La Festa della Repubblica è la festa nazionale italiana celebrata ogni 2 giugno.
Dopo 85 anni di regno, con 12.717.923 voti contro 10.719.284 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. Il 2 giugno è l'unica festa nazionale d'Italia.
A differenza del 25 aprile (Festa della liberazione) e 1° maggio (Festa dei lavoratori), il 2 giugno celebra la nascita della nazione, in maniera simile al 14 luglio francese (anniversario della Presa della Bastiglia) e al 4 luglio statunitense (giorno in cui nel 1776 venne firmata la dichiarazione d'indipendenza).
Il 2 giugno 1946 rappresentò, dunque, una data epocale nella storia non solo politica, ma anche culturale economica e sociale, della nostra nazione: per il nostro paese si trattò di un nuovo inizio, di un riscatto morale che permise di mettersi alle spalle le troppe umiliazioni subite in periodo bellico.
Alle 11:30, in contemporanea nelle stazioni di Firenze Santa Maria Novella, Bari Centrale, Napoli Centrale, Palermo Centrale, Reggio Calabria, Roma Termini e Trieste si esibiranno le fanfare e le bande dell’Esercito Italiano.
E' stato chiesto da un lettore della rivista Times, all'astrofisico Dr. Neil De Grasse Tyson :
Qual è il fatto più sorprendente che è possibile condividere con noi circa l'Universo ?
In questo video è la sua risposta :
“Solo se riusciremo a vedere l'universo come un tutt'uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella sua diversità, comincieremo a capire chi siamo e dove stiamo.” Tiziano Terzani
“Solo gli occhi aperti possono scoprire che l'universo è il libro della più alta Verità.” Rumi
“E la Terra sentii nell'Universo.”
Sentii fremendo ch'è del cielo anch'ella,
e mi vidi quaggiù piccolo e sperso,
errare, tra le stelle, in una stella.” Giovanni Pascoli
“Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell'universo.” Salvador Dalí
“A guardar bene l'universo, ti accorgi che il tutto e il niente sono un po' come certi amanti, vicini con la pelle, ma più lontani delle stelle.” Michelangelo Tocci
La notte di San Lorenzo è passata, e in effetti la “Super-Luna” piena, grande e luminosissima ha parzialmente rovinato la visione dello sciame meteorico delle Perseidi, le stelle cadenti che però potranno ugualmente essere osservate stasera e soprattutto nella notte tra 12 e 13 agosto, giorno del picco massimo e giorno in cui la luna sarà ormai in fase calante.
Per effetto della precessione degli equinozi, infatti, il “picco” delle stelle cadenti si è infatti spostato nel corso dei secoli di circa due giorni in avanti.
Fino a ieri sera si prevedevano 20-30 meteore l’ora, destinate ad aumentare fino a 100 durante il picco, tra domani e mercoledì.
“Google doodle”
E se Shakespeare, nel Macbeth, ricorda che«Nulla si è ottenuto, tutto è sprecato, quando il nostro desiderio è appagato senza gioia, meglio essere ciò che distruggiamo, che inseguire con la distruzione una dubbiosa gioia», calcando la mano sul tema della tensione irrisolta, che è l’autentica miccia per far detonare illusioni.
Ancor più duro è Schopenhauer, che auspica la scomparsa di ogni desiderio come ottimo viatico per guarire dall’infelicità, per lui elemento cronico nell’esistenza.
La tradizione cristiana, come noto, ha legato il concetto di pioggia di stelle cadenti al martirio del santo Lorenzo, dal III secolo sepolto nell’omonima basilica a Roma.
Sarebbero proprio le lacrime versate dal santo durante il suo supplizio; a vagare eternamente nei cieli, discendendo sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza.
Secondo la tradizione popolare, le stelle del 10 agosto vengono dette anche "fuochi di San Lorenzo", ricordando le scintille provenienti dalla graticola infuocata su cui venne ucciso il martire, poi volate in cielo.
