Una sequenza leggera, in bianco e nero, apre il film di Enzo D'Alò ispirato alla più famosa fiaba italiana, quel Pinocchio di Carlo Collodi che tante volte è stato prestato al cinema.
Per vincere la solitudine il falegname Geppetto costruisce un burattino che chiama Pinocchio e che come per magia prende vita.
Ma Pinocchio è un monello, una peste carica di energia che corre e non si ferma mai, e se si ferma lo fa o per mangiare o dormire.
“Ma stanno fermi così per sempre?”, chiede a babbo Geppetto la prima volta che entra a scuola, trovandosi a fissare un po’ impaurito i bambini seduti mentre seguono la lezione.
Pinocchio cerca sempre mille scuse per non andare a scuola, si fa tentare dal Gatto e la Volpe (qui per la prima volta rappresentata come una donna), incontra Mangiafuoco, scappa con Lucignolo nel Paese dei Balocchi, finchè ..
Il rapporto tra babbo e figlio, dalla ricerca di Geppetto all'affetto di Pinocchio verso il padre anziano che non sa nuotare, diviene il nucleo centrale del film, in cui l'omaggio al padre del regista crea uno momento commuovente e sincero. Forse questa centralità rende meno efficace la morale classica di Pinocchio : il percorso del burattino è sicuramente meno punitivo, lo sguardo sul personaggio e sui suoi errori più mite, persino distratto a volte, e l'acquisizione della maturità e la libertà dal legno del burattino si esplica nel prendersi cura del babbo.
Le lezioni morali sono appena accennate, quasi lasciate indietro rispetto alla leggera fantasia dell'infanzia, la stessa fata Turchina non è una madre, ma una coetanea di Pinocchio, il quale quasi si innamora di lei e la sensazione di leggerezza che permea tutto il film lascia il sorriso nello spettatore.
Ad impreziosire ulteriormente il film è la voce di Lucio Dalla e la sua musica, uno degli ultimi regali che il Maestro ci ha fatto prima di morire. Doppiando il pescatore verde, scrivendo le musiche meravigliosamente retrò, cantando la sigla finale insieme a Marco Alemanni, Lucio racchiude un bel quadro in una splendida cornice, eclettica e romantica come solo Lucio Dalla sapeva fare.

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