La leggenda della Boxe.
Muhammad Alì ci lascia all'eta di 74 anni spegnendosi in una triste giornata del 3 Giugno 2016 a Phoenix negli Stati Uniti in Arizona.
Nei giorni in cui si celebra la memoria di Alì ed oggi a funerali avvenuti ..
"Volavi come una farfalla e pungevi come un’ape".
R.I P.
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11 giugno 2016
“The Greatest”
Tema:
Foto,
Gif animate,
Leggende,
Pensieri,
Ricordi,
Spirito,
Terra,
Uomini nel mito
23 aprile 2016
“400 anni di mito”
Eventi, spettacoli e manifestazioni in tutto il mondo per celebrare l'anniversario di morte di Shakespeare.
E anche la metro cambia i nomi delle stazioni.
“Essere o non essere”.
Forse mai l’amletico quesito troverà pace e risposta.
Quello che certo è che in quanto a essere, William Shakespeare, di cui domani ricorre il 400esimo anniversario di morte, è un genio, un mito senza tempo la cui popolarità non accenna a sbiadire.
Anzi.
Celebrato dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, dal marketing e pure dai social: non c’è un campo nel quale il Bardo non conquisti, primeggi.
E i social rubano dai suoi capolavori.
Su di lui si sa poco, tanto che sono fiorite varie leggende e supposizioni, compresa quella che non sia mai esistito e fosse solo lo pseudonimo di altri, ma questo non cambia il fatto che i suoi 37 testi teatrali, tragedie e commedie, da quattro secoli continuamente rappresentati in tutto il mondo, siano una delle espressioni più alte dell'arte occidentale.
Sarà grazie alla capacità di indagare il cuore e l'animo umano, sarà che in esse ancora possiamo riconoscerci.
Non a caso su Twitter, Facebook e gli altri social le sue frasi e gli aforismi spopolano.
Un mito senza tempo
E non è stato da meno per i suoi personaggi, che sono diventati icone ben note: dal grandissimo e esemplare Amleto, a Lear padre e re, Macbeth sanguinario con la sua Lady, gli amanti Romeo e Giulietta, il divertente Falstaff, la seduttrice Cleopatra, il perfido Jago con Otello, Antonio nel Giulio Cesare, l'ebreo Shylock, Riccardo III e la brama di potere, il mago Prospero della Tempesta.
Inutile poi dire che alcuni dei suoi capolavori li sentiamo molto vicini.
L’Italia infatti è molto presente nella vasta cultura di Shakespeare, che ambienta a Roma, Verona, Venezia sue opere e prende spesso ispirazione da nostri scrittori, da Boccaccio come Bandello o Ariosto.
E poiché si suppone che il poeta inglese sia morto il 23 aprile del 1616, all'età di 52 anni e, così, da inizio 2016, l'Inghilterra, ma anche il mondo intero, si sta preparando a onorare la ricorrenza con decine di festival, opere, omaggi e tributi ad più grande uomo di teatro dai tempi di Euripide.
Scende ad Amleto o a Lady Macbeth?
Per l'occasione la metropolitana di Londra ha rinominato tutte le fermate dedicandole ai più celebri personaggio cantati dal Bardo.
Per l'occasione la società dei trasporti della capitale, che ha lanciato l'iniziativa in collaborazione con il Globe, ha anche pubblicato una piantina della Tube per orientarsi nell'intricato mondo (sotterraneo) di William Shakespeare.
Ogni linea della metropolitana è stata dedicata a un tema della poetica shakespeariana ed ogni stazione è stata ribattezzata di conseguenza.
Attenzione ai nuovi nomi!
E anche la metro cambia i nomi delle stazioni.
“Essere o non essere”.
Forse mai l’amletico quesito troverà pace e risposta.
Quello che certo è che in quanto a essere, William Shakespeare, di cui domani ricorre il 400esimo anniversario di morte, è un genio, un mito senza tempo la cui popolarità non accenna a sbiadire.
Anzi.
Celebrato dal cinema, dal teatro, dalla letteratura, dal marketing e pure dai social: non c’è un campo nel quale il Bardo non conquisti, primeggi.
E i social rubano dai suoi capolavori.
Su di lui si sa poco, tanto che sono fiorite varie leggende e supposizioni, compresa quella che non sia mai esistito e fosse solo lo pseudonimo di altri, ma questo non cambia il fatto che i suoi 37 testi teatrali, tragedie e commedie, da quattro secoli continuamente rappresentati in tutto il mondo, siano una delle espressioni più alte dell'arte occidentale.
Sarà grazie alla capacità di indagare il cuore e l'animo umano, sarà che in esse ancora possiamo riconoscerci.
Non a caso su Twitter, Facebook e gli altri social le sue frasi e gli aforismi spopolano.
Un mito senza tempo
E non è stato da meno per i suoi personaggi, che sono diventati icone ben note: dal grandissimo e esemplare Amleto, a Lear padre e re, Macbeth sanguinario con la sua Lady, gli amanti Romeo e Giulietta, il divertente Falstaff, la seduttrice Cleopatra, il perfido Jago con Otello, Antonio nel Giulio Cesare, l'ebreo Shylock, Riccardo III e la brama di potere, il mago Prospero della Tempesta.
Inutile poi dire che alcuni dei suoi capolavori li sentiamo molto vicini.
L’Italia infatti è molto presente nella vasta cultura di Shakespeare, che ambienta a Roma, Verona, Venezia sue opere e prende spesso ispirazione da nostri scrittori, da Boccaccio come Bandello o Ariosto.
E poiché si suppone che il poeta inglese sia morto il 23 aprile del 1616, all'età di 52 anni e, così, da inizio 2016, l'Inghilterra, ma anche il mondo intero, si sta preparando a onorare la ricorrenza con decine di festival, opere, omaggi e tributi ad più grande uomo di teatro dai tempi di Euripide.
Per l'occasione la metropolitana di Londra ha rinominato tutte le fermate dedicandole ai più celebri personaggio cantati dal Bardo.
Per l'occasione la società dei trasporti della capitale, che ha lanciato l'iniziativa in collaborazione con il Globe, ha anche pubblicato una piantina della Tube per orientarsi nell'intricato mondo (sotterraneo) di William Shakespeare.
Ogni linea della metropolitana è stata dedicata a un tema della poetica shakespeariana ed ogni stazione è stata ribattezzata di conseguenza.
Attenzione ai nuovi nomi!
Tema:
Citazioni,
Curiosità,
Gif animate,
Leggende,
Pensieri,
poster,
Ricordi,
Spirito,
Tradizioni,
Uomini nel mito,
Video
11 gennaio 2016
“David Bowie”
Ciao David ..
Il suo ultimo video, "Lazarus", visto alla luce di oggi, è veramente inquietante.