In realtà la storia sostiene che il santo non venne sottoposto al martirio della graticola, bensì venne decapitato. Nell’immaginario popolare l’idea dei lapilli volati in cielo ha comunque preso piede, tanto che ancora oggi, in Veneto, un proverbio recita “San Lorenzo dei martiri innocenti, casca dal ciel carboni ardenti”.
Tra tradizioni, astronomia e storia, tutti con gli occhi rivolti al cielo, per cogliere le piogge di meteore che sfrecciano nella volta stellare.
In fin dei conti, la notte delle stelle cadenti non è una notte come tante .. è una notte speciale, alla quale bambini, giovani e meno giovani affidano da tempi immemorabili i loro sogni, desideri, speranze, confidando nella magia che tutto può e tutto fa avverare. Il cielo, casa di galassie e di mondi a noi sconosciuti, soprattutto nelle sere più buie e disabitate dalle luci artificiali che provengono dalla città, ci permette di pensare, riflettere, tornare al passato, innamorarsi, “rivedere”qualcuno che non c’è più.
E pensate a quanto è bello addormentarsi su un fresco lenzuolo d’erba, lasciandosi avvolgere da un cielo trapunto di stelle! E’ sempre piacevole, infondo, ritornar bambini, quando ci piaceva sdraiarci su un prato per ammirare la volta celeste, simbolica coperta, custode dei nostri sogni.
Non biasimare altri per la tua sorte, perché tu e soltanto tu hai preso la decisione di vivere la vita che volevi.
La vita non ti appartiene, e se, per qualche ragione, ti sfida, non dimenticare che il dolore e la sofferenza sono la base della crescita spirituale.
Il vero successo, per gli uomini, inizia dagli errori e dalle esperienze del passato.
Le circostanze in cui ti trovi possono essere a tuo favore o contro, ma è il tuo atteggiamento verso ciò che ti capita quello che ti darà la forza di essere chiunque tu voglia essere, se comprendi la lezione.
Impara a trasformare una situazione difficile in un'arma a tuo favore.
Non sentirti sopraffatto dalla pena per la tua salute o per le situazioni in cui ti getta la vita: queste non sono altro che sfide, ed è il tuo atteggiamento verso queste sfide che fa la differenza.
Impara a rinascere ancora una volta dalle ceneri del tuo dolore, a essere superiore al più grande degli ostacoli in cui tu possa mai imbatterti per gli scherzi del destino.
Dentro di te c'è un essere capace di ogni cosa.
Guardati allo specchio.
Riconosci il tuo coraggio e i tuoi sogni, e non asserragliarti dietro alle tue debolezze per giustificare le tue sfortune.
Se impari a conoscerti, se alla fine hai imparato chi tu sei veramente, diventerai libero e forte, e non sarai mai più un burattino nelle mani di altri.
TU SEI IL TUO DESTINO... e nessuno può cambiarlo, se tu non lo consenti.
Lascia che il tuo spirito si risvegli, cammina, lotta, prendi delle decisioni, e raggiungerai le mete che ti sei prefissato in vita tua.
Sei parte della forza della vita stessa.
Perché quando nella tua esistenza c'è una ragione per andare avanti, le difficoltà che la vita ti pone possono essere oggetto di conquista personale, non importa quali esse siano.
Ricordati queste parole: Lo scopo della fede è l'amore, lo scopo dell'amore è il servizio. Sergio Bambaren
Da Paderno Dugnano al Maracanà, la Coppa del Mondo è made in Italy.
Oro massiccio 18 carati, 36,8 centimetri di altezza, 6 chili e 175 grammi.
La Coppa del Mondo nasce a Paderno Dugnano nella storica azienda GDE Bertoni.
È in questa fabbrica in provincia di Milano che viene realizzata artigianalmente per essere alzata al cielo ogni quattro anni.
Tutto ha inizio nel 1900 in una piccola bottega dove la famiglia Bertoni comincia a produrre medaglie e trofei e ad affermarsi nell’ambito sportivo, per poi aggiudicarsi negli anni ‘60 la fornitura della medaglia commemorativa ufficiale dei Giochi Olimpici di Roma.
