“10 Agosto”
San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.
Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de' suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.
Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono...
Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.
E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh!, d'un pianto di stelle lo innondi
quest'atomo opaco del Male!
Giovanni Pascoli
La sera del 10 agosto 1867, festa di San Lorenzo, il padre del poeta, Ruggero Pascoli, fu ucciso con una fucilata mentre tornava a casa dal mercato in un "biroccio".
Portava in dono due bambole per le sue bambine.
La cavalla storna
Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non toccò mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.
Tu c'hai nel cuore la marina brulla,
tu dai retta alla sua voce fanciulla".
La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte
O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia...".
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dové pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole".
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.
"O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona... Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come".
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito.
Giovanni Pascoli
La poesia "La Cavalla Storna", Giovanni Pascoli, l'ha scritta per il padre scomparso, rimasto ucciso in un modo poco chiaro: fu colpito da una fucilata mentre si trovava alla guida di un calesse, trainato appunto da una cavalla storna ("O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna").
Era il 10 agosto del 1867 e il poeta ricorderà questo triste evento nei versi scritti nel 1903 e raggruppati nei Canti di Castelvecchio.
Aveva appena 11 anni quando il padre trovò la morte, forse per motivi politici o per questioni di lavoro.
All'interno del testo si parla de "La Torre", una grande tenuta, vicino San Mauro in Romagna, con una bellissima villa e una scuderia, dove all'epoca, avremmo potuto scorgere la famosa cavallina storna (ossia, dal manto nero e macchie bianche).
L'amministratore de "La Torre" era Ruggero Pascoli, il papà di Giovanni.
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10 agosto 2016
4 luglio 2016
“Mezza con panna”
“Mezza con panna”
Ecco come gli abitanti della sua città natale, Messina, chiamano la granita al caffè con panna.
Estasi per il palato e tesoro della grande tradizione gelatiera siciliana.
Una storia antica quella della granita, che ci riporta fino al tempo della dominazione araba.
Nasce, infatti, come fresca bevanda composta dallo sherbet, un composto di neve e ghiaccio raccolto sulle cime dell’Etna e conservato in contenitori detti nivieri.
A Messina poi, trova la sua direzione più tipica, grazie al connubio con caffè espresso e panna.
Il suo segreto?
La caffettiera napoletana, che mantiene inalterato il sapore dell’espresso, né troppo dolce, né troppo amaro.
Stefania Tagliaferri
Preparazione:
Preparate 500 ml di caffè espresso e lasciatelo raffreddare.
Versate in una ciotola lo zucchero e scioglietelo aggiungendo il caffè.
Amalgamate gli ingredienti aiutandovi con le fruste a mano.
Unite l’acqua a temperatura ambiente.
Versate il composto in una terrina larga e mettetelo in freezer per 2-3 ore, mescolandolo ogni 30 minuti.
Intanto in una ciotola versate la panna fredda e montatela con le fruste ben fredde.
Incorporate lo zucchero a velo poco alla volta, finché la panna non sarà montata a neve ferma.
Versate la granita al caffè nei bicchieri e decorate con panna montata.
Ecco come gli abitanti della sua città natale, Messina, chiamano la granita al caffè con panna.
Estasi per il palato e tesoro della grande tradizione gelatiera siciliana.
Una storia antica quella della granita, che ci riporta fino al tempo della dominazione araba.
Nasce, infatti, come fresca bevanda composta dallo sherbet, un composto di neve e ghiaccio raccolto sulle cime dell’Etna e conservato in contenitori detti nivieri.
A Messina poi, trova la sua direzione più tipica, grazie al connubio con caffè espresso e panna.
Il suo segreto?
La caffettiera napoletana, che mantiene inalterato il sapore dell’espresso, né troppo dolce, né troppo amaro.
Stefania Tagliaferri
Preparazione:
Preparate 500 ml di caffè espresso e lasciatelo raffreddare.
Versate in una ciotola lo zucchero e scioglietelo aggiungendo il caffè.
Amalgamate gli ingredienti aiutandovi con le fruste a mano.
Unite l’acqua a temperatura ambiente.
Versate il composto in una terrina larga e mettetelo in freezer per 2-3 ore, mescolandolo ogni 30 minuti.
Intanto in una ciotola versate la panna fredda e montatela con le fruste ben fredde.
Incorporate lo zucchero a velo poco alla volta, finché la panna non sarà montata a neve ferma.
Versate la granita al caffè nei bicchieri e decorate con panna montata.
Tema:
Curiosità,
Dolciricette,
Foto ricette,
poster,
Ricordi,
Terra,
Tradizioni
18 giugno 2016
“Le persone non si dimenticano”
“Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.
Le persone non si dimenticano.
Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita.
Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi,… c’è solamente un semplice ‘ciao’.
Ci sono persone che hanno preso il mio cuore e lo hanno ridotto in mille pezzi, senza nemmeno pensarci due volte.
Ci sono persone che sono entrate nella mia vita in punta di piedi e ne sono uscite esattamente nello stesso modo.
Ci sono persone che hanno creato un gran casino, che hanno sconvolto i miei piani, che hanno confuso le mie idee.
Ci sono persone che nonostante tutto, sono ancora parte della mia vita.
Ci sono persone che sono arrivate e non sono più andate via.
Ci sono persone che, anche se io non le ho mai sentite, ci sono sempre state.
E poi ci sono persone che non fanno ancora parte della mia vita, ma che tra qualche anno forse, saranno le persone più importanti per me.
Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita, mi hanno insegnato a vivere.
