Hanno nomi che sembrano usciti da antiche favole.
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| Azzeruolo |
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| Biricoccolo |
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| Corniolo |
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| Mela floribunda |
Chi mai ha avuto l’occasione di assaggiare la mela zucca, la pesca sanguinella o il fico di San Pietro?
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| Pesca sanguinella |
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| Fico di San Pietro |
Eppure, una volta, quando la vita era ancora legata alle stagioni e ai frutti della terra, in uno stesso tipo di coltivazione coesistevano varietà diverse.
Ognuna era in grado di resistere a determinate malattie, oppure sopportava il caldo, il freddo, l’eccesso di umidità o, al contrario, la siccità.
Così, la produzione media annua di “ogni specie” si manteneva stabile e costante.
Ma con lo scorrere del tempo, per tanti motivi diversi, questa ricchezza si è sempre più assottigliata fino quasi a sparire.
In altre parole, è come se la grande cornucopia della frutta si fosse lentamente inaridita con lo scorrere dei secoli.
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| Cornucopia con frutta |
Prima di tutto sul filo della memoria. Lo spunto può essere il ricordo di precisi profumi e sapori, legati a frutti dai caratteri straordinari.
In fin dei conti, è una ricerca alla maniera di Marcel Proust.
Lo scrittore francese si scioglieva nel ricordo del pezzetto di “madeleine” che, la domenica mattina a Chambray, la zia Lèonie gli offriva bagnato nell’infuso di tè o di tiglio.
Poi ci sono “gli appassionati, i cacciatori o esploratori” che, hanno creato, con innesti e tanta pazienza, raccolte di alberi da frutto che rischiavano di sparire per sempre.
Un altro spunto di ricerca sono gli antichi testi e documenti di botanica del 500’.
Altra buona fonte di frutti dimenticati sono poi i conventi di clausura, dove l’isolamento non riguarda solo monache o frati, ma anche gli alberi che vi crescono.
Senza contatti con l’esterno, si trovano varietà che sopravvivono immutate nei secoli.
Esistono inoltre, il “Museo di tradizioni popolari di Città di Castello”, il “Museo di Archeologia Arborea”, l’ “Orto Botanico di Lucca” , “Flora 2000” e, senza forse .. tanti altri ancora.
Tonino Guerra, che da poco ci ha lasciato, poeta, scrittore, e sceneggiatore di alcuni film di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, ha inaugurato nel 1990, l’ ”Orto dei frutti dimenticati”, un museo che si affaccia sulla Val Marecchia.
E diceva : “ E’ una forma di tenerezza verso il mondo”.
(sunto da un art. di m.r.)
Frutti dimenticati, per far apprezzare a tutti i sapori delle generazioni passate.









Ciao, Feli, nel paese di Fanna, in provincia di Pordenone, c'è l'Associazione Amatori Mele Antiche che fa delle mostre itineranti, insegnare ad innestare le piante, regala piante di mele antiche e ha questo blog:
RispondiEliminahttp://meleantiche.blogspot.it
C'è ancora qualcuno che pensa ai frutti ormai rari!
Ciao ciao
Ciao Cri,
RispondiEliminama lo immagino che ce ne siano molti, infatti è un argomento che mi affascina .. ho visitato il blog, bello davvero ..
Soprattutto gli innesti fanno rivivere le piante ormai rare, anche se come sai si devono aspettare pazientemente anche cinque o sei anni prima che spuntino i frutti, ma in fondo .. ne vale la pena !! buon pomeriggio ..