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5 dicembre 2015

“L’erba sotto di me -sopra la volta del cielo”

Io sono!

Io sono- ma cosa sono chi lo sa a chi importa;
mi hanno dimenticato i miei amici come un ricordo perduto:
rimastico fra me i dolori-
sorgono svaniscono in armata d’oblio,
come ombre nei soffocati frenetici spasmi dell’amore
eppure io sono, e vivo- come scossi vapori

nel nulla del disprezzo e del rumore,
nel vivo mare dei sogni a occhi aperti,
dove non c’è un senso a vita o gioie
se non l’immenso naufragio dei miei meriti;
perfino i più cari quelli più amati
sono estranei-anzi, ancora più estranei che gli altri.

Cerco scenari mai calcati da orma d’uomo
un luogo dove mai donna abbia sorriso o pianto,
per dimorarvi con il mio Creatore,
e dormire come dolcemente dormivo bambino,
non turbando e non turbato dove mi distenda
l’erba sotto di me -sopra la volta del cielo.

                                              Penny Dreadful
 I Am!

I am—yet what I am none cares or knows;
My friends forsake me like a memory lost:
I am the self-consumer of my woes—
They rise and vanish in oblivious host,
Like shadows in love’s frenzied stifled throes
And yet I am, and live—like vapours tossed

Into the nothingness of scorn and noise,
Into the living sea of waking dreams,
Where there is neither sense of life or joys,
But the vast shipwreck of my life’s esteems;
Even the dearest that I loved the best
Are strange—nay, rather, stranger than the rest.

I long for scenes where man hath never trod
A place where woman never smiled or wept
There to abide with my Creator, God,
And sleep as I in childhood sweetly slept,
Untroubling and untroubled where I lie
The grass below—above the vaulted sky.
John Clare (Helpston, 13 July 1793– Northampton, 20 May 1864)                                               

22 maggio 2015

“Les Misérables”

Spesso mi piace riguardare dei film che mi hanno colpito, come questo.
Certo il romanzo è un capolavoro, ma questo film è veramente bello.

Il regista del film è Tom Hooper, premio Oscar de "Il Discorso del Re",
Il cast fantastico : Hugh Jackman, il premio Oscar Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Eddie Redmayne, Aaron Tveit, Samantha Barks, Helena Bonham Carter e Sacha Baron Cohen.
                                                           

Ambientato nella Francia del XIX Secolo, "Les Misérables" racconta un'affascinante storia di sogni infranti e amore non corrisposto, sacrifici e riscatto.
Una dimostrazione senza tempo della sopravvivenza dello spirito umano.
Jackman interpreta l'ex detenuto Jean Valjean, ricercato da decenni dallo spietato poliziotto Javert ( R.Crowe) dopo che viola la libertà condizionata.
Quando Valjean acconsente a prendersi cura della giovane figlia dell'operaia Fantine (A.Hathaway), Cosette, le loro vite cambiano per sempre.

Il musical più longevo di tutto il mondo porta tutta la sua forza sul grande schermo nella spettacolare interpretazione che Tom Hooper dà dell'epica storia di Victor Hugo.
Con superstars internazionali e canzoni molto amate, incluse "I Dreamed a Dream," "Bring Him Home," "One Day More" e "On My Own" ,
"Les Misérables", lo spettacolo degli spettacoli rinasce in un'esperienza cinematografica musicale unica.

                                           "I Dreamed a Dream"

                                          Trailer italiano ufficiale                     

15 aprile 2015

“Game of Thrones”

E' iniziata lunedì 13, vale a dire ieri, la "Quinta Stagione".

Ho letto i libri della "Saga", almeno quelli usciti finora, e li ho più che adorati.
La serie fantasy è nata dal boom del ciclo di romanzi "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" di "George R. R. Martin".
Ho seguito anche la "Serie TV" , tutta finora.
Mi è piaciuta molto.
                                                                   
                                        
                                                                              
                                                                          

C'è poi il nuovissimo volume sugli "Eroi, guerrieri e simboli dei sette regni", che spiega nel dettaglio tutto ciò che è stato cambiato nella trasposizione della saga in serie TV.