A differenza di Lazzaro, lui non resusciterà.
Che la terra ti sia lieve ..
Il suo ultimo video, "Lazarus", visto alla luce di oggi, è veramente inquietante.
A differenza di Lazzaro, lui non resusciterà.
Che la terra ti sia lieve ..
12 dicembre 2015
“La Voce”
Cento anni fa nasceva Frank Sinatra.
My Way – A modo mio
o Alla mia maniera
And now, the end is near
(E ora la fine è vicina)
And so I face the final curtain
(E quindi affronto l’ultimo sipario)
My friends, I’ll say it clear
(Amico mio, lo dirò chiaramente)
I’ll state my case of which I’m certain
(Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo)
I’ve lived a life that’s full
(Ho vissuto una vita piena)
I’ve travelled each and every highway
(Ho viaggiato su tutte le strade)
And more, much more than this
(Ma più. Molto più di questo)
I did it my way.
(L’ho fatto a modo mio)
Regrets? I’ve had a few
(Rimpianti, ne ho avuti qualcuno)
But then again, too few to mention
(Ma ancora, troppo pochi per citarli)
I did what I had to do
(Ho fatto quello che dovevo fare)
And saw it through without exemption.
(Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla)
I planned each charted course
(Ho programmato ogni percorso)
Each careful step along the byway
(Ogni passo attento lungo la strada)
And more, much more than this
(Ma più, molto più di questo)
I did it my way
(L’ho fatto a modo mio)
Yes, there were times, I’m sure you knew
(Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo)
When I bit off more than I could chew
(Quando ho affrontato sfide più grandi di me)
But through it all, when there was doubt
(Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio)
I ate it up and spit it out.
(Ho mangiato e poi sputato)
I faced it all and I stood tall
(Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
I’ve loved, I’ve laughed and cried
(Ho amato, ho riso e pianto)
I’ve had my fill – my share of losing
(Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte)
But now, as tears subside
(E allora, mentre le lacrime si fermano)
I find it all so amusing
(Trovo tutto molto divertente)
To think I did all that
(A pensare che ho fatto tutto questo)
And may I say, not in a shy way
(E se posso dirlo, non sotto tono)
Oh no. Oh no, not me.
(Oh no. Oh no, non ioo)
I did it my way
(l’ho fatto a modo mio)
For what is a man? What has he got?
(Cos’è un uomo? che cos’ha?)
If not himself – Then he has naught
(Se non se stesso, allora non ha niente)
To say the things he truly feels
(Per dire le cose che davvero sente)
And not the words of one who kneels.
(E non le parole di uno che si inginocchia)
The record shows I took the blows
(La storia mostra che le ho prese)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
Yes, it was my way.
(Si, l’ho fatto a modo mio)
FrankSinatra
My Way
Possiate voi tutti vivere fino a 100 anni.
L'ultima voce che si sente .. potrebbe essere la mia.
Frank Sinatra
My Way – A modo mio
o Alla mia maniera
And now, the end is near
(E ora la fine è vicina)
And so I face the final curtain
(E quindi affronto l’ultimo sipario)
My friends, I’ll say it clear
(Amico mio, lo dirò chiaramente)
I’ll state my case of which I’m certain
(Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo)
I’ve lived a life that’s full
(Ho vissuto una vita piena)
I’ve travelled each and every highway
(Ho viaggiato su tutte le strade)
And more, much more than this
(Ma più. Molto più di questo)
I did it my way.
(L’ho fatto a modo mio)
Regrets? I’ve had a few
(Rimpianti, ne ho avuti qualcuno)
But then again, too few to mention
(Ma ancora, troppo pochi per citarli)
I did what I had to do
(Ho fatto quello che dovevo fare)
And saw it through without exemption.
(Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla)
I planned each charted course
(Ho programmato ogni percorso)
Each careful step along the byway
(Ogni passo attento lungo la strada)
And more, much more than this
(Ma più, molto più di questo)
I did it my way
(L’ho fatto a modo mio)
Yes, there were times, I’m sure you knew
(Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo)
When I bit off more than I could chew
(Quando ho affrontato sfide più grandi di me)
But through it all, when there was doubt
(Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio)
I ate it up and spit it out.
(Ho mangiato e poi sputato)
I faced it all and I stood tall
(Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
I’ve loved, I’ve laughed and cried
(Ho amato, ho riso e pianto)
I’ve had my fill – my share of losing
(Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte)
But now, as tears subside
(E allora, mentre le lacrime si fermano)
I find it all so amusing
(Trovo tutto molto divertente)
To think I did all that
(A pensare che ho fatto tutto questo)
And may I say, not in a shy way
(E se posso dirlo, non sotto tono)
Oh no. Oh no, not me.
(Oh no. Oh no, non ioo)
I did it my way
(l’ho fatto a modo mio)
For what is a man? What has he got?
(Cos’è un uomo? che cos’ha?)
If not himself – Then he has naught
(Se non se stesso, allora non ha niente)
To say the things he truly feels
(Per dire le cose che davvero sente)
And not the words of one who kneels.
(E non le parole di uno che si inginocchia)
The record shows I took the blows
(La storia mostra che le ho prese)
And did it my way
(E l’ho fatto a modo mio)
Yes, it was my way.
(Si, l’ho fatto a modo mio)
FrankSinatra
Possiate voi tutti vivere fino a 100 anni.
L'ultima voce che si sente .. potrebbe essere la mia.
Frank Sinatra
Tema:
Canzoni,
Citazioni,
poster,
Ricordi,
Spirito,
Uomini nel mito,
Video musica
24 giugno 2015
“Beatles 1965 Live in Italy”
Tema:
Canzoni,
Concerto dal vivo,
Curiosità,
Leggende,
poster,
Spirito,
Terra,
Tradizioni,
Uomini nel mito,
Video musica
5 maggio 2014
“Il Cinque Maggio”
L'ode il Cinque Maggio fu scritta, di getto, in soli tre o quattro giorni, dal Manzoni commosso dalla conversione cristiana di Napoleone avvenuta prima della sua morte (la notizia della morte di Napoleone si diffuse il 16 luglio 1821).
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno,
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza : nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò : due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
Alessandro Manzoni
"Sulla deserta coltrice accanto a lui posò", è un'immagine piena di significato con cui si conclude l'ode.
Il letto deserto qui giace Napoleone, abbandonato dagli uomini è visitato da Dio, che ha conosciuto anch'egli la morte e il dolore e perciò non abbandona mai l'uomo nei suoi attimi finali di vita.
E' un'immagine che esprime una visione profondamente cristiana del destino dell'uomo.
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno,
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza : nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò : due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
Alessandro Manzoni
"Sulla deserta coltrice accanto a lui posò", è un'immagine piena di significato con cui si conclude l'ode.
