Il giorno della scomparsa, oggi a Milano, di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura.
La storia affascinante di un grande artista, infatti, lo ha visto inizialmente rinunciare alla pittura (laureato all’Accademia di Brera), avvilito dal mercimonio a cui avrebbe dovuto sottostare: produrre un certo quantitativo di opere sperando poi che acquistassero valore nel tempo.
Lui, raccontava, fu consigliato da un amico che lo aveva sentito raccontare le sue storie intrattenendo piacevolmente il pubblico del treno che prendeva abitualmente, a volte facendo perdere la fermata giusta ai viaggiatori-spettatori.
Fu così che nacque il Dario Fo attore.
La sua vera passione, la pittura, lo ha accompagnato sempre nella preparazione delle scenografie e in tutte le opere teatrali che ha portato nel mondo, accumulando negli anni ben due hangar colmi di opere, catalogate dalla moglie Franca.
“Ma che aspettate a batterci le mani
a metter le bandiere sul balcone?
Sono arrivati i re dei ciarlatani
i veri guitti sopra il carrozzone.
Venite tutti in piazza fra due ore
vi riempirete gli occhi di parole
la gola di sospiri per amore
e il cuor farà tremila capriole. ”
Dario Fo.
Translate
Visualizzazione post con etichetta Commedia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Commedia. Mostra tutti i post
13 ottobre 2016
27 gennaio 2016
“Viaggio ad Auschwitz A/R”
Teatro Comunale di Castelnuovo del Garda (Verona) : Sabato 30 Gennaio 2016 - ore 21.00
IL GIORNO DELLA MEMORIA E DEL RICORDO
Gimmi Basilotta ha avuto la ventura di compiere un lungo cammino, insieme ad altri pellegrini, dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz.
Lo spettacolo, in forma di monologo, alternando momenti drammatici a situazioni serene e gioiose, in un mix di avventura e riflessione, è una restituzione del cammino, ma non è un diario di viaggio: infatti prima della partenza Gimmi Basilotta ha chiesto alla gente, agli amici, che gli prestassero delle parole con cui riempire le sue valigie; ne ha raccolte settantasei, una per ogni giorno di viaggio.
Lo spettacolo è dunque il frutto del racconto del cammino, ma soprattutto delle settantasei parole che lo hanno guidato ed è, al tempo stesso, una riflessione profonda sulla storia della Shoah.
IL GIORNO DELLA MEMORIA E DEL RICORDO
Gimmi Basilotta ha avuto la ventura di compiere un lungo cammino, insieme ad altri pellegrini, dal Piemonte fino in Polonia, ripercorrendo a piedi il viaggio di deportazione che nel 1944 portò ventisei ebrei cuneesi da Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz.
Lo spettacolo, in forma di monologo, alternando momenti drammatici a situazioni serene e gioiose, in un mix di avventura e riflessione, è una restituzione del cammino, ma non è un diario di viaggio: infatti prima della partenza Gimmi Basilotta ha chiesto alla gente, agli amici, che gli prestassero delle parole con cui riempire le sue valigie; ne ha raccolte settantasei, una per ogni giorno di viaggio.
Lo spettacolo è dunque il frutto del racconto del cammino, ma soprattutto delle settantasei parole che lo hanno guidato ed è, al tempo stesso, una riflessione profonda sulla storia della Shoah.
Tema:
Anno nuovo 2016,
Citazioni,
Commedia,
Foto,
Gif animate,
Inverno,
Ricordi,
Spirito,
Terra
24 ottobre 2013
“Le Voci di Dentro”
“TONI SERVILLO nella Commedia di DE FILIPPO”
“Da martedì 5 a domenica 10 novembre al Teatro Nuovo di Verona” va in scena "Le voci di dentro", la commedia di “Eduardo De Filippo” composta nel 1948 e portata in scena con la regia e l'interpretazione di “Toni Servillo”.
«Eduardo De Filippo - spiega Servillo - è il più straordinario e forse l’ultimo rappresentante di una drammaturgia contemporanea popolare, dopo di lui il prevalere dell’aspetto formale ha allontanato sempre più il teatro da una dimensione autenticamente popolare».
LA TRAMA E IL CONTESTO STORICO
Servillo spiega così l'opera di De Filippo: «Le voci di dentro è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico. L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria atomizzazione della coscienza sporca, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilità di far nulla per redimersi».
Ma anche il periodo storico merita attenzione per capire l'origine dell'opera di De Filippo. Nel 1948 la Seconda guerra mondiale era ormai conclusa, ma Eduardo ritraeva con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire.
Toni Servillo ha interpretato il ruolo di uno straordinario personaggio, lo scrittore Jep Gambardella, nel film : "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino.
Toni Servillo nella parte di Jep Gambardella nel trailer del film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino.
“Da martedì 5 a domenica 10 novembre al Teatro Nuovo di Verona” va in scena "Le voci di dentro", la commedia di “Eduardo De Filippo” composta nel 1948 e portata in scena con la regia e l'interpretazione di “Toni Servillo”.
«Eduardo De Filippo - spiega Servillo - è il più straordinario e forse l’ultimo rappresentante di una drammaturgia contemporanea popolare, dopo di lui il prevalere dell’aspetto formale ha allontanato sempre più il teatro da una dimensione autenticamente popolare».
LA TRAMA E IL CONTESTO STORICO
Servillo spiega così l'opera di De Filippo: «Le voci di dentro è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico. L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria atomizzazione della coscienza sporca, di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilità di far nulla per redimersi».
Ma anche il periodo storico merita attenzione per capire l'origine dell'opera di De Filippo. Nel 1948 la Seconda guerra mondiale era ormai conclusa, ma Eduardo ritraeva con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire.
Toni Servillo ha interpretato il ruolo di uno straordinario personaggio, lo scrittore Jep Gambardella, nel film : "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino.
Toni Servillo nella parte di Jep Gambardella nel trailer del film "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino.
Iscriviti a:
Post (Atom)







