ceneri.
Da allora, ogni anno, Venezia per una decina di giorni si colora e si maschera, richiamando visitatori e turisti da ogni angolo del globo. Tra i temi che più frequentemente hanno ispirato la manifestazione vi è sicuramente quello del viaggio e l'incontro tra culture diverse, ma d'altra parte, se si pensa alla storia ed al carattere aperto e cosmopolita della città lagunare non potrebbe essere diverso.
Maschere Veneziane
Tra i Carnevali più belli, si ricordano quello del 1982 che ha visto
l'incontro ed il gemellaggio tra Arlecchino e Pulcinella (tipica
maschera della commedia dell'arte napoletana), e quello del 1985 che ha
portato Venezia ad "unirsi" con la splendida Parigi. Il Carnevale del
1998, fu dedicato a Giacomo Casanova ed al suo spirito ironico,
intelligente e libertino. Nel 2004, invece il tema è stato
l'ORIENTAL-EXPRESS (Viaggio in Maschera sulla Via della Seta) che vide
protagonisti, oltre a Venezia, la Thailandia, la Cina, il Giappone e
l'India.
Ogni anno .. ma anche ogni giorno che passa, mi guardo dentro .. e penso che non finisco mai di imparare. Certe mie insicurezze, certe mie paure, anche se non me la sento di massacrarmi per questo, è un modo per me di confrontarmi. Nonostante la mia forza mi accorgo anche della controparte .. dello specchio che mi riflette e so che in fondo, oggi come oggi, trova una persona maturata, anche se, come essere umano ha le sue debolezze, i suoi momenti di confusione, ma che porta rispetto ed amore verso gli altri.. Forse vorrei solo poter vivere serenamente e tranquillamente, come del resto potrei fare. Spesso mi chiedo i perchè di molte cose, che non hanno uno logica nè un senso .. oppure ce l'hanno, non lo so.
Così piano piano, vedo che ci sono da scalare altre montagne ..ma forse è questo il "senso della vita".
My Way
And now, the end is near And so I face the final curtain My friend, I'll say it clear I'll state my case, of which I'm certain
I've lived a life that's full I've traveled each and ev'ry highway But more, much more than this I did it my way
Regrets, I've had a few But then again, too few to mention I did what I had to do And saw it through without exemption
I planned each charted course Each careful step along the byway But more, much more than this I did it my way
Yes, there were times, I'm sure you knew When I bit off more than I could chew But through it all, when there was doubt I ate it up and spit it out I faced it all and I stood tall And did it my way
I've loved, I've laughed and cried I've had my fill; my share of losing And now, as tears subside I find it all so amusing
To think I did all that And may I say, not in a shy way "No, oh no not me I did it my way"
For what is a man, what has he got? If not himself, then he has naught To say the things he truly feels And not the words of one who kneels The record shows I took the blows And did it my way!
Auguri : che il 2013 possa portarci grande gioie e soddisfazioni, da ritrovare già dalle piccole cose quotidiani, dai gesti che segnano la vita di tutti i giorni.
La felicità ha una sua semplicità.
« Siamo tutti quanti in cerca d'amore,
lupi solitari con un grande cuore
aggrappati ad ali di illusioni, in cerca di emozioni
prigionieri e liberi » (Spagna, Lupi solitari)
La tradizione italiana prevede una serie di rituali scaramantici per Capodanno: come quello di vestire biancheria intima di colore rosso.
Oppure di gettare dalla finestra oggetti vecchi o inutilizzati, usanza quest'ultima, che pian piano è stata quasi totalmente abbandonata.
Le lenticchie vengono mangiate a cena il 31 dicembre come auspicio di ricchezza per l'anno nuovo.
Quanto ai botti, considerati manifestazione di gioia “esplosiva” per l’avvento del nuovo anno, un tempo invece avevano il preciso intento di scacciare gli spiriti maligni.
Non possono poi mancare sulla tavola le melagrane, il cui trionfo di chicchi è stato narrato da leggende in tutto il mondo e in tutte le letterature: come nel mito di Proserpina, che venne legata indissolubilmente a sé dal dio dell’Ade, Plutone dopo aver addentato una melagrana: da allora simboleggia la fedeltà coniugale.
Al rintocco degli ultimi 12 secondi dell'anno vecchio, ecco l'uva che è simbolo di prosperità e dunque...
Per portarsi fortuna, si mangia un acino per ogni mese dell'anno a venire. "Chi mangia l'uva per Capodanno conta i quattrini tutto l'anno" , così recita un antico proverbio.
Un’altra pianta ritenuta beneaugurale è il vischio che secondo la tradizione dona prolificità sia materiale che spirituale. Sacro ai popoli antichi, i Druidi lo usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione, mentre i Celti ritenevano che quest’arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.
Aggiungo infine .. la canzone "portafortuna" per antonomasia .. che ogni anno nuovo viene ricordata ed ascoltata.
All'anno nuovo .. appunto : "L'anno che verrà".
Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio come diventa importante che in questo istante ci sia anch'io.
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà io mi sto preparando è questa la novità.