Il letto deserto qui giace Napoleone, abbandonato dagli uomini è visitato da Dio, che ha conosciuto anch'egli la morte e il dolore e perciò non abbandona mai l'uomo nei suoi attimi finali di vita.
E' un'immagine che esprime una visione profondamente cristiana del destino dell'uomo.
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19 aprile 2014
“Gabriel Garcia Marquez”
“Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello”
L’amore ai tempi del colera.
“Ho sempre sostenuto che la gelosia ne sa più della verità”
Memoria delle mie puttane tristi.
“Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l’aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all’oro del suo ridere”
L’amore ai tempi del colera.
Un film bellissimo ..
“Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto. ‘E’ vero’, le rispose lui ‘ma farai bene a non crederci’
Dell’amore e di altri demoni.
“Non si muore quando si deve, ma quando si può”
Cent’anni di solitudine.
Addio .. Gabriel .. !!
L’amore ai tempi del colera.
“Ho sempre sostenuto che la gelosia ne sa più della verità”
Memoria delle mie puttane tristi.
“Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l’aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all’oro del suo ridere”
L’amore ai tempi del colera.
Un film bellissimo ..
“Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto. ‘E’ vero’, le rispose lui ‘ma farai bene a non crederci’
Dell’amore e di altri demoni.
“Non si muore quando si deve, ma quando si può”
Cent’anni di solitudine.
Addio .. Gabriel .. !!
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22 dicembre 2013
“Non solo Natale” ..
"Il Mondo di Leonardo"
"Una volta che avrete imparato a volare, camminerete sulla terra guardando il cielo perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare"
La Repubblica di San Marino ospita la più importante mostra evento mai realizzata dedicata a Leonardo, alle sue visioni e ai suoi progetti.
La mostra è disposta su 5 location, liberamente fruibili con 200 ricostruzioni in 3D delle macchine e restauri dei dipinti in anteprima mondiale.
La mostra presenta oltre 200 macchine interattive e modelli fisici che non sono mai stati ricostruiti prima d'ora come il Leone Meccanico, il Sottomarino Meccanico e la Macchina Volante di Milano.
A queste saranno affiancate le varie esperienze multimediali interattive per comprenderne gli studi e gli aspetti progettuali.
Modello fisico della Balestra di Leonardo
Modello fisico della Macchina del Tempo
Codice Atlantico virtuale in edizione completa di tutti i suoi fogli prima del restauro
Restauro digitale dell’Ultima Cena
Leonardo da Vinci
Nato nel 1452, Leonardo cresce ad Anchiano e durante l'adolescenza si trasferisce con il padre a Firenze.
Nel 1469 entra nella bottega di Andrea del Verrocchio dove comincia a dipingere, scolpire e disegnare.
Nel 1482 lascia la città e si trasferisce a Milano a servizio di Ludovico Sforza, al quale indirizza una lettera dove elenca i suoi "secreti" tecnologici.
Nei vent'anni trascorsi a Milano Leonardo dipinge, disegna, progetta edifici e opere d’ingegneria.
Tra questi il ritratto di Cecilia Gallerani, conosciuto come Dama con l'ermellino, e il Cenacolo che si trova nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Tornato a Firenze lavora per Cesare Bogia e in questo periodo comincia a lavorare alla Gioconda, la sua opera più conosciuta e discussa.
"Una volta che avrete imparato a volare, camminerete sulla terra guardando il cielo perché è là che siete stati ed è là che vorrete tornare"
La Repubblica di San Marino ospita la più importante mostra evento mai realizzata dedicata a Leonardo, alle sue visioni e ai suoi progetti.
La mostra è disposta su 5 location, liberamente fruibili con 200 ricostruzioni in 3D delle macchine e restauri dei dipinti in anteprima mondiale.
La mostra presenta oltre 200 macchine interattive e modelli fisici che non sono mai stati ricostruiti prima d'ora come il Leone Meccanico, il Sottomarino Meccanico e la Macchina Volante di Milano.
A queste saranno affiancate le varie esperienze multimediali interattive per comprenderne gli studi e gli aspetti progettuali.
Modello fisico della Balestra di Leonardo
Modello fisico della Macchina del Tempo
Codice Atlantico virtuale in edizione completa di tutti i suoi fogli prima del restauro
Restauro digitale dell’Ultima Cena
Leonardo da Vinci
Nato nel 1452, Leonardo cresce ad Anchiano e durante l'adolescenza si trasferisce con il padre a Firenze.
Nel 1469 entra nella bottega di Andrea del Verrocchio dove comincia a dipingere, scolpire e disegnare.
Nel 1482 lascia la città e si trasferisce a Milano a servizio di Ludovico Sforza, al quale indirizza una lettera dove elenca i suoi "secreti" tecnologici.
Nei vent'anni trascorsi a Milano Leonardo dipinge, disegna, progetta edifici e opere d’ingegneria.
Tra questi il ritratto di Cecilia Gallerani, conosciuto come Dama con l'ermellino, e il Cenacolo che si trova nel refettorio della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano.
Tornato a Firenze lavora per Cesare Bogia e in questo periodo comincia a lavorare alla Gioconda, la sua opera più conosciuta e discussa.
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6 dicembre 2013
"Mai sconfitto"
Sua madre lo fece nascere lungo la riva di un fiume.
In Sudafrica è conosciuto con il nome del suo clan, Madiba.
Mandela è morto ieri.
Questi i famosi versi di Invictus.
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate,
I am the captain of my soul.
William Ernest Henley
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.
Che la terra ti sia lieve ..
In Sudafrica è conosciuto con il nome del suo clan, Madiba.
Mandela è morto ieri.
Questi i famosi versi di Invictus.
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate,
I am the captain of my soul.
William Ernest Henley
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all'altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato né gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino.
Oltre questo luogo d'ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino;
Io sono il capitano della mia anima.
Che la terra ti sia lieve ..
22 novembre 2013
“J.F.K”
“... Sappiano, amici e nemici, da questo luogo e in quest'ora, che la fiaccola è stata passata a una nuova generazione di americani, nati in questo secolo, temprati dalla guerra, disciplinati da una dura e amara pace, fieri del loro antico retaggio, decisi a non contemplare inerti nè a permettere il lento disfacimento di quei diritti umani che la nostra nazione si è sempre impegnata a difendere, e che siamo impegnati a difendere oggi, in patria e nel mondo ...
Sappia ogni nazione, sia essa bene o maldisposta nei nostri riguardi, che pagheremo qualunque prezzo, sopporteremo qualunque fardello, affronteremo ogni sacrificio, aiuteremo ogni amico, ci opporemo ad ogni nemico, pur di assicurare la sopravvivenza e il trionfo della Libertà.