Ma è il 1971 l’anno di svolta per l’azienda, quando la Fifa annuncia un concorso per la realizzazione di una nuova coppa, dopo il terzo trionfo del Brasile che porta a casa definitivamente la Rimet vincendo in Messico contro l’Italia per 4 a 1.
Concorso che l’azienda si aggiudicò poi l’anno successivo con uno dei modelli in argilla presentati dallo scultore e orafo milanese Silvio Gazzaniga.
Così dal Mondiale del 1974, la Coppa del Mondo è sempre made in Italy, con marchio e copyright di proprietà Fifa.
Così come la Coppa dei Campioni, la Coppa Uefa e la Supercoppa.
Il primo ad alzarla al cielo fu il capitano tedesco Franz Beckenbauer ai Mondiali del 1974 giocati nella Germania Ovest, poi Daniel Passarella, il nostroDino Zoff, Maradona, Matthaeus, Dunga, Didier Deschamps, Cafu, il nostro Cannavaro e Iker Casillas.
Chi sarà il prossimo? Chi alzerà la Coppa al cielo il 13 luglio al Maracanã?
Forse tra un mese saremo in piazza a festeggiare sventolando il tricolore o forse saremo seduti davanti alla tv a guardare una finale senza Azzurri in compagnia di mamma RAI o dello zio Bergomi.
Per ora la nostra coppa l’abbiamo già vinta. E Azzurri o non Azzurri, in fondo siamo già campioni del mondo. (da internet)
Chissà poi perché .. quando visito certi luoghi di montagna, mi sovvengono sempre canzoni come questa.
Non ti ricordi quel mese d'aprile
quel lungo treno che andava ai confini,
che trasportavano migliaia di Alpini;
su, su correte, è l'ora di partir.
Dopo tre giorni di strada ferrata
ed altri due di lungo cammino,
siamo arrivati sul Monte Canino
a ciel sereno ci tocca riposar.
Se avete fame, guardate lontano,
se avete sete la tazza alla mano,
se avete sete la tazza alla mano,
che ci rinfresca la neve ci sarà.
Sognando
Me ne sto lì seduta assente
con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passan per la mente.
Avrei una voglia di gridare
ma non capisco a quale scopo
poi d'improvviso piango un poco
e rido quasi fosse un gioco.
Se sento voci non rispondo
e vivo in uno strano mondo
dove ci son pochi problemi
dove la gente non ha schemi.
Non ho futuro né presente
e vivo adesso eternamente
il mio passato è ormai per me distante.
Ma ho tutto quello che mi serve
nemmeno il mare nel suo scrigno
a quelle cose che io sogno
e non capisco perché piango.
Non so che cosa sia l'amore
e non capisco il batticuore
per me un uomo rappresenta
chi mi accudisce e mi sostenta.
Ma ogni tanto sento che
gli artigli neri della notte
mi fanno fare azioni non esatte.
D'un tratto sento quella voce
e qui comincia la mia croce
vorrei scordare e ricordare
la mente mia sta per scoppiare
E spacco tutto ciò che trovo
ed a finirla poi ci provo
tanto per me non c'è speranza
di uscire mai da questa stanza.
Sopra un lettino cigolante
in questo posto allucinante
io sogno spesso di volare nel cielo.
Non so che male posso fare
se sogno solo di volare
io non capisco i miei guardiani
perché mi legano le mani.
E a tutti i costi voglion che
indossi un camice per me
le braccia indietro forte spingo
e questo punto sempre piango.
Mio Dio che grande confusione
e che magnifica visione
un'ombra chiara mi attraversa la mente.
Le mani forte adesso mordo
e per un attimo ricordo
che un tempo forse non lontano
qualcuno mi diceva t'amo.
In un addio svanì la voce
scese nell'animo la pace
ed è così che da quel dì
io son seduta e ferma qui. testo e musica di Don BACKY
“Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello” L’amore ai tempi del colera.