In questo Video il riassunto delle prime "Quattro Stagioni"

  
“Quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si muore. Non esistono terre di nessuno.”
George R. R. Martin                                             

3 marzo 2015

“pretty woman”


25 anni da allora .. Pretty Woman è considerato da molti come uno dei film più popolari di tutti i tempi.

17 settembre 2014

“HOMELAND”

Vincitrice di “6 Emmy Awards”, HOMELAND è una serie solida e avvincente basata sul binomio verità-menzogna, con un ottimo cast.
                                                             

Una grande racconto che mixa suspense, politica contemporanea, introspezione psicologia e rapporti umani con grandissima sicurezza.
                                                                  
                                                                          

“HOMELAND” una serie che mi ha tenuto incollata al teleschermo.

                                                                           

5 settembre 2014

“Raymond”

“Opere di artisti autistici”
                                                            
                                                                         
                                                                            
                                                                         
                                                                           
                                                                             

L'autismo: ricordo a tal proposito il film "Rain Man" che comunque, una parola sincera sull'argomento non l'ha data.
Il film di Levinson, naturalmente, è ben realizzato, comunque in grado di comunicare qualcosa.
Con la  sua superba interpretazione, Dustin Hoffman vinse il premio "Oscar".
                                             
                                                                                    

30 giugno 2014

“Diana”

Certo non ne ho viste mai
belle e sexy meglio di lei
ma a me sembra che lei è un po'
troppo giovane per te
ti capisco e come no?!
se però soffrire non vuoi
ohhh fuggi via da lei .. Diana

Già io ti vedo passeggiar
fra la gente insieme con lei
mentre c'è chi pensa già
che di Diana il padre sei
ed ogni volta dover dire
che tua figlia lei non è
ohhh fuggi via da lei .. Diana

Capricciosa bionda e rosa,
morbidosa, poi golosa
divertente, cotta al dente e tu?
e tu?

E tu che non ti accorgi che lei
sta cuocendoti a fuoco lento
anche se poi chi ama di più
fra voi due è ancora lei
finchè un giorno ti risveglierai
come un pugile un po' suonato
dal travuoto che ti ha lasciato ..
fuggi via da lei .. Diana

Capricciosa bionda e rosa,
morbidosa, poi .. poi golosa
divertente, cotta al dente e tu?
e tu?
tu quale non ti accorgi che non sta
cuocendo soltanto me
e' a un certo punto ormai anche con te ..
forse ammetterlo tu non puoi
e sono certo che nei panni miei
pur di stare vicino a lei
te ne freghi degli anni tuoi
perchè lei è ... lo sai .. Diana

Già io mi vedo in un caffè
fra la gente insieme con lei
mentre i barman già pensan che
che un bel giorno poi finirà
come pugili un po' suonati
quasi morti e innamorati ..
resta qui con noi .. Diana
qui con noi .. Diana
qui con noi .. Diana
Adriano Celentano

                                                                                                          

7 giugno 2014

“70 anniversario del D-Day”

"Alla fine di quel lungo giorno, questa spiaggia fu conquistata, persa e alla fine ripresa, un pezzo d'Europa liberata e finalmente libera.
Fu uno sbarco che cambiò il corso della storia e fece da testa di ponte verso la democrazia".
Barack Obama
                                                                   

                                                                         
                                          "Salvate Il Soldato Ryan"       

Scena dal film che tratta lo sbarco americano sulle coste tedesche.               

22 aprile 2014

“Amelia Earhart”

La prima donna a trasvolare l’Atlantico è entrata nella leggenda grazie al suo coraggio e ad una fine misteriosa.
                                                        
Amelia Earhart
Ho rivisto il film, qualche tempo fa, intitolato semplicemente “Amelia”.


Non è stata la migliore pilota del mondo, anzi.
Era famosa per i suoi atterraggi catastrofici e per la sua incapacità di usare gli strumenti di bordo correttamente.
E’ stata la prima donna a trasvolare l’Atlantico, la prima donna a guidare un elicottero, la prima donna a realizzare un volo sul Pacifico e il giro del mondo lungo l’Equatore.
E poi è “scomparsa” in volo,  giovane : il modo migliore per entrare nella “leggenda”.