Mi hanno insegnato a diventare quello che sono.
E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ‘ciao’, faranno per sempre parte della mia vita.
Io non dimentico nessuno.
Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta, la mia vita.
Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”
Luciano Ligabue
Le persone non si dimenticano.
Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita.
Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi,… c’è solamente un semplice ‘ciao’.
Ci sono persone che hanno preso il mio cuore e lo hanno ridotto in mille pezzi, senza nemmeno pensarci due volte.
Ci sono persone che sono entrate nella mia vita in punta di piedi e ne sono uscite esattamente nello stesso modo.
Ci sono persone che hanno creato un gran casino, che hanno sconvolto i miei piani, che hanno confuso le mie idee.
Ci sono persone che nonostante tutto, sono ancora parte della mia vita.
Ci sono persone che sono arrivate e non sono più andate via.
Ci sono persone che, anche se io non le ho mai sentite, ci sono sempre state.
E poi ci sono persone che non fanno ancora parte della mia vita, ma che tra qualche anno forse, saranno le persone più importanti per me.
Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita, mi hanno insegnato a vivere.
Mi hanno insegnato a diventare quello che sono.
E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ‘ciao’, faranno per sempre parte della mia vita.
Io non dimentico nessuno.
Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta, la mia vita.
Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”
Luciano Ligabue
23 aprile 2016
“400 anni di mito”
Eventi, spettacoli e manifestazioni in tutto il mondo per celebrare l'anniversario di morte di Shakespeare.
E anche la metro cambia i nomi delle stazioni.
“Essere o non essere”.
Forse mai l’amletico quesito troverà pace e risposta.
Quello che certo è che in quanto a essere, William Shakespeare, di cui domani ricorre il 400esimo anniversario di morte, è un genio, un mito senza tempo la cui popolarità non accenna a sbiadire.
Anzi.
Celebrato dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, dal marketing e pure dai social: non c’è un campo nel quale il Bardo non conquisti, primeggi.
E i social rubano dai suoi capolavori.
Su di lui si sa poco, tanto che sono fiorite varie leggende e supposizioni, compresa quella che non sia mai esistito e fosse solo lo pseudonimo di altri, ma questo non cambia il fatto che i suoi 37 testi teatrali, tragedie e commedie, da quattro secoli continuamente rappresentati in tutto il mondo, siano una delle espressioni più alte dell'arte occidentale.
Sarà grazie alla capacità di indagare il cuore e l'animo umano, sarà che in esse ancora possiamo riconoscerci.
Non a caso su Twitter, Facebook e gli altri social le sue frasi e gli aforismi spopolano.
Un mito senza tempo
E non è stato da meno per i suoi personaggi, che sono diventati icone ben note: dal grandissimo e esemplare Amleto, a Lear padre e re, Macbeth sanguinario con la sua Lady, gli amanti Romeo e Giulietta, il divertente Falstaff, la seduttrice Cleopatra, il perfido Jago con Otello, Antonio nel Giulio Cesare, l'ebreo Shylock, Riccardo III e la brama di potere, il mago Prospero della Tempesta.
Inutile poi dire che alcuni dei suoi capolavori li sentiamo molto vicini.
L’Italia infatti è molto presente nella vasta cultura di Shakespeare, che ambienta a Roma, Verona, Venezia sue opere e prende spesso ispirazione da nostri scrittori, da Boccaccio come Bandello o Ariosto.
E poiché si suppone che il poeta inglese sia morto il 23 aprile del 1616, all'età di 52 anni e, così, da inizio 2016, l'Inghilterra, ma anche il mondo intero, si sta preparando a onorare la ricorrenza con decine di festival, opere, omaggi e tributi ad più grande uomo di teatro dai tempi di Euripide.
Scende ad Amleto o a Lady Macbeth?
Per l'occasione la metropolitana di Londra ha rinominato tutte le fermate dedicandole ai più celebri personaggio cantati dal Bardo.
Per l'occasione la società dei trasporti della capitale, che ha lanciato l'iniziativa in collaborazione con il Globe, ha anche pubblicato una piantina della Tube per orientarsi nell'intricato mondo (sotterraneo) di William Shakespeare.
Ogni linea della metropolitana è stata dedicata a un tema della poetica shakespeariana ed ogni stazione è stata ribattezzata di conseguenza.
Attenzione ai nuovi nomi!
E anche la metro cambia i nomi delle stazioni.
“Essere o non essere”.
Forse mai l’amletico quesito troverà pace e risposta.
Quello che certo è che in quanto a essere, William Shakespeare, di cui domani ricorre il 400esimo anniversario di morte, è un genio, un mito senza tempo la cui popolarità non accenna a sbiadire.
Anzi.
Celebrato dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, dal marketing e pure dai social: non c’è un campo nel quale il Bardo non conquisti, primeggi.
E i social rubano dai suoi capolavori.
Su di lui si sa poco, tanto che sono fiorite varie leggende e supposizioni, compresa quella che non sia mai esistito e fosse solo lo pseudonimo di altri, ma questo non cambia il fatto che i suoi 37 testi teatrali, tragedie e commedie, da quattro secoli continuamente rappresentati in tutto il mondo, siano una delle espressioni più alte dell'arte occidentale.
Sarà grazie alla capacità di indagare il cuore e l'animo umano, sarà che in esse ancora possiamo riconoscerci.
Non a caso su Twitter, Facebook e gli altri social le sue frasi e gli aforismi spopolano.