“Ho sempre sostenuto che la gelosia ne sa più della verità” Memoria delle mie puttane tristi.
“Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l’aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all’oro del suo ridere” L’amore ai tempi del colera.
Un film bellissimo ..
“Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto. ‘E’ vero’, le rispose lui ‘ma farai bene a non crederci’ Dell’amore e di altri demoni.
“Non si muore quando si deve, ma quando si può” Cent’anni di solitudine.
Rassomiglia a un acquario ma non lo è.
Almeno, non solo.
L'ecosfera è un ecosistema chiuso, un concetto sviluppato all'origine dalla NASA per la ricerca spaziale.
A metà strada, tra scienza e interior - design, questi boccali di vetro racchiudono un mini - ecosistema naturale che necessita solamente di poca luce per sopravvivere e che si sviluppa sotto i nostri occhi.
Autosufficienti, non c'è bisogno di occuparsi o di nutrire i gamberetti che regnano nell'acquario tra acqua salata, alghe e corallo.
Insieme con gamberetti, ci sono le alghe e l’acqua di mare filtrata.
L'ecosfera contiene anche un ventilatore mare (la non-vita, ramo come materiale), conchiglie decorative, e ghiaia leggera come parte dell'ecosistema di lavoro.
La ventola mare e ghiaia prevedono superfici per le alghe e microrganismi per crescere.
Infatti, essendo l'ecosfera un ecosistema autosufficiente, non si deve mai nutrire la vita all'interno. Basta fornire il proprio Ecosfera con una fonte di luce naturale o artificiale indiretta e godere di questo connubio estetico di arte e scienza, la bellezza e l'equilibrio.
Si tratta infatti di un vero mondo in miniatura, dalla vita media di 2-3 anni anche se alcuni esemplari hanno resistito 12 anni!
Sono sistemi ecologici chiusi sono ecosistemi che non si basano sullo scambio di materia con una qualsiasi parte di fuori del sistema.
Anche se la Terra stessa si adatta a questa definizione, il termine è più spesso utilizzato per descrivere molto più piccoli ecosistemi artificiali.
Di forma tonda o ovale, queste capsule sono dei magnifici oggetti di decò.
Perchè la nostra vita è davvero come un viaggio in treno.
Spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e qualcun'altra di profonda tristezza.
Quando nasciamo e saliamo sul treno, incontriamo persone, in cui crediamo, che ci accompagnerannno tutto il nostro viaggio : i nostri genitori.
Purtroppo accade che ... loro scendano in una stazione e ci lascino solo il ricordo del loro amore, senza la loro amicizia e compagnia.
Comunque salgono altre persone sul treno, che per noi saranno molto importanti.
Sono i nostri fratelli e sorelle, i nostri amici e tutte le persone meravigliose che amiamo.
Qualcuna di queste persone che sale, considera il viaggio come una piccola passeggiata.
Altri trovano solo tristezza nel loro viaggio.
E poi ci sono altri ancora sul treno sempre presenti e sempre pronti ad aiutare coloro che ne hanno bisogno. Qualcuno lascia quando scende una nostalgia perenne ..
Qualcun altro sale e ridiscende subito, e lo abbiamo a mala pena notato.
Ci sorprende che qualcuno dei passeggeri, a cui vogliamo più bene, si segga in un altro vagone e che per questo ci faccia fare il viaggio da soli.
Naturalmente non ci lasciamo frenare da nessuno, a prenderci la briga, di cercarli e di spingerci alla loro ricerca nel loro vagone.
Purtroppo qualche volta non possiamo accomodarci al loro fianco, perchè il posto vicino a loro è occupato.
Non fa niente, così è il viaggio : pieno di sfide, sogni, fantasie, speranze e addii .. ma senza ritorno.
Cerchiamo di fare il viaggio nel miglior modo possibile.
Cerchiamo di andare d'accordo con i nostri vicini di viaggio e cerchiamo il meglio in ognuno di loro
Ricordiamoci, che in ogni fase del tragitto uno dei nostri compagni di viaggio può vacillare e possibilmente ha bisogno della nostra comprensione.