19 aprile 2014

“Gabriel Garcia Marquez”

“Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello”
L’amore ai tempi del colera.

“Ho sempre sostenuto che la gelosia ne sa più della verità”
Memoria delle mie puttane tristi.

“Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune, che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né si sconvolgessero i cuori con l’aria dei sospiri dei suoi falpalà, né impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all’oro del suo ridere”
L’amore ai tempi del colera.


Un film bellissimo ..

“Lei gli domandò in quei giorni se era vero, come dicevano le canzoni, che l’amore poteva tutto. ‘E’ vero’, le rispose lui ‘ma farai bene a non crederci’
Dell’amore e di altri demoni. 


“Non si muore quando si deve, ma quando si può” 
Cent’anni di solitudine.

                                                                                
Addio .. Gabriel .. !!                                                                                           

4 marzo 2014

"L' Oscar a un film italiano”

Roma che stupisce solo a guardarla, con le sue meraviglie da togliere il fiato.
Il trionfo agli oscar della “Grande Bellezza”  di Sorrentino è anche, e forse soprattuto, il trionfo di una Capitale che torna al centro della scena con gli occhi di mezzo mondo puntati su di lei.
Città eterna, come eterno è il suo fascino e i suoi malanni.
Dal Gianicolo, dove si apre il film, alle splendide terrazze che ospitano le feste dei protagonisti, dal giardino di Villa Medici, in cui si svolge la passeggiata notturna di Jep fino all'Eur, Sorrentino racconta la grande bellezza della città più bella del mondo.
                                                          
                                                                         

A nessun personaggio di questa Grande bellezza è dato di evadere, e anche chi fugge lo fa per morte sicura o per sparizione improvvisa.
Le figure di Sorrentino non hanno vita propria, sono burattini comandati da mangiafuoco, eterodiretti da una scrittura tirannica, verticale, sempre giudicante.
Non hanno spazio di manovra, sembrano non respirare.
                                                                      

Il domatore Jep Gambardella li doma tutti dispensando frusta e carota.
La crisi di cui si dice portatore è senza convinzione, come i trenini delle sue feste, non porta da nessuna parte.
Ma questa condanna sconfortata che cade su tutto e tutti, alla fine è assolutoria, e il ritratto di questa società decadente che si nasconde dentro i palazzi romani, mai visibile agli occhi di un comune mortale, sempre staccata dalla realtà, diventa solamente pittoresca.
(di qua e di la)
                                                                           
                                                                             

                                        Roma e la sua grande bellezza

7 febbraio 2014

“La Gioconda del Nord”

La “Ragazza con l'orecchino di perla” viene definita anche la Gioconda del Nord e per ammirarla il visitatore deve recarsi al Mauritshuis dell'Aia .. oppure aspettarla in Italia!
Ed eccola finalmente la “mostra” che apre i battenti a Bologna  dall'8 febbraio al 25 maggio 2014.

La mostra, molto attesa è arrivata e porta il  titolo “Il mito della Golden Age. Da Vermeer a Rembrandt”.
                                                                 
La ragazza con l’orecchino di perla
La Ragazza con l'Orecchino di perla sarà soltanto la gemma più preziosa.

Ma chi era la protagonista dell'opera di Vermeer divenuta ancora più nota dopo che le è stato dedicato un libro dal quale è stato poi tratto un film?
La ragazza non ha una storia, forse è un volto che il  pittore ha voluto riprodurre partendo di certo da un personaggio esistito, magari  con lo scopo di trasformarlo in una sorta di assoluto, senza limiti di tempo.
Infatti se ne sono accorti i posteri, verso metà Ottocento.
Il pittore olandese versava in un anomalo oblio e soltanto un accorto offerente e un suo amico appassionato d’arte si accorsero che si trattava di un capolavoro di Vermeer.
Anche per questo motivo l’opera fu battuta all’asta a un prezzo incredibilmente basso.