Un mito senza tempo
E non è stato da meno per i suoi personaggi, che sono diventati icone ben note: dal grandissimo e esemplare Amleto, a Lear padre e re, Macbeth sanguinario con la sua Lady, gli amanti Romeo e Giulietta, il divertente Falstaff, la seduttrice Cleopatra, il perfido Jago con Otello, Antonio nel Giulio Cesare, l'ebreo Shylock, Riccardo III e la brama di potere, il mago Prospero della Tempesta.
Inutile poi dire che alcuni dei suoi capolavori li sentiamo molto vicini.
L’Italia infatti è molto presente nella vasta cultura di Shakespeare, che ambienta a Roma, Verona, Venezia sue opere e prende spesso ispirazione da nostri scrittori, da Boccaccio come Bandello o Ariosto.
E poiché si suppone che il poeta inglese sia morto il 23 aprile del 1616, all'età di 52 anni e, così, da inizio 2016, l'Inghilterra, ma anche il mondo intero, si sta preparando a onorare la ricorrenza con decine di festival, opere, omaggi e tributi ad più grande uomo di teatro dai tempi di Euripide.
Per l'occasione la metropolitana di Londra ha rinominato tutte le fermate dedicandole ai più celebri personaggio cantati dal Bardo.
Per l'occasione la società dei trasporti della capitale, che ha lanciato l'iniziativa in collaborazione con il Globe, ha anche pubblicato una piantina della Tube per orientarsi nell'intricato mondo (sotterraneo) di William Shakespeare.
Ogni linea della metropolitana è stata dedicata a un tema della poetica shakespeariana ed ogni stazione è stata ribattezzata di conseguenza.
Attenzione ai nuovi nomi!
Tema:
Citazioni,
Curiosità,
Gif animate,
Leggende,
Pensieri,
poster,
Ricordi,
Spirito,
Tradizioni,
Uomini nel mito,
Video
6 aprile 2016
“La leggenda del sax”
Gato Barbieri, leggenda del sax .. ci ha lasciato.
R.I.P.
Che fantastica storia è la vita
Antonello Venditti accompagnato divinamente da Gato Barbieri al sax ..
..
Che fantastica storia è la vita
Antonello Venditti accompagnato divinamente da Gato Barbieri al sax ..
..
Tema:
Pensieri,
poster,
Ricordi,
Spirito,
Video musica
15 marzo 2016
“È vinile-mania”
È vinile-mania: ristampe e novità per il Record Store Day
Da Pino Daniele a Bowie, in arrivo un'ondata di nuovi 33 e 45 giri.
Metallica testimonial.
Il 16 aprile sarà il Record Store Day, un’iniziativa nata in America otto anni fa a supporto dei negozi dischi indipendenti e diventata punto di riferimento per gli appassionati di musica e, soprattutto, per i collezionisti.
Per la giornata internazionale, è prevista ogni anno la ristampa, l’edizione speciale o l’anteprima di oltre 300 album.
Il formato preferito è il vinile, il vecchio caro disco mai dimenticato e sempre più ricercato.
Metallica testimonial 2016
Saranno i Metallica i testimonial 2016 del Record Store Day, la giornata mondiale dedicata ai negozi di dischi tradizionali che si festeggia a livello internazionale il 16 aprile.
La band californiana per l'occasione pubblicherà il CD "Liberté, Egalité, Fraternité, Metallica! - Live at Le Bataclan. Paris, France - June 11th 2003", i cui proventi saranno donati dalla band a "Give For France", campagna di raccolta fondi per i sopravvissuti e le famiglie delle vittime delle stragi del 13 novembre 2015 a Parigi.
Le novità italiane
Sa di casa per tutti gli italiani il 45 giri.
E così si è scelto questo formato per Pino Daniele, che torna nei negozi con “Ca Calore”, del quale si celebra il quarantennale, e “Napule è”.
Stessa scelta per “Nenè” di Francesco Guccini.
Dal Premio Oscar Ennio Morricone arriva invece un vinile trasparente di “Paura”.
Spazio anche alle colonne sonore dei Goblin, che pubblicano il 45 giri viola di “Suspiria” e l'album “La Via della Droga”, in vinile bianco, scelto anche da Nada per la limited edition di “L’Amore devi seguirlo”.
Da Pino Daniele a Bowie, in arrivo un'ondata di nuovi 33 e 45 giri.
Metallica testimonial.
Il 16 aprile sarà il Record Store Day, un’iniziativa nata in America otto anni fa a supporto dei negozi dischi indipendenti e diventata punto di riferimento per gli appassionati di musica e, soprattutto, per i collezionisti.
Per la giornata internazionale, è prevista ogni anno la ristampa, l’edizione speciale o l’anteprima di oltre 300 album.
Il formato preferito è il vinile, il vecchio caro disco mai dimenticato e sempre più ricercato.
Metallica testimonial 2016
Saranno i Metallica i testimonial 2016 del Record Store Day, la giornata mondiale dedicata ai negozi di dischi tradizionali che si festeggia a livello internazionale il 16 aprile.
La band californiana per l'occasione pubblicherà il CD "Liberté, Egalité, Fraternité, Metallica! - Live at Le Bataclan. Paris, France - June 11th 2003", i cui proventi saranno donati dalla band a "Give For France", campagna di raccolta fondi per i sopravvissuti e le famiglie delle vittime delle stragi del 13 novembre 2015 a Parigi.
Le novità italiane
Sa di casa per tutti gli italiani il 45 giri.
E così si è scelto questo formato per Pino Daniele, che torna nei negozi con “Ca Calore”, del quale si celebra il quarantennale, e “Napule è”.
