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Visualizzazione post con etichetta Tradizioni. Mostra tutti i post
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13 maggio 2018

"Auguri a tutte le mamme" ..

“Come un aquilone senza corda e una farfalla senza ali, mia madre mi ha insegnato a volare con i sogni”
 William H. McMurry III

                                                                           




                                                                              

 
 
Portami a ballare
 
 
 
Portami a ballare
uno di quei balli antichi
che nessuno sa fare più
sciogli i tuoi capelli
lasciali volare
lasciali girare forte
intorno a noi.
Lasciati guardare
lasciati guardare
sei così bella che
non riesco più a parlare
di fronte a quei tuoi occhi
così dolci e così severi
perfino il tempo si è fermato
ad aspettare.
Parlami di te
di quello che facevi
se era proprio questa
la vita che volevi
di come ti vestivi
di come ti pettinavi
se avevo un posto già
in fondo ai tuoi pensieri.
Dai mamma dai
questa sera lasciamo qua
i tuoi problemi e quei discorsi
sulle rughe e sull'età
dai mamma dai
questa sera fuggiamo via

è tanto che non stiamo insieme
e non è certo colpa tua
ma io ti sento sempre accanto
anche quando non ci sono
io ti porto ancora dentro
anche adesso che sono un uomo
e vorrei, vorrei
saperti più felice
sì vorrei, vorrei
dirti molte più cose
ma sai, mamma sai
questa vita mi fa tremare
e sono sempre i sentimenti
i primi a dover pagare
ciao mamma, ciao
domani vado via
ma se ti senti troppo sola
allora ti porto via.
E vorrei, vorrei
saperti più felice
sì vorrei, vorrei
dirti molte più cose.
Portami a ballare
portami a ballare
uno di quei balli antichi
che nessuno sa fare
nessuno sa fare più.

Writer: Luca Barbarossa

27 novembre 2016

“Verso il Natale”

Verso il Natale. Il Tempo dell'Attesa.
E' iniziato oggi, domenica 27 novembre l’Avvento, il tempo forte dell’Anno liturgico che prepara al Natale.
La Prima Domenica di Avvento apre il nuovo Anno liturgico.
Quattro sono le domeniche di Avvento nel rito romano.
                                                                   


L'origine dell'Avvento

Il termine Avvento deriva dalla parola “venuta”, in latino adventus.
Il vocabolo adventus può tradursi con “presenza”, “arrivo”, “venuta”.
Nel linguaggio del mondo antico era un termine tecnico utilizzato per indicare l’arrivo di un funzionario, la visita del re o dell’imperatore in una provincia.
Ma poteva indicare anche la venuta della divinità, che esce dal suo nascondimento per manifestarsi con potenza, o che viene celebrata presente nel culto.
I cristiani adottarono la parola Avvento per esprimere la loro relazione con Gesù Cristo: Gesù è il Re, entrato in questa povera “provincia” denominata terra per rendere visita a tutti.
Alla festa del suo avvento fa partecipare quanti credono in Lui.
Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli.
Anche se non lo possiamo vedere e toccare come avviene con le realtà sensibili, Egli è qui e viene a visitarci in molteplici modi.
                                                             


Il tempo liturgico dell’Avvento celebra la venuta di Dio nei suoi due momenti: la prima parte del tempo di Avvento invita a risvegliare l’attesa del ritorno glorioso di Cristo.
Poi, avvicinandosi il Natale, la seconda parte dell’Avvento rimanda al mistero dell’Incarnazione e chiama ad accogliere il Verbo fatto uomo per la salvezza di tutti.
Ciò è spiegato nel primo Prefazio di Avvento, ossia la preghiera che “apre” la liturgia eucaristica all’interno della Messa dopo l’Offertorio.
In essa si sottolinea che il Signore «al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza».
E poi si aggiunge: «Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa».

Nella Prima Domenica di Avvento il Vangelo (Matteo 24, 37-44) ha al centro le parole di Cristo: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà».
"Avvento è il tempo magnifico che sta tra il gemito delle creature e la venuta di Signore, lunga ora tra le doglie e il parto.                                    Tempo per guardare in alto e più lontano, per essere attenti a ciò che sta accadendo."