                                         La ragazza con l'orecchino - Jan Vermeer

                                         Trailer del film di Peter Webber

La mostra sarà arricchita con i capolavori della “Golden Age”.
Ad affiancare la ragazza ci saranno Diana e le sue Ninfe, altro capolavoro di Vermeer, quattro Rembrandt, cui il bellissimo "Canto di lode di Simeone", e  ancora la composizione d'esterno di "Uomo che fuma e donna che beve in un cortile" di Pieter de Hooch .
Inoltre dipinti di Frans HalsClaesz Van GoyenVan Honthorst Hobbema Van RuisdaelSteen, per un totale di quaranta opere eccezionali.                                                                                                                                      
"Diana e le sue ninfe"- Veermer
Un altro vero gioiello in questa mostra, è "Il cardellino" di Carel Fabritius.
                                                                          
"Il cardellino" di Carel Fabritius
E infine un altro orecchino di perla campeggia nel bellissimo "Donna che scrive una lettera" di Gerard de Borch.
                                                                          
"Donna che scrive una lettera" di Gerard de Borch

27 gennaio 2014

"Il giorno della memoria"

                                                       
Per non dimenticare
                                                                             

 
                                          Train de vie 

“Combattevamo con la musica. Era la nostra sola arma.”

13 gennaio 2014

"Grazie Italia, un Paese strano ma bellissimo"

Beverly Hills (California), 13 gennaio 2014

Omaggio alla coppia d’oro del cinema italiano, Paolo Sorrentino e Toni Servillo.
“La grande bellezza” di Paolo Sorrentino trionfa ai 71esimi Golden Globes e si aggiudica il premio come miglior film in lingua straniera.

                                           La Grande Bellezza

“Grazie Italia, questo è un Paese davvero strano ma bellissimo” ha detto il regista ritirando il suo importantissimo Globo.

                                            La premiazione                                

“E’ obiettivamente una grande gioia. Nessuno di noi immaginava di vincere i Golden Globe”.
Lo ha detto Toni Servillo, protagonista della Grande bellezza di Paolo Sorrentino, premiato questa notte con il Golden Globe come miglior film straniero.
La prima cosa che mi viene da dire - ha sottolineato Servillo - è che si premia un talento notevole che è quello di Paolo Sorrentino.
Questo premio, che è un premio dalla critica, dai giornalisti, è dato alla novità del suo linguaggio cinematografico”.

29 novembre 2013

“Addio a Tony Musante”

Il ruolo del musicista malato teminale in “Anonimo Veneziano”, di Enrico Maria Salerno gli diede enorme successo.
                                                               
Tony Musante
Tony Musante e Florinda Bolkan
Gli anni passano, ma è stato un film che mi è rimasto nel cuore.

Altre parole sono sprecate, questa è la vita.

                                            Anonimo Veneziano

26 novembre 2013

“Saziarsi d’immagini”

Quando il regista Luchino Visconti girava, tutto doveva essere non verosimile ma vero e adeguato all’ambiente che si voleva ricreare nei film che girava : non solo mobili e oggetti d’antiquariato ma anche cibi squisiti e vini d’annata nei calici di cristallo.
                                                                 
“Lavorare con Visconti significava avere completa fiducia in lui.
Innamorato de “Il gattopardo”, pretese per questo film l’assurdo dell’assurdo : ogni giorno dovevano arrivare da San Remo quintali di fiori freschi per abbellire determinate scene.
In quella famosa del ballo volle tutti i lampadari della sala illuminati con candele vere che, naturalmente, si squagliavano in breve tempo.
Di conseguenza, oltre al trambusto iniziale per accenderle, c’era quello di interrompere la lavorazione ogni ora, cambiare le candele a centinaia e riaccenderle”. 