Che entrambi gli schieramenti si uniscano, in ogni angolo della terra, per prestare ascolto al comandamento di Isaia ..."sciogliere i grevi fardelli ... e lasciar liberi gli oppressi" ...
Tutto ciò non potrà essere compiuto nei primi cento giorni, nè sarà compiuto nei primi mille giorni, o nel lasso di tempo concesso a questa amministrazione, e neppure, forse, durante la nostra esistenza su questo pianeta.
.. Ma cominciamo”...
John Fitzgerald Kennedy
E la banda dei marines suonò "La bandiera stellata" mentre la salma veniva portata su per il pendio erboso, lo stesso pendio sul quale era salito John Kennedy in una radiosa giornata primaverile dell'ultimo mese di marzo.
"Potrei rimanere quassù per sempre" aveva detto allora.
50 anni sono passati da allora, J.F.Kennedy, scompariva alla vista dei mortali.
Si sottraeva per sempre allo sguardo, ma non al cuore e alla mente degli uomini.
Sappia ogni nazione, sia essa bene o maldisposta nei nostri riguardi, che pagheremo qualunque prezzo, sopporteremo qualunque fardello, affronteremo ogni sacrificio, aiuteremo ogni amico, ci opporemo ad ogni nemico, pur di assicurare la sopravvivenza e il trionfo della Libertà.
Che entrambi gli schieramenti si uniscano, in ogni angolo della terra, per prestare ascolto al comandamento di Isaia ..."sciogliere i grevi fardelli ... e lasciar liberi gli oppressi" ...
Tutto ciò non potrà essere compiuto nei primi cento giorni, nè sarà compiuto nei primi mille giorni, o nel lasso di tempo concesso a questa amministrazione, e neppure, forse, durante la nostra esistenza su questo pianeta.
.. Ma cominciamo”...
John Fitzgerald Kennedy
E la banda dei marines suonò "La bandiera stellata" mentre la salma veniva portata su per il pendio erboso, lo stesso pendio sul quale era salito John Kennedy in una radiosa giornata primaverile dell'ultimo mese di marzo.
"Potrei rimanere quassù per sempre" aveva detto allora.
50 anni sono passati da allora, J.F.Kennedy, scompariva alla vista dei mortali.
Si sottraeva per sempre allo sguardo, ma non al cuore e alla mente degli uomini.
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27 ottobre 2013
“Un sabato con gli amici”
Un bellissimo sabato, volato via, di ritorno dal 9° Simposio Veneto, tenutosi al Castello di San Pelagio in località Due Carrare ed organizzato da gruppi di amici enigmisti.
Bellissima la location della villa, ed in particolare il parco ed il labirinto.
Dopo un pranzo veramente ottimo, abbiamo visitato il Museo dell'Aria, dedicato in particolar modo a D'Annunzio, che qui aveva dimorato.
Le sale della villa sono state appositamente restaurate per ospitare il museo, dove, di sala in sala, si seguono le tappe che hanno portato l'uomo nello spazio, con citazioni, modellini e reperti vari.
A partire dal mito di Icaro, di Fetonte, ai progetti avveniristici di Leonardo, spesso rimasti sulla carta, e sviluppati solo secoli più tardi, come l'idea della vite elicoidale che ha ispirato l'elicottero.
Una sala è dedicata alla mongolfiera e i primi veri voli, si passa poi ai pionieri : i fratelli Wright.
Le guerre di solito contribuiscono all'evoluzione e così è per il volo.
Una sala è dedicata agli assi del cielo : Francesco Baracca e Barone Rosso, e non poteva mancare il riferimento a D'annunzio e l'impresa mitica e rischiosissima del volo su Vienna.
Si passa quindi alle traversate, e qui, merita la visita la sala apposita della prima traversata senza scali di Lindbergh, una vera leggenda!
Vi è quindi l'epopea dei dirigibili, il Norge, l'Italia e l'Hindenburg le cui vicende hanno ispirato vari film.
Degna di nota è la soluzione del problema della sincronizzazione della mitragliatrice con l'elica che permette l'uso di mitragliatrici fisse, una vera rivoluzione.
Si passa quindi all'era moderna:i vari modelli di aereo che conosciamo noi e infine la conquista dello spazio.
L'ultima sala è riservata al futuro, ovvero modelli d'aereo i cui progetti sono ancora in fase di studio come quello ad energia solare.
Bellissima la location della villa, ed in particolare il parco ed il labirinto.
Dopo un pranzo veramente ottimo, abbiamo visitato il Museo dell'Aria, dedicato in particolar modo a D'Annunzio, che qui aveva dimorato.
Le sale della villa sono state appositamente restaurate per ospitare il museo, dove, di sala in sala, si seguono le tappe che hanno portato l'uomo nello spazio, con citazioni, modellini e reperti vari.
A partire dal mito di Icaro, di Fetonte, ai progetti avveniristici di Leonardo, spesso rimasti sulla carta, e sviluppati solo secoli più tardi, come l'idea della vite elicoidale che ha ispirato l'elicottero.
Una sala è dedicata alla mongolfiera e i primi veri voli, si passa poi ai pionieri : i fratelli Wright.
Le guerre di solito contribuiscono all'evoluzione e così è per il volo.
Una sala è dedicata agli assi del cielo : Francesco Baracca e Barone Rosso, e non poteva mancare il riferimento a D'annunzio e l'impresa mitica e rischiosissima del volo su Vienna.
Si passa quindi alle traversate, e qui, merita la visita la sala apposita della prima traversata senza scali di Lindbergh, una vera leggenda!
Vi è quindi l'epopea dei dirigibili, il Norge, l'Italia e l'Hindenburg le cui vicende hanno ispirato vari film.
Degna di nota è la soluzione del problema della sincronizzazione della mitragliatrice con l'elica che permette l'uso di mitragliatrici fisse, una vera rivoluzione.
Si passa quindi all'era moderna:i vari modelli di aereo che conosciamo noi e infine la conquista dello spazio.
L'ultima sala è riservata al futuro, ovvero modelli d'aereo i cui progetti sono ancora in fase di studio come quello ad energia solare.
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12 ottobre 2013
“Big Luciano”
Un omaggio al grande Luciano Pavarotti nato a Modena, il 12 ottobre 1935.
E’ il suo compleanno.
"Penso che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente".
"Fortunatamente la vita ci presenta momenti assai diversi, ha scritto ancora il Maestro, e come tanti miei predecessori, compreso il grande Caruso, amo la diversità musicale dei brani scritti per voce di tenore.
La letteratura per tenore è la più variegata di tutte.
In qualsiasi lingua, e in confronto ad altri generi, contiene la gamma di emozioni più ampia".
Luciano Pavarotti
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o, Principessa,
nella tua fredda stanza,
guardi le stelle
che tremano d'amore
e di speranza.