Anche noi vacilleremo spesso e ci sarà qualcuno che ci capisce.
Il grande mistero del viaggio è che non sappiamo quando scenderemo definitivamente, e tantomeno quando i nostri compagni di viaggio lo faranno, neanche colui che sta seduto proprio vicino a noi.
Mi dispiacerà tanto, quando scenderò per sempre dal treno ..
Si, lo so già, la separazione da tutti gli amici che ho incontrato durante il viaggio, sarà dolorosa, lasciare i miei cari da soli, sarà molto triste.
Ma ho la speranza che prima o poi arrivi alla "stazione centrale" e ho l'impressione, di vederli arrivare tutti con un bagaglio, che quando erano saliti sul treno ancora non avevano.
Ciò che mi renderà felice, è il pensiero, che anche io avrò contribuito ad aumentare e arricchire il loro bagaglio .. impreziosendolo.
Voi, tutti amici miei, facciamo il possibile, per far si che si faccia un buon viaggio e che alla fine ne sia valsa la pena.
Mettiamocela tutta per lasciare, quando scendiamo, un posto vuoto che lasci tenerezza, amore e bei ricordi in coloro che proseguono il viaggio.
A coloro, che fanno parte del mio treno, auguro "Buon Viaggio".
Una bellissima poesia e una bellissima metafora della nostra vita, non so chi l'abbia scritta o modificata .. ma la trovo molto bella.
Non me la sono persa la “cerimonia d’apertura” ieri sera .. davvero splendida.
Tredici scene tra illusione e storia, tra realtà e fiaba.
L’amore nelle vesti bianche di una bimba, la guerra e la pace di tolstoiana memoria, e il piccolo mondo della neve e del ghiaccio.
Una sintesi tra immagine e musica della storia di Russia : l’amore-bambina cammina sul mondo, lo guarda da fuori nel suo scorrere tra passato e futuro.
E così scorrono le immagini dei “grandi” della Russia, lo zar Pietro il Grande e le Anime morte di Gogol.
La musica, meravigliosa, il gran ballo di Natasha e una staffetta quasi tutta rosa e russa, con Maria Sharapova e Yelena Isinbayeva , due regine .. una del tennis e l’altra dell’asta.
E ancora gli atleti di tutto il mondo, Italia compresa.
Tutta la cerimonia, molto bella e molto emozionante ..
«La neve cadrà abbondante tra mercoledì e giovedì su Torino, Milano, sull’Emilia occidentale e successivamente su tutto il Veneto» .. dicono le previsioni del tempo ..
I primi nuclei perturbati porteranno nevicate a bassa quota in Emilia Romagna e nel Triveneto.
Poi toccherà al resto del nord, con le precipitazioni che imbiancheranno la pianura padana, mentre nel centro e nel sud della Penisola la quota neve sarà più alta.
Così restiamo in attesa dei primi “fiocchi” ..
“Era lei, la neve”
E un mattino,
appena alzati, pieni di sonno,
ignari ancora,
d’improvviso aperta la porta,
meravigliati la calpestammo :
posava, alta e pulita
in tutta la sua tenera semplicità.
Era
timidamente festosa
era
fittissimamente di sé sicura.
Giacque
in terra
sui tetti
e stupì tutti
con la sua bianchezza. Evgenij Aleksandrovič Evtušenko
“La neve”
Scende la neve
soffice e lieve.
Tutto ricopre col suo mantello.
I fiocchi bianchi danzan nell’aria
Come farfalle in giro tondo.
Dal campanile, vestito a festa,
si perde un suono di nanna nanna.
Va lontano il sussurro di pace,
scende la neve e tutto tace. A.Foce
La magia della neve
Come carezza stanca, sul borgo e sulla pieve, soffice, fredda, bianca, cade lenta la neve.
È un gattino nero, sfrontato, oltre ogni dire.
Lo lascio spesso giocare sul mio tavolo.
A volte vi si siede senza far rumore,
Quasi un vivente fermacarte.