                                                                    
                                                                                 
“Sempre nella scena del ballo, tutti gli uomini portavano i guanti bianchi. Dato il caldo e l’inevitabile bagno di sudore i guanti dopo alcune ore si ombravano. Nessuno lo avrebbe notato e tanto meno la macchina da presa, ma Visconti sì, e pretese che impiantassimo sul luogo una lavanderia con una cinquantina di donne addette a lavarli perché non poteva girare se i guanti non erano proprio immacolati! E questo solo per citare qualche esempio, tanto per far capire quanto la lavorazione continuò a dilatarsi oltre il previsto. Insomma con il film in costume avemmo un sacco di problemi con Visconti, forse anche perché l’ambientazione aristocratica lo faceva tornare alle sue origini, o forse più semplicemente perché era un perfezionista con tutte le fisime dei perfezionisti.”
Così Goffredo Lombardo, produttore del film di Luchino Visconti, ricorda il celebre regista italiano scomparso nel 1976.  
                                                                          
                                                                            
                                                                   
E non soltanto i costumi di scena erano oggetto delle attenzioni del regista.
Le tavole dovevano essere apparecchiate con eleganza esasperata e con cibi reali e squisiti, che magari non venivano nemmeno toccati.
I vini versati nei calici e nelle caraffe di “cristallo purissimo” erano autentici e, ovviamente, DOC.
                                                                   
                                                                                 

Pervasi fa un gusto opulento e sovraccarico anche gli ultimi film di Visconti, da “Morte a Venezia” a “Gruppo di famiglia in un interno” e ancora a “L’innocente”, rispecchiano questa esigenza di realtà, anzi meglio dire di iperrealtà, che può sembrare inutile esibizionismo, ma che, nei fatti, costituisce la cifra più creativa del regista.
(L’avventurosa storia del cinema italiano)


Il film restaurato in tutta la sua bellezza .. è un capolavoro che non smetterà mai di far sognare gli appassionati.
Al Festival del Cinema Europeo a Lecce, la proiezione de "Il Gattopardo" di Luchino Visconti, nella recente versione restaurata.                                                                        

12 novembre 2013

“C'era una volta un burattino”..

La favola italiana più famosa al mondo torna sugli schermi, fedele all'opera di Collodi, ma sempre diversa
Una sequenza leggera, in bianco e nero, apre il film di Enzo D'Alò ispirato alla più famosa fiaba italiana, quel Pinocchio di Carlo Collodi che tante volte è stato prestato al cinema.
Per vincere la solitudine il falegname Geppetto costruisce un burattino che chiama Pinocchio e che come per magia prende vita.
Ma Pinocchio è un monello, una peste carica di energia che corre e non si ferma mai, e se si ferma lo fa o per mangiare o dormire.
 “Ma stanno fermi così per sempre?”, chiede a babbo Geppetto la prima volta che entra a scuola, trovandosi a fissare un po’ impaurito i bambini seduti mentre seguono la lezione.
                                                               
Pinocchio cerca sempre mille scuse per non andare a scuola, si fa tentare dal Gatto e la Volpe (qui per la prima volta rappresentata come una donna), incontra Mangiafuoco, scappa con Lucignolo nel Paese dei Balocchi, finchè  ..
Il rapporto tra babbo e figlio, dalla ricerca di Geppetto all'affetto di Pinocchio verso il padre anziano che non sa nuotare, diviene il nucleo centrale del film, in cui l'omaggio al padre del regista crea uno momento commuovente e sincero. Forse questa centralità rende meno efficace la morale classica di Pinocchio : il percorso del burattino è sicuramente meno punitivo, lo sguardo sul personaggio e sui suoi errori più mite, persino distratto a volte, e l'acquisizione della maturità e la libertà dal legno del burattino si esplica nel prendersi cura del babbo.

Le lezioni morali sono appena accennate, quasi lasciate indietro rispetto alla leggera fantasia dell'infanzia, la stessa fata Turchina non è una madre, ma una coetanea di Pinocchio, il quale quasi si innamora di lei e la sensazione di leggerezza che permea tutto il film lascia il sorriso nello spettatore.
Ad impreziosire ulteriormente il film è la voce di Lucio Dalla e la sua musica, uno degli ultimi regali che il Maestro ci ha fatto prima di morire. Doppiando il pescatore verde, scrivendo le musiche meravigliosamente retrò, cantando la sigla finale insieme a Marco Alemanni, Lucio racchiude un bel quadro in una splendida cornice, eclettica e romantica come solo Lucio Dalla sapeva fare.