Ma il mio mistero e chiuso in me,
il nome mio nessun saprá!
No, no, sulla tua bocca lo diró
quando la luce splenderá!
Ed il mio bacio sciogliera il silenzio
che ti fa mia!
(Il nome suo nessun saprá!...
e noi dovrem, ahimé, morir!)
Dilegua, o notte!
Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle!
All'alba vinceró!
vinceró, vinceró!
No-one sleeps....no-one sleeps,
Even you, O Princess,
in your cold room,
Watch the stars
which tremble with love
and hope!
But my secret is locked within me,
no-one shall know my name!
No, no, I shall say it on your mouth
when the light breaks!
And my kiss will break the silence
that makes you mine!
(No-one shall know his name,
and we, alas, shall die!)
Vanish, o night!
Set, ye stars!
At dawn I shall win!
Caruso - Pavarotti-Dalla
Il grande tenore italiano è scomparso a Modena, il 6 settembre 2007, ma la sua voce resterà immortale.
E’ il suo compleanno.
"Penso che una vita per la musica sia un'esistenza spesa meravigliosamente".
"Fortunatamente la vita ci presenta momenti assai diversi, ha scritto ancora il Maestro, e come tanti miei predecessori, compreso il grande Caruso, amo la diversità musicale dei brani scritti per voce di tenore.
La letteratura per tenore è la più variegata di tutte.
In qualsiasi lingua, e in confronto ad altri generi, contiene la gamma di emozioni più ampia".
Luciano Pavarotti
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o, Principessa,
nella tua fredda stanza,
guardi le stelle
che tremano d'amore
e di speranza.
Ma il mio mistero e chiuso in me,
il nome mio nessun saprá!
No, no, sulla tua bocca lo diró
quando la luce splenderá!
Ed il mio bacio sciogliera il silenzio
che ti fa mia!
(Il nome suo nessun saprá!...
e noi dovrem, ahimé, morir!)
Dilegua, o notte!
Tramontate, stelle!
Tramontate, stelle!
All'alba vinceró!
vinceró, vinceró!
No-one sleeps....no-one sleeps,
Even you, O Princess,
in your cold room,
Watch the stars
which tremble with love
and hope!
But my secret is locked within me,
no-one shall know my name!
No, no, I shall say it on your mouth
when the light breaks!
And my kiss will break the silence
that makes you mine!
(No-one shall know his name,
and we, alas, shall die!)
Vanish, o night!
Set, ye stars!
At dawn I shall win!
Il grande tenore italiano è scomparso a Modena, il 6 settembre 2007, ma la sua voce resterà immortale.
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28 agosto 2013
“I Have A Dream”
28 agosto 1963
I Have a Dream
I am happy to join with you today in what will go down in history as the greatest demonstration for freedom in the history of our nation …
''Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia, i figli di coloro che furono schiavi e i figli di coloro che possedettero schiavi sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho un sogno, che un giorno persino il Mississippi, uno Stato colmo dell' arroganza dell'ingiustizia, colmo dell' arroganza dell' oppressione, si trasformi in un'oasi di liberta' e di giustizia''.
''Io ho un sogno, che i miei quattro bambini possano un giorno vivere in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della pelle.
Io ho un sogno, che un giorno in Alabama, con i suoi malvagi razzisti, con il suo governatore dalle cui labbra giungono divieti e rifiuti, che un giorno, proprio in Alabama, i bambini neri e le bambine nere sapranno unire le mani con i bambini bianchi e le bambine bianche, come fratelli e sorelle. Ho un sogno, oggi, io ho un sogno, che un giorno ogni valle sara' esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno spianati e i luoghi tortuosi raddrizzati. E la gloria del Signore si mostrera' e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno. E' questa la nostra speranza''.
Il sogno di Martin Luther King, quel sogno che nell'agosto 1963 cambiò le sorti della storia, oggi, esattamente 50 anni dopo, è ancora vivo.
Lo testimoniano le migliaia di persone che a Washington si sono riunite davanti al National Mall, proprio dove King pronunciò lo storico discorso "I have a Dream".
Mi piace ricordare anche le parole di alcune canzoni che richiamano proprio questo argomento, come ..
.. You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one, I hope some day you'lljoin us, And the world will live as one .. Puoi anche dire che sono un sognatore, ma non sono l'unico, Spero un giorno tu ci raggiunga, e il mondo allora sarà una cosa sola.
John Lennon, Imagine.
Imagine-John Lennon
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente ..
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace ..
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero ..
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno.
I Have a Dream
I am happy to join with you today in what will go down in history as the greatest demonstration for freedom in the history of our nation …
''Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia, i figli di coloro che furono schiavi e i figli di coloro che possedettero schiavi sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho un sogno, che un giorno persino il Mississippi, uno Stato colmo dell' arroganza dell'ingiustizia, colmo dell' arroganza dell' oppressione, si trasformi in un'oasi di liberta' e di giustizia''.
''Io ho un sogno, che i miei quattro bambini possano un giorno vivere in una nazione in cui non saranno giudicati dal colore della pelle.
Io ho un sogno, che un giorno in Alabama, con i suoi malvagi razzisti, con il suo governatore dalle cui labbra giungono divieti e rifiuti, che un giorno, proprio in Alabama, i bambini neri e le bambine nere sapranno unire le mani con i bambini bianchi e le bambine bianche, come fratelli e sorelle. Ho un sogno, oggi, io ho un sogno, che un giorno ogni valle sara' esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno spianati e i luoghi tortuosi raddrizzati. E la gloria del Signore si mostrera' e tutti gli esseri viventi, insieme, la vedranno. E' questa la nostra speranza''.
Il sogno di Martin Luther King, quel sogno che nell'agosto 1963 cambiò le sorti della storia, oggi, esattamente 50 anni dopo, è ancora vivo.
Lo testimoniano le migliaia di persone che a Washington si sono riunite davanti al National Mall, proprio dove King pronunciò lo storico discorso "I have a Dream".
Mi piace ricordare anche le parole di alcune canzoni che richiamano proprio questo argomento, come ..
.. You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one, I hope some day you'lljoin us, And the world will live as one .. Puoi anche dire che sono un sognatore, ma non sono l'unico, Spero un giorno tu ci raggiunga, e il mondo allora sarà una cosa sola.
John Lennon, Imagine.
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente ..
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace ..
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero ..
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno.
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12 maggio 2013
“Stanley Kubrick”
Il grande genio cinematografico , il regista di Lolita, Arancia Meccanica, Eyes Wide Shut , ecc, realizzò come fotografo, giovanissimo, alcuni degli scatti più famosi per documentare la vita quotidiana nell'America dell’immediato dopoguerra.