31 ottobre 2016

“Halloween”




“La strega è una delle figure principali della festa. Il modo migliore per vederne una nella notte di Halloween pare sia quello di indossare vestiti al contrario e camminare all'indietro”


Brividi, terrore, raccapriccio e… un fiume di denaro.
Oggi Halloween in molti paesi è una festa seconda solo al Natale quanto a impatto culturale e indotto economico.
Negli ultimi vent'anni ha attecchito un po' ovunque e si è innestata nelle più diverse tradizioni locali.
Andiamo a conoscere meglio alcuni aspetti forse poco noti della festa del "dolcetto o scherzetto".
                                                         



Una festa italiana
Halloween non è stata inventata dagli statunitensi, ma dagli antichi Romani, che presero spunto dal Samhain celtico, il "capodanno" che il 31 ottobre separava l'estate dall'inverno, e ne fecero la festa dei morti.
Fu poi papa Bonifacio IV a cristianizzare la ricorrenza collegandola al giorno di tutti i Santi, nel VII secolo.
Negli USA prese piede solo a metà dell'Ottocento con le ondate di immigrati irlandesi che importarono le loro tradizioni, trasformandola nel tempo in una festa laica.

Perché l'arancione?
Non è solo il colore della zucca, ma anche quello che tradizionalmente evoca il concetto di forza: oltre a celebrare l'autunno, il colore-simbolo della festa richiama quindi la virtù dell'energia vitale.
Quanto al nero, è l'intuitivo collegamento con il mondo della notte e delle forze oscure.
Due colori in opposizione, per una festa che affronta la morte contrapponendole la potenza della vita.
                                                                 

La buccia della vita
Negli USA esiste una tradizione di Halloween non molto conosciuta altrove.
Consiste nello sbucciare una mela con un coltello per scoprire quanto tempo si vivrà: chi riesce a pelarla senza interruzioni avrà garanzia di lunga vita.

13 dolcetti
Per rispettare la tradizione alla lettera, quella tramandata dalla notte di Samhain dei Celti alle usanze americane odierne, la pratica del "dolcetto o scherzetto" dovrebbe essere effettuata 13 volte, bussando a 13 porte diverse e pronunciando la fatidica frase 13 volte.
Altra curiosità: il 2 novembre, giorno dei morti, la tradizione cristiana prevedeva che il cibo raccolto andasse ai mendicanti, i quali ricambiavano con preghiere per i defunti.
                                                                 

 La paura di Halloween
Halloween è ormai così diffuso nella nostra cultura che esiste una corrispondente fobia, scientificamente diagnosticata: la samhainophobia.
Consiste in una paura irrazionale di questo evento, assimilabile alla paura dei ragni (aracnofobia) e alla paura dei cimiteri (coimetrofobia).
È associata alla paura dei fantasmi (phasmofobia), delle streghe (wiccafobia) e della notte (nictofobia).

20 ottobre 2016

“Il tempo dei Fiori d'oro”

In Italia i crisantemi vengono associati al lutto e ai contesti tristi.
In tutto il Mondo, invece, sono considerati portatori di bene, gioia e prosperità.
                                                              

Perchè?
Dipende dal fatto che la "festa" dei defunti avviene in concomitanza con la fioritura dei crisantemi e per questo i fiori sono sempre stati correlati a contesti molto tristi.
                                                                         

In Oriente invece i crisantemi (il cui nome, in greco, significa "fiore d'oro") sono estremamente positivi: vengono utilizzati per matrimoni, comunioni e addirittura compleanni.
Il Crisantemo è inoltre il fiore ufficiale del Giappone tanto che, in suo onore, viene celebrata una festa addirittura dall'imperatore.
                                                                            

Numerose sono le leggende intorno alla sua nascita, ma tutte riguardano i numerosissimi petali che costituiscono il fiore: sembra infatti che una bambina gli tagliò per aumentare gli anni di vita della madre e un soldato per prolungare i giorni di licenza con la sua amata !

                                           CRISANTEMI - GIACOMO PUCCINI  

4 luglio 2016

“Mezza con panna”

“Mezza con panna”
Ecco come gli abitanti della sua città natale, Messina, chiamano la granita al caffè con panna.
Estasi per il palato e tesoro della grande tradizione gelatiera siciliana.
Una storia antica quella della granita, che ci riporta fino al tempo della dominazione araba.
Nasce, infatti, come fresca bevanda composta dallo sherbet, un composto di neve e ghiaccio raccolto sulle cime dell’Etna e conservato in contenitori detti nivieri.
A Messina poi, trova la sua direzione più tipica, grazie al connubio con caffè espresso e panna.
Il suo segreto?
La caffettiera napoletana, che mantiene inalterato il sapore dell’espresso, né troppo dolce, né troppo amaro.
Stefania Tagliaferri
                                                                                                   