Stessa scelta per “Nenè” di Francesco Guccini.
Dal Premio Oscar Ennio Morricone arriva invece un vinile trasparente di “Paura”.
Spazio anche alle colonne sonore dei Goblin, che pubblicano il 45 giri viola di “Suspiria” e l'album “La Via della Droga”, in vinile bianco, scelto anche da Nada per la limited edition di “L’Amore devi seguirlo”.
Tema:
Anno nuovo 2016,
Canzoni,
Curiosità,
Fiere,
Mostre,
poster,
Ricordi,
Spirito,
Terra,
Video musica
8 marzo 2016
“Il Coraggio delle donne”
A volte fare semplicemente il proprio dovere è un atto eroico che può costare la vita.
E le donne mostrano spesso più coraggio degli uomini.
Le cronache del 2013 ci hanno raccontato di tante donne vittime della violenza maschile, ma anche di tante che hanno perso la vita per il loro coraggio e il loro senso civico: donne che non sono vittime, ma eroine civili.
Alessandra Ziniti ripercorre alcune storie esemplari: Lucia Annibali, l’avvocato sfregiata con l’acido, che ha intrapreso un lungo percorso di guarigione alla luce del sole.
La dottoressa Eleonora Cantamessa, che ha perso la vita per soccorrere un ferito durante una rissa.
Il sindaco Laura Prati, uccisa per aver sospeso dal servizio un vigile accusato di truffa.
Elena Ferrara, imprenditrice antiracket.
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa che da anni si batte per i diritti dei migranti e contro l’indifferenza verso le stragi del Mediterraneo.
IL CORAGGIO DELLE DONNE
di Alessandra Ziniti
E le donne mostrano spesso più coraggio degli uomini.
Le cronache del 2013 ci hanno raccontato di tante donne vittime della violenza maschile, ma anche di tante che hanno perso la vita per il loro coraggio e il loro senso civico: donne che non sono vittime, ma eroine civili.
Alessandra Ziniti ripercorre alcune storie esemplari: Lucia Annibali, l’avvocato sfregiata con l’acido, che ha intrapreso un lungo percorso di guarigione alla luce del sole.
La dottoressa Eleonora Cantamessa, che ha perso la vita per soccorrere un ferito durante una rissa.
Il sindaco Laura Prati, uccisa per aver sospeso dal servizio un vigile accusato di truffa.
Elena Ferrara, imprenditrice antiracket.
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa che da anni si batte per i diritti dei migranti e contro l’indifferenza verso le stragi del Mediterraneo.
IL CORAGGIO DELLE DONNE
di Alessandra Ziniti
Tema:
Anno nuovo 2016,
Auguri,
Feste,
Fiori,
poster,
Spirito,
Tradizioni
11 gennaio 2016
“Earth .. biodiversity”
Diversi, fiorenti ecosistemi del nostro pianeta possono sembrare impianti permanenti, ma sono in realtà vulnerabili al collasso.
Le giungle possono diventare deserti, e le barriere possono diventare pietre senza vita.
Che cosa rende un ecosistema forte e un'altro debole di fronte al cambiamento?
La risposta, in larga misura, è la biodiversità.
La ricchezza della vita
Un'enorme varietà di geni, specie ed ecosistemi.
Tutti legati tra loro, tutti indispensabili: la biodiversità è un patrimonio universale inestimabile, frutto di tre miliardi e mezzo di anni di evoluzione.
Biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.
Una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, tutti indispensabili.
Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre: grazie alla biodiversità la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.
Batteri, farfalle, balene e foreste tropicali, insetti e grandi carnivori, papaveri e orchidee sono solo alcuni dei componenti della biodiversità della Terra, l’immensa varietà delle forme viventi che rende il nostro pianeta unico.
Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre.
La biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra.
Le giungle possono diventare deserti, e le barriere possono diventare pietre senza vita.
Che cosa rende un ecosistema forte e un'altro debole di fronte al cambiamento?
La risposta, in larga misura, è la biodiversità.
La ricchezza della vita
Un'enorme varietà di geni, specie ed ecosistemi.
Tutti legati tra loro, tutti indispensabili: la biodiversità è un patrimonio universale inestimabile, frutto di tre miliardi e mezzo di anni di evoluzione.
Biodiversità è la varietà degli esseri viventi che popolano la Terra, e si misura a livello di geni, di specie, di popolazioni e di ecosistemi.
Una varietà incredibile di organismi, esseri piccolissimi, piante, animali ed ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, tutti indispensabili.
Anche noi facciamo parte della biodiversità e sfruttiamo i servizi che ci offre: grazie alla biodiversità la Natura è in grado di fornirci cibo, acqua, energia e risorse per la nostra vita quotidiana.
Batteri, farfalle, balene e foreste tropicali, insetti e grandi carnivori, papaveri e orchidee sono solo alcuni dei componenti della biodiversità della Terra, l’immensa varietà delle forme viventi che rende il nostro pianeta unico.
Alcuni ambienti sono particolarmente ricchi di biodiversità: le barriere coralline, le foreste tropicali e gli estuari dei fiumi ospitano circa la metà degli essere viventi del Pianeta, anche se ricoprono solo il 6% della superficie terrestre.
La biodiversità garantisce la sopravvivenza della vita sulla Terra.
25 dicembre 2015
“Natale 2015”
Il Natale muove una bacchetta magica sul mondo ed ecco, tutto è più dolce e più bello!
N.V. Peale
Buon Natale a tutti, di vero cuore !!
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| AUGURI |
22 dicembre 2015
“Solstizio d’inverno”
Ecco il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno.