C’è una mostra dal 01 maggio 2013 al 25 agosto 2013 a Genova a Palazzo Ducale, dove sono esposte 160 fotografie realizzate dal grande regista.
Stanley Kubrick, a soli 17 anni (dal 1945 al 1950), divenne famoso grazie a una fotografia che ritrae un edicolante a New York il giorno della morte del presidente Roosevelt.
Così ci restano da ammirare le due grandi passioni del regista, ovvero le fotografie ma anche i film.
C’è una mostra dal 01 maggio 2013 al 25 agosto 2013 a Genova a Palazzo Ducale, dove sono esposte 160 fotografie realizzate dal grande regista.
Stanley Kubrick, a soli 17 anni (dal 1945 al 1950), divenne famoso grazie a una fotografia che ritrae un edicolante a New York il giorno della morte del presidente Roosevelt.
Io lo amo molto come regista, quindi ho seguito la sua vita e i suoi film e conoscevo questo particolare della sua vita, il Kubrick fotografo, ma ritengo sia interessante vedere una sua mostra. Forse e senza forse, sarebbe diventato un grandissimo fotografo se non avesse improvvisamente lasciato il suo lavoro per girare i suoi primi film.
Dei film che hanno fatto la storia del cinema e che io , ripeto, amo in modo particolare.Così ci restano da ammirare le due grandi passioni del regista, ovvero le fotografie ma anche i film.
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11 aprile 2013
“Amarcord”
Forse non tutti sanno che Federico Fellini, cinque volte Premio Oscar , oltre che essere uno dei registi piu’ rinomati e apprezzati del cinema italiano, era anche un artista : e proprio i suoi disegni ci mostrano cosi’ il suo nuovo lato, quello piu’ sconosciuto.
Giulietta degli spiriti (1965), Fellini Satyricon (1969), Amarcord (1973), Casanova (1976), La città delle donne (1980), sono alcuni dei suoi film più famosi e conosciuti .. ma tutti i suoi disegni che offrono uno spaccato formidabile non solo del mondo intimo di Fellini, ma di una stagione importante del nostro cinema e del nostro costume, sono raccolti nel “Libro dei Sogni”.
Il "Libro dei sogni" è costituito da 2 libri di 584 pagine; un diario onirico che Fellini definiva : “un’insieme di segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”, con eroi pubblici e privati della vita del Maestro, appunti grafici delle loro facce, dei nasi, dei baffi, delle cravatte, delle borsette, del modo di accavallare le gambe e di muoversi e gesticolare.
un video interessante
Grande personaggio, Federico Fellini : "Perché disegno i personaggi dei miei film? Perché prendo appunti grafici delle loro facce, dei nasi, dei baffi, delle cravatte, delle borsette, del modo di accavallare le gambe, delle persone che vengono a trovarmi in ufficio?
Forse l’ho già detto che è un modo per cominciare a guardare il film in faccia, per vedere che tipo è, il tentativo di fissare qualcosa, sia pure minuscolo, al limite dell'insignificanza, ma che mi sembra abbia comunque a che fare col film, e velatamente mi parla di lui".
Federico Fellini
I disegni sono tratti da : “Il libro dei sogni”.
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| Treno in arrivo |
Giulietta degli spiriti (1965), Fellini Satyricon (1969), Amarcord (1973), Casanova (1976), La città delle donne (1980), sono alcuni dei suoi film più famosi e conosciuti .. ma tutti i suoi disegni che offrono uno spaccato formidabile non solo del mondo intimo di Fellini, ma di una stagione importante del nostro cinema e del nostro costume, sono raccolti nel “Libro dei Sogni”.
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| Omaggio a "Giulietta", sua moglie |
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| Omaggio a "Sophia Loren" |
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| L'arte e Federico |
Grande personaggio, Federico Fellini : "Perché disegno i personaggi dei miei film? Perché prendo appunti grafici delle loro facce, dei nasi, dei baffi, delle cravatte, delle borsette, del modo di accavallare le gambe, delle persone che vengono a trovarmi in ufficio?
Forse l’ho già detto che è un modo per cominciare a guardare il film in faccia, per vedere che tipo è, il tentativo di fissare qualcosa, sia pure minuscolo, al limite dell'insignificanza, ma che mi sembra abbia comunque a che fare col film, e velatamente mi parla di lui".
Federico Fellini
I disegni sono tratti da : “Il libro dei sogni”.
13 febbraio 2013
Il Grande Gatsby
Mi è bastato "Il grande Gatsby" per innamorami di Fitzgerald.
"Gatsby e Daisy" per molti di noi hanno i volti di Robert Redford e Mia Farrow.
La casa di Francis Scott Fitzgerald .. quella nella quale appunto ..visse quando si trasferì a Baltimora nel 1932 è in vendita.
Il prezzo ? 450.000 dollari .. anche con un mutuo mensile dalla durata di trent’anni.
Discusso, lodato e criticato, F.S.Firzgerald si trovò improvvisamente ricco e celebre.
Sposò la bellissima Zelda Sayre, eroina dei suoi racconti, si trasferì per un periodo in Francia, dove frequentò l'ambiente letterario e mondano che viveva tra Parigi e la Costa Azzurra.
Tornato in America con Zelda, si stabilì a Long Island, ove i due, organizzarono feste favolose spendendo senza risparmio il molto denaro guadagnato : è questo appunto il mondo descritto in "Il grande Gatsby".
Ancora una volta lo ritroviamo con Zelda, tra i "grandi miti" rievocati nel bellissimo film di W. Allen : "Midnight in Paris".
Secondo me è un autore che va letto e riletto, (ricordiamoci anche di "Tenera è la notte" e altri ancora .. scritti in vita e postumi) perché leggendolo è come fosse ancora davanti a noi.
Sottolineare la tristezza, i pianti e ancora "la tristezza", osserva infatti lo stesso Fitzgerald, appartengono "ad un centinaio di generazioni umane" ad epoche precedenti alla storia.
Per me tutto si rincorre, il passato non è mai passato, anzi mi mette addosso una nostalgia .. forse anche il desiderio di aver davvero vissuto quei tempi .. gli anni 20, gli anni del jazz ..
"Gatsby e Daisy" per molti di noi hanno i volti di Robert Redford e Mia Farrow.
La casa di Francis Scott Fitzgerald .. quella nella quale appunto ..visse quando si trasferì a Baltimora nel 1932 è in vendita.
Il prezzo ? 450.000 dollari .. anche con un mutuo mensile dalla durata di trent’anni.
Discusso, lodato e criticato, F.S.Firzgerald si trovò improvvisamente ricco e celebre.
Sposò la bellissima Zelda Sayre, eroina dei suoi racconti, si trasferì per un periodo in Francia, dove frequentò l'ambiente letterario e mondano che viveva tra Parigi e la Costa Azzurra.