                                                                   

Preparazione:

Preparate 500 ml di caffè espresso e lasciatelo raffreddare.
Versate in una ciotola lo zucchero e scioglietelo aggiungendo il caffè.
Amalgamate gli ingredienti aiutandovi con le fruste a mano.
Unite l’acqua a temperatura ambiente.
Versate il composto in una terrina larga e mettetelo in freezer per 2-3 ore, mescolandolo ogni 30 minuti.
Intanto in una ciotola versate la panna fredda e montatela con le fruste ben fredde.
Incorporate lo zucchero a velo poco alla volta, finché la panna non sarà montata a neve ferma.
Versate la granita al caffè nei bicchieri e decorate con panna montata.

25 aprile 2016

“25 aprile”

La Liberazione metteva fine a vent’anni di dittatura e a cinque di guerra.

Un evento epocale, una “rivoluzione”, quella che non c’era stata durante i governi liberali e poi sotto la lunga ombra del regime, e che ora avrebbe portato di lì a un anno, per la prima volta, l’intera popolazione adulta italiana (comprese le donne) alle urne per decidere, con il referendum del 2 giugno 1946, fra monarchia e repubblica.
Il 25 aprile, simbolicamente, viene così a rappresentare il culmine della fase militare della Resistenza e, poi, della nascita della Repubblica Italiana e della stesura definitiva della Costituzione.
È al presidente del Consiglio Alcide De Gasperi che si deve la proposta rivolta al principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia, di emanare una legge per celebrare “la totale liberazione del territorio italiano”.
Il principe accetta e “il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”.
                                                                 

Se il 25 aprile non è la festa della Repubblica italiana, che si celebra invece il 2 giugno, ma – molto di più – la festa di una libertà conquistata con il sangue, durante una guerra civile e contro lo straniero invasore, va ricordato che l’Italia non è l’unica a celebrare in un giorno speciale la fine dell’occupazione straniera: Olanda e Danimarca la festeggiano il 5 maggio, la Norvegia l’8, la Romania il 23 agosto.
E al di là del Mediterraneo, l’Etiopia celebra la sua festa della Liberazione il 5 maggio.

                                             
Va, pensiero, sull'ali dorate;

Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L'aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,


Di Sionne le torri atterrate...
Oh mia patria sì bella e perduta!
Oh membranza sì cara e fatal!
Arpa d'or dei fatidici vati,


Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto riaccendi,
Ci favella del tempo che fu!
O simile di Solima ai fati


Traggi un suono di crudo lamento,
O t'ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!

23 aprile 2016

“400 anni di mito”

Eventi, spettacoli e manifestazioni in tutto il mondo per celebrare l'anniversario di morte di Shakespeare.
E anche la metro cambia i nomi delle stazioni.

“Essere o non essere”.
Forse mai l’amletico quesito troverà pace e risposta.
Quello che certo è che in quanto a essere, William Shakespeare, di cui domani ricorre il 400esimo anniversario di morte, è un genio, un mito senza tempo la cui popolarità non accenna a sbiadire.
Anzi.
Celebrato dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, dal marketing e pure dai social: non c’è un campo nel quale il Bardo non conquisti, primeggi.
                                                                   

E i social rubano dai suoi capolavori.
Su di lui si sa poco, tanto che sono fiorite varie leggende e supposizioni, compresa quella che non sia mai esistito e fosse solo lo pseudonimo di altri, ma questo non cambia il fatto che i suoi 37 testi teatrali, tragedie e commedie, da quattro secoli continuamente rappresentati in tutto il mondo, siano una delle espressioni più alte dell'arte occidentale.
Sarà grazie alla capacità di indagare il cuore e l'animo umano, sarà che in esse ancora possiamo riconoscerci.
Non a caso su Twitter, Facebook e gli altri social le sue frasi e gli aforismi spopolano.
                                                                        

Un mito senza tempo
E non è stato da meno per i suoi personaggi, che sono diventati icone ben note: dal grandissimo e esemplare Amleto, a Lear padre e re, Macbeth sanguinario con la sua Lady, gli amanti Romeo e Giulietta, il divertente Falstaff, la seduttrice Cleopatra, il perfido Jago con Otello, Antonio nel Giulio Cesare, l'ebreo Shylock, Riccardo III e la brama di potere, il mago Prospero della Tempesta.
Inutile poi dire che alcuni dei suoi capolavori li sentiamo molto vicini. 