Quest’anno cadrà alle 5.49 del mattino del 22 dicembre, ora di Roma: da un punto di vista astronomico, è il momento in cui il Sole ha la sua declinazione più meridionale, a -23.5 gradi.
Dal giorno successivo, le giornate riprendono ad allungarsi per raggiungere la parità (12 di luce e 12 di buio) con l’equinozio di primavera, a fine marzo, e il massimo della luce con il solstizio d’estate, a fine giugno.
La “leggenda” del 21 dicembre
Tradizionalmente il solstizio d’inverno viene annunciato, o almeno si crede che avvenga, il 21 dicembre.
Ma non è sempre così, complice la precessione degli equinozi e i piccoli ma importanti “aggiustamenti” che tramite gli anni bisestili dobbiamo imprimere al calendario per non perdere il vero ritmo del Sole.
Ci sono stati solstizi anche il 20 e il 23 dicembre: quest’ultimo caso si è presentato nel 1903 e non si ripeterà fino al 2303.
Il tramonto è già più tardi
Un’altra curiosità è legata al fatto che mentre la giornata di luce è effettivamente la più breve dell’anno, il tramonto non avviene prima.
Anche qui, la “colpa” è delle approssimazioni legate al “tempo umano”: le giornate non sono di 24 ore esatte, e questo implica lo strano fenomeno per cui, alcuni giorni prima del solstizio invernale i tramonti non “anticipano” rispetto all’ora normale.
Per questo, i tramonti più “anticipati” si verificano in realtà prima del solstizio mentre le albe più in ritardo si vedono nei giorni immediatamente successivi.
(dal web)
Quest’anno cadrà alle 5.49 del mattino del 22 dicembre, ora di Roma: da un punto di vista astronomico, è il momento in cui il Sole ha la sua declinazione più meridionale, a -23.5 gradi.
Dal giorno successivo, le giornate riprendono ad allungarsi per raggiungere la parità (12 di luce e 12 di buio) con l’equinozio di primavera, a fine marzo, e il massimo della luce con il solstizio d’estate, a fine giugno.
La “leggenda” del 21 dicembre
Tradizionalmente il solstizio d’inverno viene annunciato, o almeno si crede che avvenga, il 21 dicembre.
Ma non è sempre così, complice la precessione degli equinozi e i piccoli ma importanti “aggiustamenti” che tramite gli anni bisestili dobbiamo imprimere al calendario per non perdere il vero ritmo del Sole.
Ci sono stati solstizi anche il 20 e il 23 dicembre: quest’ultimo caso si è presentato nel 1903 e non si ripeterà fino al 2303.
Il tramonto è già più tardi
Un’altra curiosità è legata al fatto che mentre la giornata di luce è effettivamente la più breve dell’anno, il tramonto non avviene prima.
Anche qui, la “colpa” è delle approssimazioni legate al “tempo umano”: le giornate non sono di 24 ore esatte, e questo implica lo strano fenomeno per cui, alcuni giorni prima del solstizio invernale i tramonti non “anticipano” rispetto all’ora normale.
Per questo, i tramonti più “anticipati” si verificano in realtà prima del solstizio mentre le albe più in ritardo si vedono nei giorni immediatamente successivi.
(dal web)
18 dicembre 2015
“Thomas Kinkade e il Natale”
Thomas Kinkade (Sacramento / California, 19 Gennaio 1958 - Monte Sereno, California, 6 Aprile 2012) è stato un pittore americano realistico, bucolico e idilliaco, noto a tutti come il "pittore della luce".
I suoi quadri sono luminosi e i colori spiccano con un certo stile impressionistico e spesso bucolico.
I soggetti sono idilliaci come giardini, corsi d'acqua, case in pietra e le strade principali.
La presenza ubiquitaria di lampade elettriche, a quanto pare nei suoi dipinti suggerisce ad alcuni che la sua opera è un omaggio all'elettrificazione rurale.
Della sua città natale, Placerville (dove le sue opere sono onnipresenti) rappresenta molte strade e paesaggi innevati.
Ha inoltre realizzato diverse tematiche come Borghi e Paesaggi di Natale.
We Wish You a Merry Christmas (instrumental)
Godiamocelo allora, in questo periodo natalizio ..
I suoi quadri sono luminosi e i colori spiccano con un certo stile impressionistico e spesso bucolico.
I soggetti sono idilliaci come giardini, corsi d'acqua, case in pietra e le strade principali.
La presenza ubiquitaria di lampade elettriche, a quanto pare nei suoi dipinti suggerisce ad alcuni che la sua opera è un omaggio all'elettrificazione rurale.
Della sua città natale, Placerville (dove le sue opere sono onnipresenti) rappresenta molte strade e paesaggi innevati.
Ha inoltre realizzato diverse tematiche come Borghi e Paesaggi di Natale.
Godiamocelo allora, in questo periodo natalizio ..
13 dicembre 2015
“Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”
13 Dicembre
E' il giorno di Santa Lucia, ricorrenza un tempo coincidente con il periodo solstiziale, da cui gli ormai famosissimi proverbi e filastrocche.
Alla festa della Santa della Luce sono connesse molte usanze, come quella di non mangiare pane il 13 dicembre, sorta in memoria di una carestia che affamò la Sicilia nel '700 e fu risolta per il miracoloso intervento della Santa che convogliò in Sicilia navi cariche di frumento.
In ricordo dell'avvenimento, nell'isola ed in diverse zone del Sud, si mangia la "cuccìa", un piatto a base di grano lessato, con aggiunta, per lo più, di vino cotto.