Tornato in America con Zelda, si stabilì a Long Island, ove i due, organizzarono feste favolose spendendo senza risparmio il molto denaro guadagnato : è questo appunto il mondo descritto in "Il grande Gatsby".
Ancora una volta lo ritroviamo con Zelda, tra i "grandi miti" rievocati nel bellissimo film di W. Allen : "Midnight in Paris".
Secondo me è un autore che va letto e riletto, (ricordiamoci anche di "Tenera è la notte" e altri ancora .. scritti in vita e postumi) perché leggendolo è come fosse ancora davanti a noi.
Sottolineare la tristezza, i pianti e ancora "la tristezza", osserva infatti lo stesso Fitzgerald, appartengono "ad un centinaio di generazioni umane" ad epoche precedenti alla storia.
Per me tutto si rincorre, il passato non è mai passato, anzi mi mette addosso una nostalgia .. forse anche il desiderio di aver davvero vissuto quei tempi .. gli anni 20, gli anni del jazz ..
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8 maggio 2012
8 maggio di trent'anni fa, Gilles Villeneuve
L'incidente fatale di Zolder - Gilles Villeneuve
La Ferrari usci dal box, velocemente. il commissario, seduto sul muretto, non ebbe quasi it tempo di azionare il semaforo per dare it verde, segnale di via libera. Gilles aveva fretta, doveva recuperare qualche decimo di secondo. Non aveva più gomme, le aveva consumate nella prima mezz'ora del turno finale di qualificazione. Ma era uscito egualmente fidando in se stesso e in un briciolo di fortuna.
"Un giro buono ci può uscire, anche senza i pneumatici morbidi, quelli da qualificazione - pensava Gilles mentre la pista di Zolder gli volava via dai lati. - Forse riesco a superare Didier, ci vorrebbe la pista libera e la possibilità di imbroccare tutte le traiettorie giuste".
Il turbo dette tutta la spinta, la potenza salì sulla schiena di Gilles e gli dette un brivido, di piacere. Si concentrò, dopo it rettilineo dei box dov'erano i cronometristi che prendevano i tempi. La staccata gli riusci alla perfezione, fece la curva a sinistra, poi a destra, percorse il tratto misto con soddisfazione. Sentiva le gomme abbastanza bene, forse lo avrebbero aiutato. Aveva un conto da regolare con Pironi dopo la faccenda di Imola. Voleva dimostrargli che il Nuvolari della Ferrari era sempre lui, Gilles Villeneuve, volto di bambino ma cuore di Leone. “Nuvolaneuve”, come lo avevano ribattezzato. Avrebbe affrontato it lungo curvone in quinta piena. Lì avrebbe fatto il tempo, lì avrebbe tentato di superare il limite delle gomme, e quindi della macchina. Impresa per altri piloti forse impossibile, forse neppure immaginabile. Si lanciò.
A 260 all'ora arrivo al curvone. Trecento metri avanti vide un'auto. Viaggiava lenta, a sinistra, proprio sulla traiettoria che avrebbe dovuto percorrere. “Accidenti —si disse Gilles —, sono fregato. Proprio sulla mia strada me lo dovevo trovare... ma chi è?... Se passo all'esterno addio tempo, sono fregato... porca miseria, sono fregato... Ma guarda un po'... “.
II piede di Gilles rimase incollato all'acceleratore. Davanti, Jochen Mass viaggiava a circa cento chilometri all'ora in meno. Vide la macchina arrivare, duecento metri forse meno, sullo specchietto. “Sta cercando di fare it tempo —si disse Jochen, che rientrava al box dopo un'inutile Battaglia contro la modestia della propria March —, se resto sulla sinistra, all'interno della curva lo danneggio. Mi sposto a destra, cosi gli lascio via libera”.
Gilles, concentrato, aveva ormai deciso. “Ecco stai lì, che ti passo a destra, all'esterno... Porca miseria, possibile che proprio in questo momento quello lì... Mamma mia, cosa fa?... No... no... non spostarti, non posso più correggere... no, buon dio... adesso volo... diranno che sono un aviatore... accidenti... se distruggo la macchina con che cosa corro domani?...
Un tocco, quasi leggero, fra le gomme. La Ferrari si alzò, velocissima, come se dovesse compiere l'acrobazia richiesta dal suo pilota. Ricadde di punta, si rialzò, ricadde, si rialzò, ricadde per sempre. Una frustata sul collo di Gilles, tremenda. « Non è colpa mia... non ho sba..glia..to. No, io ero lì, lui doveva capire che non doveva spostarsi... Cosa mi sta succedendo? Joanne, perche hai il viso cosi triste? Ho freddo Joanne, alza il termostato sennò Jacques e Melanie prendono un raffreddore... Quanto freddo... Mamma, mamma! Ma quando sei arrivata? Che ci fai su una pista, mamma? Joanne, ti ricordi quando ti conobbi, in discoteca? Io in discoteca non ci venivo quasi mai, preferivo gli amici, le macchine, le motoslitte. Eri cosi carina, Joanne! Hai visto quante volte sono venuto in discoteca, per te? Joanne, ho freddo... mamma, dammi la mano. Fra poco in Canada comincia la bella stagione, è bello il Canada, mamma... ma è freddo... Jacques, Melanie... state buoni, un momento. Si, si... Jacques ti comprerò un motovelò, ma adesso sei troppo piccolo, pensa prima a sciare come si deve... Si, ti insegneranno Podborski e Read, i miei amici canadesi della discesa libera... No, mamma... è buio... che paese il Belgio, fa buio di primo pomeriggio... Ma perche piangi, mamma? Non ricordi i begli anni di quand'ero bambino?... Mamma, dov'e la motoslitta? L'hai regalata a qualche ragazzo? E mio fratello Jacques, dov'e? Ha trovato un ingaggio? Papà e rimasto in Quebec? Perche non lo vedo... Papà, c'è il camion... devo imparare a guidarlo... Quanta luce... non è piu buio, strano paese il Belgio... Mamma, chi è quel bambino che tieni per mano? Che strano, mi assomiglia... ma quello sono io tanti anni fa... si, sono io... Cosa mi succede? Statemi vicino... Joanne, prendimi la mano... Mi fa male il collo, tanto male... E' come se qualcuno mi strangolasse... si, commendatore... mi dispiace di aver rovinato la macchina... ma quello era sulla traiettoria e s'è spostato... vorrei chiudere gli occhi, mamma. Che bello ritrovarsi bambini... come Jacques... ho messo a mio figlio il nome di mio fratello... siamo una famiglia unita... si, tutti insieme... dove?... non lo so... che male al collo, mamma... portami via... ecco cosi... Bello, bello... bello... Joanne... ciao... resta ancora un po' con me... in discoteca... la luce... una doccia di luce... l'elettronica... Joanne... mamma... ».