L’Italia infatti è molto presente nella vasta cultura di Shakespeare, che ambienta a Roma, Verona, Venezia sue opere e prende spesso ispirazione da nostri scrittori, da Boccaccio come Bandello o Ariosto.
                                                              
      
E poiché si suppone che il poeta inglese sia morto il 23 aprile del 1616, all'età di 52 anni e, così, da inizio 2016, l'Inghilterra, ma anche il mondo intero, si sta preparando a onorare la ricorrenza con decine di festival, opere, omaggi e tributi ad più grande uomo di teatro dai tempi di Euripide.
                                                                
                                                                   
                                 
Scende ad Amleto o a Lady Macbeth?
Per l'occasione la metropolitana di Londra ha rinominato tutte le fermate dedicandole ai più celebri personaggio cantati dal Bardo.
Per l'occasione la società dei trasporti della capitale, che ha lanciato l'iniziativa in collaborazione con il Globe, ha anche pubblicato una piantina della Tube per orientarsi nell'intricato mondo (sotterraneo) di William Shakespeare.
Ogni linea della metropolitana è stata dedicata a un tema della poetica shakespeariana ed ogni stazione è stata ribattezzata di conseguenza.

                                                                              



Attenzione ai nuovi nomi!

8 aprile 2016

“Giardino Zen”

Una questione di filosofia : (seconda parte)

Il vero giardino giapponese non ha quindi una mera funzione estetica, ma ciascun elemento naturale presente in esso è dotato di un preciso significato:

L'acqua, il simbolo della vita, senza la quale non possiamo sopravvivere.
Proprio come il sorgere ed il tramonto del sole, l'acqua deve scorrere da est verso ovest oppure essere ferma.

Le rocce, ovvero il punto del giardino in cui regna la pace.
Questi minerali ricoprono un ruolo di primo piano, tanto che la loro scelta viene considerata un'arte.

Il verde, presente durante l'intero corso dell'anno, come ad esempio il muschio o piante verdi come la felce.
 

                                                      Giardini Zen - Giappone

 
Decidere di curare un giardino zen è un'attività benefica per la salute.
Non è affatto un'occupazione noiosa o ripetitiva: lo studio degli elementi essenziali di questi paesaggi aiuta, infatti, ad entrare in contatto con il nostro io più profondo e a sperimentare un livello di serenità e benessere che può influenzare positivamente la sfera fisica e mentale.

7 aprile 2016

“Giardino Zen”

Una questione di filosofia : (prima parte)

Il "giardino zen" è intimamente legato alla alla cultura "zen giapponese", un luogo in cui si ritrova il proprio benessere circondati da elementi naturali essenziali e di significato ed è un luogo di estrema calma e di pace.
                                                             

Esistono diversi stili di giardino giapponese e sono tutti molto diversi tra loro.
Ciascuno ha un suo specifico significato, ma quello legato all'arte del giardinaggio tradizionale è il Karesansui che, in giapponese, significa paesaggio secco.


Per le sue caratteristiche estetiche assomiglia molto di più ad un dipinto che ad un giardino.
Infatti, mentre il giardino occidentale è concepito come uno spazio aperto fruibile, utilizzabile per camminarci, per coltivare piante, per trascorrere momenti di relax, il Karesansui è invece un giardino da meditazione.
                                                                     

Lo zen è una filosofia pratica che conduce la persona a una piena consapevolezza di sè "qui-e-ora", in base a due principi fondamentali : essenzialità e intuizione.
Il giardino zen riflette proprio questi due principi.
E' infatti un giardino "essenziale", cioè un giardino dove la natura è stata spogliata dei suoi abiti superflui (le piante, i fiori, l'acqua ..) e "condensata" in una rappresentazuione astratta, come un quadro : dove gli unici elementi sono le pietre, che rappresentano le montagne, e la sabbia (o ghiaia bianca) rastrellata "a onde", che rappresenhta l'acqua.

L'aspetto così minimalista e rigoroso del giardino zen porta all'essenzialità e alla ricerca di quanto più semplice alberga in noi.
(continua)

5 aprile 2016

“Botero e la Via Crucis”

Sono terminate anche le mie vacanze Pasquali.


Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita dal 13 febbraio al 1° maggio 2016 “Via Crucis, La Passione di Cristo”, di Fernando Botero.
                                                                             
                                                                          

La mostra itinerante, che ha già toccato New York, Medellín, Lisbona e Panama, presenta 27 dipinti a olio e 36 disegni, realizzati dall'artista colombiano tra il 2010 e il 2011.
                                                                      


Nato nel 1932, Botero è uno degli artisti più celebri e popolari al mondo e divide la sua attività tra Parigi, New York, Montecarlo e Pietrasanta in Toscana.
I lavori della serie “Via Crucis, La Passione di Cristo”, donati dall’artista al Museo di Medellín in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno nel 2012, affrontano uno dei grandi temi dell’iconografia sacra fin dal Rinascimento.
                                                                           

La mostra è promossa da Repubblica della Colombia, ambasciata della Colombia in Italia, Roma capitale e organizzata dall' Azienda speciale Palaexpo, in collaborazione con  il Museo d’Antioquia di Medellín.

Roma dal 13 febbraio al 1° maggio 2016

25 marzo 2016

“La Colomba di Pasqua”

Uno dei principali classici delle feste pasquali è senza ombra di dubbio la colomba!
La leggenda narra che essa sia legata a un Santo irlandese, Colombano, e alla regina longobarda Teodolinda.
                                                               

Sembra che intorno all’anno 612 la regina favorì l’opera di evangelizzazione del santo e che, proprio per questo, i sovrani longobardi lo invitarono, insieme ai suoi monaci, a un pranzo veramente sontuoso.
In tavola Colombano e i suoi trovarono la migliore selvaggina rosolata: una mensa esagerata per i monaci che, visto anche il periodo di Quaresima, preferirono rifiutare quest’offerta considerata troppo opulenta.
Per non offendere la Regina, Colombano decise di consumare le carni solo dopo averle benedette.

Esercitando il rituale alzò la mano destra per fare il segno della croce e subito le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane.
Un vero e proprio prodigio che impressionò in maniera decisiva la regina Teodolinda, al punto che la sovrana decise di donare all’abate un territorio: Bobbio, nel piacentino, dove sorse appunto l’abbazia di San Colombano.
(dal web)

                                          L’abbazia di San Colombano.                                  

21 marzo 2016

“Il Primo giorno di Primavera”




Il Primo giorno di Primavera ..

                                                                

8 marzo 2016

“Il Coraggio delle donne”

A volte fare semplicemente il proprio dovere è un atto eroico che può costare la vita.
E le donne mostrano spesso più coraggio degli uomini.


Le cronache del 2013 ci hanno raccontato di tante donne vittime della violenza maschile, ma anche di tante che hanno perso la vita per il loro coraggio e il loro senso civico: donne che non sono vittime, ma eroine civili.
Alessandra Ziniti ripercorre alcune storie esemplari: Lucia Annibali, l’avvocato sfregiata con l’acido, che ha intrapreso un lungo percorso di guarigione alla luce del sole.
La dottoressa Eleonora Cantamessa, che ha perso la vita per soccorrere un ferito durante una rissa.
Il sindaco Laura Prati, uccisa per aver sospeso dal servizio un vigile accusato di truffa.
Elena Ferrara, imprenditrice antiracket.
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa che da anni si batte per i diritti dei migranti e contro l’indifferenza verso le stragi del Mediterraneo.
IL CORAGGIO DELLE DONNE
di Alessandra Ziniti

                                                      

1 marzo 2016

“Cieli Immensi”

Cosa ti aspetti che ti dica
Se la colpa non è tua
Se il ricordo fa fatica
Mentre tutto fugge via
A noi bastava solo l’amore
Il resto ci poteva mancare
Per ridere, scherzare
E poi svenire
Ma oggi che mi sembri migliore
Di quello che poteva sembrare allora
Tu chi sei e cosa vuoi
E come mai mi pensi
Non sono io nemmeno lei
Ma i cieli sono immensi immensi
Immensi immensi in me immensi
Ti ricordi di Parigi
Ti ricordi Boulevard
L’acqua alta di Venezia
E i colori di Renoir
A noi bastava solo l’amore
Il resto ci poteva mancare
Per ridere, scherzare
E poi finire
E oggi che il passato è migliore
Di quello che poteva sembrare allora
Tu chi sei e cosa vuoi e come mai mi pensi
Mi pensi mi pensi
Poi dirsi addio
Oppure a mai
Ma come mai mi pensi
E non sono io nemmeno lei
Ma i cieli sono immensi immensi immensi
in me immensi immensi
Cosa aspetti che ti dica
Se la colpa non è mia
Canta Patty Pravo 