In Veneto, ma anche nelle nazioni vicine, dall'Austria alla Boemia, la Santa distribuisce regali ai bambini, mentre nel Nord Europa, in Svezia, il 13 dicembre viene eletta una "vergine saggia" che, scortata da compagne vestite di tuniche bianche, con una corona di sette candele sul capo, percorre le vie e raccoglie e porta nelle case i doni "solstiziali".
Questa é la notte di Santa Lucia
senti nell’aria la sua magia.
Lei vola veloce col suo asinello
atterra davanti ad ogni cancello.
Ad ogni finestra un mazzolin di fieno
e l’asinello ha già fatto il pieno.
Santa Lucia con il suo carretto
lascia a tutti un gioco e un dolcetto.
porta ai bambini tanti regali
tutti belli, tutti speciali.
M’han detto che quest’oggi
la giornata sarà breve,
che magari farà brutto,
ci sarà pure la neve.
E’ per questo che al balcone
hanno messo una candela
per far luce nella sera
e per farla meno nera.
Così quando sarà notte,
la più lunga che ci sia,
se sarò davvero bravo
passerà Santa Lucia.
E' il giorno di Santa Lucia, ricorrenza un tempo coincidente con il periodo solstiziale, da cui gli ormai famosissimi proverbi e filastrocche.
Alla festa della Santa della Luce sono connesse molte usanze, come quella di non mangiare pane il 13 dicembre, sorta in memoria di una carestia che affamò la Sicilia nel '700 e fu risolta per il miracoloso intervento della Santa che convogliò in Sicilia navi cariche di frumento.
In ricordo dell'avvenimento, nell'isola ed in diverse zone del Sud, si mangia la "cuccìa", un piatto a base di grano lessato, con aggiunta, per lo più, di vino cotto.
In Veneto, ma anche nelle nazioni vicine, dall'Austria alla Boemia, la Santa distribuisce regali ai bambini, mentre nel Nord Europa, in Svezia, il 13 dicembre viene eletta una "vergine saggia" che, scortata da compagne vestite di tuniche bianche, con una corona di sette candele sul capo, percorre le vie e raccoglie e porta nelle case i doni "solstiziali".
Questa é la notte di Santa Lucia
senti nell’aria la sua magia.
Lei vola veloce col suo asinello
atterra davanti ad ogni cancello.
Ad ogni finestra un mazzolin di fieno
e l’asinello ha già fatto il pieno.
Santa Lucia con il suo carretto
lascia a tutti un gioco e un dolcetto.
porta ai bambini tanti regali
tutti belli, tutti speciali.
M’han detto che quest’oggi
la giornata sarà breve,
che magari farà brutto,
ci sarà pure la neve.
E’ per questo che al balcone
hanno messo una candela
per far luce nella sera
e per farla meno nera.
Così quando sarà notte,
la più lunga che ci sia,
se sarò davvero bravo
passerà Santa Lucia.
12 dicembre 2015
“La Voce”
Cento anni fa nasceva Frank Sinatra.
My Way – A modo mio
o Alla mia maniera
And now, the end is near
(E ora la fine è vicina)
And so I face the final curtain
(E quindi affronto l’ultimo sipario)
My friends, I’ll say it clear
(Amico mio, lo dirò chiaramente)
I’ll state my case of which I’m certain
(Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo)
I’ve lived a life that’s full
(Ho vissuto una vita piena)
I’ve travelled each and every highway
(Ho viaggiato su tutte le strade)
And more, much more than this
(Ma più. Molto più di questo)
I did it my way.
(L’ho fatto a modo mio)
Regrets? I’ve had a few
(Rimpianti, ne ho avuti qualcuno)
But then again, too few to mention
(Ma ancora, troppo pochi per citarli)
I did what I had to do
(Ho fatto quello che dovevo fare)
And saw it through without exemption.
(Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla)
I planned each charted course
(Ho programmato ogni percorso)
Each careful step along the byway
(Ogni passo attento lungo la strada)
And more, much more than this
(Ma più, molto più di questo)
I did it my way
(L’ho fatto a modo mio)
Yes, there were times, I’m sure you knew
(Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo)
When I bit off more than I could chew
(Quando ho affrontato sfide più grandi di me)
But through it all, when there was doubt
(Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio)
I ate it up and spit it out.
(Ho mangiato e poi sputato)
I faced it all and I stood tall
(Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
I’ve loved, I’ve laughed and cried
(Ho amato, ho riso e pianto)
I’ve had my fill – my share of losing
(Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte)
But now, as tears subside
(E allora, mentre le lacrime si fermano)
I find it all so amusing
(Trovo tutto molto divertente)
To think I did all that
(A pensare che ho fatto tutto questo)
And may I say, not in a shy way
(E se posso dirlo, non sotto tono)
Oh no. Oh no, not me.
(Oh no. Oh no, non ioo)
I did it my way
(l’ho fatto a modo mio)
For what is a man? What has he got?
(Cos’è un uomo? che cos’ha?)
If not himself – Then he has naught
(Se non se stesso, allora non ha niente)
To say the things he truly feels
(Per dire le cose che davvero sente)
And not the words of one who kneels.
(E non le parole di uno che si inginocchia)
The record shows I took the blows
(La storia mostra che le ho prese)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
Yes, it was my way.
(Si, l’ho fatto a modo mio)
FrankSinatra
My Way
Possiate voi tutti vivere fino a 100 anni.
L'ultima voce che si sente .. potrebbe essere la mia.