Il medico usci dalla camera del pronto soccorso, l'infermiera spense la grande lampada bianca. Si guardarono... scossero la testa...
“Trasportiamolo in ospedale — disse il dottore — con l'elicottero... subito... un tentativo estremo... Ma è difficile che possa sopravvivere a lesioni come queste...”.
L'elicottero, grande e verdastro, s'alzo turbinando, farfalla del destino di Gilles Villeneuve.
"Nestore Morosini 1982"
La Ferrari usci dal box, velocemente. il commissario, seduto sul muretto, non ebbe quasi it tempo di azionare il semaforo per dare it verde, segnale di via libera. Gilles aveva fretta, doveva recuperare qualche decimo di secondo. Non aveva più gomme, le aveva consumate nella prima mezz'ora del turno finale di qualificazione. Ma era uscito egualmente fidando in se stesso e in un briciolo di fortuna.
"Un giro buono ci può uscire, anche senza i pneumatici morbidi, quelli da qualificazione - pensava Gilles mentre la pista di Zolder gli volava via dai lati. - Forse riesco a superare Didier, ci vorrebbe la pista libera e la possibilità di imbroccare tutte le traiettorie giuste".
Il turbo dette tutta la spinta, la potenza salì sulla schiena di Gilles e gli dette un brivido, di piacere. Si concentrò, dopo it rettilineo dei box dov'erano i cronometristi che prendevano i tempi. La staccata gli riusci alla perfezione, fece la curva a sinistra, poi a destra, percorse il tratto misto con soddisfazione. Sentiva le gomme abbastanza bene, forse lo avrebbero aiutato. Aveva un conto da regolare con Pironi dopo la faccenda di Imola. Voleva dimostrargli che il Nuvolari della Ferrari era sempre lui, Gilles Villeneuve, volto di bambino ma cuore di Leone. “Nuvolaneuve”, come lo avevano ribattezzato. Avrebbe affrontato it lungo curvone in quinta piena. Lì avrebbe fatto il tempo, lì avrebbe tentato di superare il limite delle gomme, e quindi della macchina. Impresa per altri piloti forse impossibile, forse neppure immaginabile. Si lanciò.
A 260 all'ora arrivo al curvone. Trecento metri avanti vide un'auto. Viaggiava lenta, a sinistra, proprio sulla traiettoria che avrebbe dovuto percorrere. “Accidenti —si disse Gilles —, sono fregato. Proprio sulla mia strada me lo dovevo trovare... ma chi è?... Se passo all'esterno addio tempo, sono fregato... porca miseria, sono fregato... Ma guarda un po'... “.
II piede di Gilles rimase incollato all'acceleratore. Davanti, Jochen Mass viaggiava a circa cento chilometri all'ora in meno. Vide la macchina arrivare, duecento metri forse meno, sullo specchietto. “Sta cercando di fare it tempo —si disse Jochen, che rientrava al box dopo un'inutile Battaglia contro la modestia della propria March —, se resto sulla sinistra, all'interno della curva lo danneggio. Mi sposto a destra, cosi gli lascio via libera”.
Gilles, concentrato, aveva ormai deciso. “Ecco stai lì, che ti passo a destra, all'esterno... Porca miseria, possibile che proprio in questo momento quello lì... Mamma mia, cosa fa?... No... no... non spostarti, non posso più correggere... no, buon dio... adesso volo... diranno che sono un aviatore... accidenti... se distruggo la macchina con che cosa corro domani?...
Un tocco, quasi leggero, fra le gomme. La Ferrari si alzò, velocissima, come se dovesse compiere l'acrobazia richiesta dal suo pilota. Ricadde di punta, si rialzò, ricadde, si rialzò, ricadde per sempre. Una frustata sul collo di Gilles, tremenda. « Non è colpa mia... non ho sba..glia..to. No, io ero lì, lui doveva capire che non doveva spostarsi... Cosa mi sta succedendo? Joanne, perche hai il viso cosi triste? Ho freddo Joanne, alza il termostato sennò Jacques e Melanie prendono un raffreddore... Quanto freddo... Mamma, mamma! Ma quando sei arrivata? Che ci fai su una pista, mamma? Joanne, ti ricordi quando ti conobbi, in discoteca? Io in discoteca non ci venivo quasi mai, preferivo gli amici, le macchine, le motoslitte. Eri cosi carina, Joanne! Hai visto quante volte sono venuto in discoteca, per te? Joanne, ho freddo... mamma, dammi la mano. Fra poco in Canada comincia la bella stagione, è bello il Canada, mamma... ma è freddo... Jacques, Melanie... state buoni, un momento. Si, si... Jacques ti comprerò un motovelò, ma adesso sei troppo piccolo, pensa prima a sciare come si deve... Si, ti insegneranno Podborski e Read, i miei amici canadesi della discesa libera... No, mamma... è buio... che paese il Belgio, fa buio di primo pomeriggio... Ma perche piangi, mamma? Non ricordi i begli anni di quand'ero bambino?... Mamma, dov'e la motoslitta? L'hai regalata a qualche ragazzo? E mio fratello Jacques, dov'e? Ha trovato un ingaggio? Papà e rimasto in Quebec? Perche non lo vedo... Papà, c'è il camion... devo imparare a guidarlo... Quanta luce... non è piu buio, strano paese il Belgio... Mamma, chi è quel bambino che tieni per mano? Che strano, mi assomiglia... ma quello sono io tanti anni fa... si, sono io... Cosa mi succede? Statemi vicino... Joanne, prendimi la mano... Mi fa male il collo, tanto male... E' come se qualcuno mi strangolasse... si, commendatore... mi dispiace di aver rovinato la macchina... ma quello era sulla traiettoria e s'è spostato... vorrei chiudere gli occhi, mamma. Che bello ritrovarsi bambini... come Jacques... ho messo a mio figlio il nome di mio fratello... siamo una famiglia unita... si, tutti insieme... dove?... non lo so... che male al collo, mamma... portami via... ecco cosi... Bello, bello... bello... Joanne... ciao... resta ancora un po' con me... in discoteca... la luce... una doccia di luce... l'elettronica... Joanne... mamma... ».
Il medico usci dalla camera del pronto soccorso, l'infermiera spense la grande lampada bianca. Si guardarono... scossero la testa...
“Trasportiamolo in ospedale — disse il dottore — con l'elicottero... subito... un tentativo estremo... Ma è difficile che possa sopravvivere a lesioni come queste...”.
L'elicottero, grande e verdastro, s'alzo turbinando, farfalla del destino di Gilles Villeneuve.
"Nestore Morosini 1982"
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