Gli occhi gialli e blu sono due agate.
A volte li socchiude, tirando su col naso,
si rovescia, si prende il muso tra le zampe,
pare una tigre distesa su di un fianco.
Ma eccolo ora, smessa l’indolenza,
inarcarsi, somiglia proprio a un manicotto
e allora, per incuriosirlo, gli faccio oscillare davanti,
appeso a una cordicella, un mio turacciolo.
Fugge al galoppo, tutto spaventato,
poi ritorna, fissa il turacciolo, tiene un po'
sospesa in aria, ripiegata, la zampetta,
poi abbatte il turacciolo, l’afferra, lo morde.
Allora, senza ch’egli veda, tiro la cordicella,
e il turacciolo si allontana, e il gatto lo segue,
descrivendo dei cerchi con la zampa,
poi salta di lato, ritorna, fugge di nuovo.
Ma appena gli dico : "Devo lavorare,
vieni, siediti qua, da bravo ",
si siede. E mentre scribacchio sento
che si lecca sol suo lieve struscio molle.
Se vuoi
Ogni gesto, se vuoi,
è l'espressione di ciò che è più profondo
e sfugge ogni definizione,
nel roteare di atomi e sfere,
e se proprio vuoi dire un nome
puoi chiamarloARMONIA.
Ogni attimo di tempo, se vuoi,
è richiamo di un soffio Eterno
che abita in tutte le cose
e non conosce dottrine,
e se proprio vuoi dire un nome
puoi chiamarloAMORE.
Ogni fatica, se vuoi,
è gradino di un'ascesa invisibile
che si svolge negli abissi della coscienza
fino alle altezze supreme dell'Essere
che non hanno fine
ma sempre nuovi inizi.
Puoi dare un nome
a ciò che sempre si rinnova
ed ha per dimora lo spazio infinito?
Se vuoi, puoi chiamarloLUCE.
Ogni respiro
viene dalla sorgente al di là del tempo
e non è affanno, se vuoi,
ma flusso che scorre dolcemente
tra nascita e morti
e riposa nel grembo Divino
come l'onda riposa nel mare:
puoi chiamarlo, se vuoi, PACE.
Canta la vita
finchè il tempo te lo concede;
cerca il libero soffio,
il libero pensiero,
affinchè ogni tuo giorno sia nuovo
e non la ripetizione di secoli.
Vivi l'attimo nell'eterno respiro
inventando parole
che nessuno ha mai detto. Crea la tua vita come l'Infinito la ricrea in te. b.
La Festa del Redentore ricorda ogni anno ai veneziani la pestilenza che verso la fine del 1500, si dice nel 1577 .. per l’esattezza, colpì l'intera Europa e si svolge il terzo week-end di Luglio .. (ieri, vale a dire).
La peste era arrivata a Venezia con le navi che venivano dai paesi orientali, con i quali all'epoca Venezia aveva moltissimi traffici commerciali.
Oltre 50.000 persone ne vennero contagiate e centinaia furono le persone morte nel volgere di appena due anni.
Il Doge Mocenigo d’accordo con il Senato .. decise di ringraziare la fine della peste con la costruzione di una chiesa dedicata al Cristo Redentore che si trova sull'isola della Giudecca.
Così Venezia, ogni anno ricorda questa ricorrenza che unisce l' aspetto religioso e quello più festoso e spettacolare. I Veneziani , seguendo un rito che si ripete da quattrocento anni, si radunano nel bacino di San Marco ad ammirare e ad attendere i fuochi d'artificio di mezzanotte.
Anche se sono passati più di quattro secoli dalla sua istituzione, la festa del Redentore continua a svolgersi negli stessi luoghi e nello stesso modo.
Ancora oggi, infatti, la città viene unita alla Giudecca da un ponte montato su moderne piattaforme galleggianti ed i veneziani sono i veri protagonisti della Festa.