Frank Sinatra
My Way – A modo mio
o Alla mia maniera
And now, the end is near
(E ora la fine è vicina)
And so I face the final curtain
(E quindi affronto l’ultimo sipario)
My friends, I’ll say it clear
(Amico mio, lo dirò chiaramente)
I’ll state my case of which I’m certain
(Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo)
I’ve lived a life that’s full
(Ho vissuto una vita piena)
I’ve travelled each and every highway
(Ho viaggiato su tutte le strade)
And more, much more than this
(Ma più. Molto più di questo)
I did it my way.
(L’ho fatto a modo mio)
Regrets? I’ve had a few
(Rimpianti, ne ho avuti qualcuno)
But then again, too few to mention
(Ma ancora, troppo pochi per citarli)
I did what I had to do
(Ho fatto quello che dovevo fare)
And saw it through without exemption.
(Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla)
I planned each charted course
(Ho programmato ogni percorso)
Each careful step along the byway
(Ogni passo attento lungo la strada)
And more, much more than this
(Ma più, molto più di questo)
I did it my way
(L’ho fatto a modo mio)
Yes, there were times, I’m sure you knew
(Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo)
When I bit off more than I could chew
(Quando ho affrontato sfide più grandi di me)
But through it all, when there was doubt
(Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio)
I ate it up and spit it out.
(Ho mangiato e poi sputato)
I faced it all and I stood tall
(Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
I’ve loved, I’ve laughed and cried
(Ho amato, ho riso e pianto)
I’ve had my fill – my share of losing
(Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte)
But now, as tears subside
(E allora, mentre le lacrime si fermano)
I find it all so amusing
(Trovo tutto molto divertente)
To think I did all that
(A pensare che ho fatto tutto questo)
And may I say, not in a shy way
(E se posso dirlo, non sotto tono)
Oh no. Oh no, not me.
(Oh no. Oh no, non ioo)
I did it my way
(l’ho fatto a modo mio)
For what is a man? What has he got?
(Cos’è un uomo? che cos’ha?)
If not himself – Then he has naught
(Se non se stesso, allora non ha niente)
To say the things he truly feels
(Per dire le cose che davvero sente)
And not the words of one who kneels.
(E non le parole di uno che si inginocchia)
The record shows I took the blows
(La storia mostra che le ho prese)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
Yes, it was my way.
(Si, l’ho fatto a modo mio)
FrankSinatra
Possiate voi tutti vivere fino a 100 anni.
L'ultima voce che si sente .. potrebbe essere la mia.
Frank Sinatra
Tema:
Canzoni,
Citazioni,
poster,
Ricordi,
Spirito,
Uomini nel mito,
Video musica
1 dicembre 2015
“1° Dicembre 2015”
Dio ci ha donato la memoria, in modo da poter avere le rose anche a dicembre.
(James Matthew Barrie)
E' Natale ogni mattino che vivi.
Che carini! Dicono che cantano a Natale!
(James Matthew Barrie)
E' Natale ogni mattino che vivi.
Che carini! Dicono che cantano a Natale!
29 novembre 2015
“caffevero”
“Il caffè deve essere caldo come l'inferno, nero come il diavolo, puro come un angelo e dolce come l'amore.”Principe Talleyrand
20 novembre 2015
“Liberty and Peace For World”
“Vous n’aurez pas ma haine”
«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio.
Non so chi siete e non voglio neanche saperlo.
Voi siete anime morte.
Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore.
Perciò non vi farò il regalo di odiarvi.
Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete.
Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza.
Ma la vostra è una battaglia persa.
L’ho vista stamattina.
Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa.
Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa.
Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata.
So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai.
Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo.
Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino.
Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice.
Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».
Antoine Leiris, un UOMO.
14 novembre 2015
13 novembre 2015
“I cento vini migliori del mondo”
“Sorsi comunicativi”
04 Egon Müller
Scharzhofberger Riesling Auslese
Gold Kapsel - 2013
Dalla ripidissima collina, in totale 8,5 ettari, che sorge poprio dietro l'abitazione di questo produttore, nascono vini di grande spessore gustativo e olfattivo.
Il merito va ai terreni caratterizzati in gran parte da quell'ardesia grigia. che assicura al Riesling un profilo speziato e lievemente fumè.
Per vendemmiare il vigneto Scharzhofberger, Egon Müller è costretto a passare quasi 5 volte ogni stagione, per portare a termine la raccolta di quegli acini che, in base al grado zuccherino, andranno a comporre le diverse etichette ricavate da questo cru.
In cantina fermentazioni spontanee, in alcuni casi di un mese, in legno talmente vecchio da poter essere parificato, per cessione aromatica, all'acciaio.
La dicitura Gold Kapsel individua una particolare, meglio sarebbe dire maniacale, selezione delle uve.
Sorso cangiante, morbido senza essere eccessivamente zuccherino, che passa dal garofano essicato agli agrumi, dal miele di rododendro alle spezie orientali.
Capacità d'invecchiamento di almeno 40 anni.
(scelto da Luca Gardini) Voto : 98/100
04 Egon Müller
Scharzhofberger Riesling Auslese
Gold Kapsel - 2013
Dalla ripidissima collina, in totale 8,5 ettari, che sorge poprio dietro l'abitazione di questo produttore, nascono vini di grande spessore gustativo e olfattivo.
Il merito va ai terreni caratterizzati in gran parte da quell'ardesia grigia. che assicura al Riesling un profilo speziato e lievemente fumè.