                           
                                                                        Patty Pravo Story

14 febbraio 2016

“Following A Bird” (Sanremo 2016 )

La performance del musicista malato di SLA ha conquistato il pubblico, e segnato un cambio di passo per il Festival.
Ezio Bosso a Sanremo con la sua musica.
                                                           


«Mi ritengo un uomo fortunato, anche se alcune fortune non le auguro a tutti.
Ho scelto semplicemente di vivere, fino in fondo, e nel mio lavoro mi confronto quotidianamente con la mia debolezza fisica.
Appartengo totalmente alla musica, non è lei che appartiene a me.
Non faccio altro da quando ho quattro anni e lei mi ha insegnato la cosa più importante che esista per un essere umano: ascoltare».

                                                                          
"Datemi un pianoforte ed io sono felice".

31 gennaio 2016

“Chiaccherando ..”

Frittelle, tortelli, bomboloni, chiacchiere, bugie, castagnole, frappe, quasi tutti i dolci di Carnevale sono fritti, ci avevate fatto caso?
Alla base di usi e costumi ci sono sempre delle valide motivazioni.
Nulla viene fatto casualmente.
La disponibilità degli ingredienti, la stagione, il clima, l’economicità dei prodotti, le credenze religiose e popolari, tutto influenza lo svilupparsi di un’usanza rispetto ad un’altra.



Oggi la ricetta per le “Chiacchere”
 
Le chiacchiere di Carnevale si preparano velocemente impastando la farina con le uova, lo zucchero e gli altri ingredienti, poi con la pasta ottenuta si ricaveranno delle strisce o degli anelli che verranno fritti nell'olio e cosparsi di zucchero a velo.
                                                                

Ingredienti :

500 g Farina
4 Uova
Olio di semi  q.b.
50 g Burro
100 g Zucchero
1 Limone
4 cucchiai Grappa
4 cucchiai Vino bianco secco
Sale  q.b.

Preparazione :

Disponete la farina a fontana, mettetevi nel centro il burro ammorbidito a fiocchetti, lo zucchero, le uova sbattute, la grappa, il vino, la scorza del limone grattugiata ed un pizzico di sale.
Impastate tutti gli ingredienti e lavorate a lungo fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Formate una palla, coprite con un telo e lasciate riposare per 30 minuti.
Al termine dei 30 minuti lavorate ancora la pasta per qualche minuto, poi tirate una sfoglia sottilissima con il matterello.
Tagliate dalla sfoglia così ottenuta delle striscie della larghezza di circa 8 cm, quindi con una rotella ricavatene tanti rettangoli ed effettuate due tagli paralleli per il lungo.
Friggete le chiacchiere, poche per volta, in abbondante olio bollente, scolatele con un mestolo forato quando saranno dorate ed appoggiatele sulla carta assorbente.
Lasciatele raffreddare e cospargetele con lo zucchero a velo.
Buonissimo
                                                               

6 gennaio 2016

La Befana 2016

                                          
                                                                

1 gennaio 2016

“Il primo giorno dell'anno”

1 Gennaio 2016





                                                              
 Il primo giorno dell'anno
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.
Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi, lo avvolgerànell'ombra.

Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell'anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.
Pablo Neruda 


    

Auguri di cuore a tutto il mondo !!                                                                                              

25 dicembre 2015

“Natale 2015”


Il Natale muove una bacchetta magica sul mondo ed ecco, tutto è più dolce e più bello!
N.V. Peale
                                                                        


Buon Natale a tutti, di vero cuore !!                                                             
AUGURI

23 dicembre 2015

“O Holy Night”

Aspettando Natale ..

                                          " Il Volo" dalla Basilica di Assisi 

 O holy night!
The stars are brightly shining.
It is the night
Of the dear Savior's birth!
Long lay the world in sin and error pining
Till he appear'd and the soul felt His worth.
A thrill of hope
The weary world rejoices,
For yonder breaks
A new and glorious morn!
Fall on your knees,
Oh hear the angel voices;
Oh night divine,
Oh night when Christ was born,
Oh night divine, Oh night , Oh night divine.

Chains shall He break
For the slave is our brother,
And in His name all oppression shall cease.
Sweet hymns of joy
In grateful chorus raise we,
Let all within us praise His holy name.
Christ is the Lord, let ever ever praise Thee
Noël, Noël
Oh night, Oh night divine,
Noël, Noël
Oh night, Oh night divine.
Noël, Noël
Oh, Oh night, Oh night divine ..