Tra campielli, altane e terrazze illuminati a festa, con le loro barche e le loro gondole meravigliosamente addobbate, si radunano nel bacino San Marco e migliaia e migliaia di persone assistono al grande ponte di barche che è preparato sul canale della Giudecca per raggiungere la chiesa del Redentore, dove si concludono i festeggiamenti.
Un racconto molto particolare di Jean Giono, un racconto breve, ma di una semplicità e significato profondi. Jean Giono è l’autore che ha descritto la natura in una lingua sana e spoglia, nato in quella Provenza che è stata sempre la sua fonte primaria d’ispirazione. Il paesaggio di Giono è un paesaggio naturale tipicamente europeo, dove, la natura incontaminata e selvaggia, lascia spazio a un paesaggio idillico frutto di un momento di armonica interazione tra uomo e natura. In questo senso, “L’uomo che piantava gli alberi” è forse l’esempio più eloquente.
L'homme qui plantait des arbres (Montréal) by ginger_starlette
Il racconto lo si può trovare in Internet.
In cinquanta pagine si esaurisce una vicenda dal sapore autobiografico. Giono racconta che, in una delle sue frequenti passeggiate solitarie, si imbatte in un pastore, che lungo il cammino gli rivela i motivi del suo ritiro in mezzo alle colline. Affascinato, Giono non si accontenta e riesce a farsi ospitare per qualche tempo nell’umile dimora del pastore, seguendolo nelle sue giornate e scoprendo che l’uomo non conduce una vita segnata dal declino o dalla rassegnazione ma lavora instancabilmente con un unico obiettivo: piantare quante più ghiande possibile. Il progetto di riforestazione che il pastore non comunica ma ha in mente e persegue minuziosamente di giorno in giorno, si rivelerà agli occhi increduli di Giono quando, anni dopo, tornato sul posto, si troverà davanti una regione verde tappezzata di boschi di querce, rivoli d’acqua e altre essenze, che in nulla avrebbe potuto ricordargli quella di un tempo, fatta di terra e sterpi. (dal web)
Nel 1987, Frédéric Back adattò la trama del racconto creandone un cortometraggio. Eccolo in questo video ..
E’ stato definito il miglior cortometraggio d’animazione. Ha vinto numerosi premi, fra cui il Premio Oscar per il miglior cortometraggio d'animazione.
Sarà pronto nel 2015 il grattacielo più alto di New York e dell'intero emisfero occidentale.
Più alto dell'Empire State Building e persino della nuova Freedom Tower, il One World Trade Center in fase di ultimazione a Ground Zero, che toccherà i 417 metri, 541,33 con l'antenna, il 432 Park Avenuesarà alto 425 metri e sarà come un enorme grissino che dominerà tutta Manhattan, affacciandosi su Central Park, sul fiume Hudson, sull’East River, sull’Oceano Atlantico e su molte delle icone della Grande Mela.
IL 432 PARK AVENUE
SARÀ IL GRATTACIELO RESIDENZIALE PIÙ ALTO DELL'OCCIDENTE.
Fatto di acciaio e vetro, all'interno dei suoi 96 piani ci saranno appartamenti superlusso che costeranno tra i 7 e i 35 milioni di dollari. A disposizione dei condomini ci saranno un ristorante privato, una Spa, una piscina, un teatro, un cinema, un giardino all’aperto, un centro sportivo dotato di sauna, bagno turco e sale trattamenti, una libreria, una lounge, una sala biliardo, un’area giochi per i bambini e una sala riunioni.
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IL GRATTACIELO DI 96 PIANI È FATTO DI ACCIAIO E VETRO
Alcuni degli appartamenti sono già stati venduti.
Gli acquirenti sono soprattutto cittadini statunitensi, seguiti da sudamericani, mediorientali, inglesi, cinesi e russi.
GLI APPARTAMENTI COSTANO DAI 7 AI 95 MILIONI DI DOLLARI
Il grattacielo è di CIM Group e Macklowe Properties ed è un progetto di Rafael Viñoly, un architetto uruguaiano che a New York e negli Stati Uniti ha già realizzato decine di importanti edifici.