Per vendemmiare il vigneto Scharzhofberger, Egon Müller è costretto a passare quasi 5 volte ogni stagione, per portare a termine la raccolta di quegli acini che, in base al grado zuccherino, andranno a comporre le diverse etichette ricavate da questo cru.
In cantina fermentazioni spontanee, in alcuni casi di un mese, in legno talmente vecchio da poter essere parificato, per cessione aromatica, all'acciaio.
La dicitura Gold Kapsel individua una particolare, meglio sarebbe dire maniacale, selezione delle uve.
Sorso cangiante, morbido senza essere eccessivamente zuccherino, che passa dal garofano essicato agli agrumi, dal miele di rododendro alle spezie orientali.
Capacità d'invecchiamento di almeno 40 anni.
(scelto da Luca Gardini) Voto : 98/100
Tema:
Anno nuovo 2015,
Autunno,
Curiosità,
Foto,
Natura,
poster,
Terra,
Video viaggi,
Vino e dintorni
6 ottobre 2015
“Lugano Addio”
Sarebbe oggi il suo 70° compleanno .. ma il primo gennaio 1997 il " tumore" se l'è portato via Ivan Graziani.
"Un vero chitarrista muore, deve morire sul palco", amava ripetere, e ci è mancato pochissimo perché ciò accadesse, dal momento che fino all'ultimo l'ha suonata per davvero quella chitarra: a non aver avuto "un occhio di riguardo" è stato proprio quel Signore invocato ne "Il chitarrista", sfilandogliela prematuramente di mano.
Mi è sempre piaciuta molto questo canzone di Ivan ..
“Lugano Addio”
Po, po, po ...
Le scarpe da tennis bianche e blu,
seni pesanti e labbra rosse e la giacca a vento.
Oh! Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e i tuoi capelli,
fermi come il lago.
"Lugano addio" cantavi, mentre la mano mi tenevi ..
"Canta con me" tu mi dicevi ed io cantavo di un posto
che non avevo visto mai.
Tu, tu mi parlavi di frontiere di finanzieri e contrabbando
mi scaldavo ai tuoi racconti "E mio padre sì" tu mi dicevi
"quassù in montagna ha combattuto"..
Poi del mio mi domandavi.
Ed io pensavo a casa mio padre fermo sulla spiaggia,
le reti al sole i pescherecci in alto mare,
conchiglie e stelle le bestemmie e il suo dolore.
Oh, Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e tuoi capelli,
fermi come il lago.
Po, po, po ...
"Lugano addio cantavi" mentre la mano mi tenevi ..
"addio" cantavi e non per falsa ingenuità tu ci credevi
e adesso anchio che sono qua.
Oh, Marta mia addio, ti ricordo così il tuo sorriso
e tuoi capelli, fermi come il lago.
Po, po, po ...
Ivan Graziani
"Amico ciao, il tuo giaccone di pelle una bandiera sarà, alta fino alle stelle, io per conto mio rimarrò sulla porta, certo non scapperò più: guardami, la mia anima non è morta"
(Ivan Graziani, "Non moriremo mai").
"Un vero chitarrista muore, deve morire sul palco", amava ripetere, e ci è mancato pochissimo perché ciò accadesse, dal momento che fino all'ultimo l'ha suonata per davvero quella chitarra: a non aver avuto "un occhio di riguardo" è stato proprio quel Signore invocato ne "Il chitarrista", sfilandogliela prematuramente di mano.
Mi è sempre piaciuta molto questo canzone di Ivan ..
“Lugano Addio”
Po, po, po ...
Le scarpe da tennis bianche e blu,
seni pesanti e labbra rosse e la giacca a vento.
Oh! Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e i tuoi capelli,
fermi come il lago.
"Lugano addio" cantavi, mentre la mano mi tenevi ..
"Canta con me" tu mi dicevi ed io cantavo di un posto
che non avevo visto mai.
Tu, tu mi parlavi di frontiere di finanzieri e contrabbando
mi scaldavo ai tuoi racconti "E mio padre sì" tu mi dicevi
"quassù in montagna ha combattuto"..
Poi del mio mi domandavi.
Ed io pensavo a casa mio padre fermo sulla spiaggia,
le reti al sole i pescherecci in alto mare,
conchiglie e stelle le bestemmie e il suo dolore.
Oh, Marta io ti ricordo così il tuo sorriso e tuoi capelli,
fermi come il lago.
Po, po, po ...
"Lugano addio cantavi" mentre la mano mi tenevi ..
"addio" cantavi e non per falsa ingenuità tu ci credevi
e adesso anchio che sono qua.
Oh, Marta mia addio, ti ricordo così il tuo sorriso
e tuoi capelli, fermi come il lago.
Po, po, po ...
Ivan Graziani
"Amico ciao, il tuo giaccone di pelle una bandiera sarà, alta fino alle stelle, io per conto mio rimarrò sulla porta, certo non scapperò più: guardami, la mia anima non è morta"
(Ivan Graziani, "Non moriremo mai").
11 settembre 2015
“11 Settembre”
Sono saltati giù dai piani in fiamme
uno, due, ancora qualcuno
sopra, sotto.
La fotografia li ha fissati vivi,
e ora li conserva
sopra la terra verso la terra.
Ognuno è ancora un tutto
con il proprio viso
e il sangue ben nascosto.
C'è abbastanza tempo
perché si scompiglino i capelli
e dalle tasche cadano
gli spiccioli, le chiavi.
Restano ancora nella sfera dell'aria,
nell'ambito di luoghi
che si sono appena aperti.
Solo due cose posso fare per loro
descrivere quel volo
senza aggiungere l'ultima frase.
Wisława Szymborska
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