                                                                      

11 novembre 2013

“Elisa, ancora qui, ancora tu”

“L’Anima vola” è il primo album di Elisa composto da brani interamente scritti in italiano : uno dei talenti più brillanti e apprezzati della musica italiana dà voce, con una nuova veste, al suo universo artistico.
                                                                         
                                                                                  

                            
                                                L'anima vola                         

Elisa torna così sulle scene discografiche con un disco di cui ancora una volta è autrice di musica e testi.
Ad impreziosire il progetto discografico, inoltre, il brano “Ancora Qui”, il cui testo è stato scritto da Elisa sulla musica del Maestro Ennio Morricone (incluso nella colonna sonora dell'ultimo film di Quentin Tarantino "Django Unchained").

                                            Ancora Qui (Django Unchained)                                       
Ancora qui, ancora tu
ora però io so chi sei
chi sempre sarai
e quando mi vedrai
ricorderai

Ancora qui, ancora tu
e spero mi perdonerai
tu con gli stessi occhi
sembri ritornare a chiedermi di me
di come si sta
e qui dall'altra parte
come va

L'erba verde, l'aria calda
sui miei piedi e sopra i fiori
si alza un vento tra i colori
sembri quasi tu
Anche il cielo cambia nome
così bianco quel cotone
è veloce che si muove
perso in mezzo al blu.

E' un qualcosa in te
è quel che tornerà
come era già

Ancora qui, ancora tu
e quel che è stato
è stato ormai
e con gli stessi occhi
sembri ritornare a chiedermi di me
di come si sta
e in questo strano mondo
come va

Ritornerai e ritornerò
e ricorderai, ricorderò
ritornerai, ritornerò
ricorderai, ricoderò
ricorderai, ricorderai
ricorderai, ricorderò
ricorderai, ti ricorderò
ricorderai, ricorderò
ricorderai, ricorderò.

3 novembre 2013

“AMADEUS”

E’ curioso il fatto che in questo particolare periodo dell’anno io ricordi sempre con piacere il film “Amadeus”.
Wolfgang Amadeus Mozart è sempre stato uno dei miei “musicisti” preferiti, fin da giovanissima, naturale che  “Amadeus” sia uno dei film che ho amato e rivisto più volte.
Dopo l’uscita di quel film di Milos Forman nel 1984,  una vera e propria “mozartmania” ha contagiato anche chi, prima di allora, non aveva mai ascoltato la musica del maestro austriaco.
Il titolo riporta il secondo nome del prima bambino prodigio e poi genio.


Antonio Salieri, acclamato musicista di Corte, ricoverato nel 1823 al manicomio di Vienna, confessa ad un sacerdote, un tremendo segreto : ha consumato la vita nel tentativo di distruggere Mozart, volgare e libertino, indegno, secondo lui, dei doni divini.
Sotto il segno del più scatenato gusto del gioco, è una riflessione sul contrasto tra genio e mediocrità e sull'invidia.
Una storia appassionante, divertente e drammatica al tempo stesso che rivela il genio e le debolezze di un uomo che ha lasciato scritto il suo nome nella Storia.
Scritto dall'inglese “Peter Shaffer”, da una sua pièce (1979).
Omaggio a Praga.
Splendide immagini.  

8 Oscar : film, regia, sceneggiatura, attore (F.M. Abraham), costumi, suono, trucco, scenografia.
Non tenendo conto che, in fondo, è un Mozart visto da Salieri i molti mozartiani di stretta osservanza hanno eccepito sulla fedeltà storica, specialmente sulle libertà prese per la genesi del Requiem, ma avrebbero da lamentarsi di più i pochi ammiratori di Salieri.


Un ritratto grandioso, lo specchio di una società fatta di grandi contrasti e raccontata attraverso questa splendida “tragicommedia”.