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8 maggio 2014

“L’Odissea nel Mediterraneo .. due”

LA LEGGENDA.
Le navi scivolano rapide sui flutti in direzione di Itaca e Ulisse già percepisce il profumo di casa.
Tuttavia, distrutto dal tanto navigare, cade in sonno di spossatezza.
È approfittando di questo momento di disattenzione che la curiosità dei marinari verso il misterioso regalo ha il sopravvento: l'otre aperta, una tempesta burrascosa si abbatte sull'equipaggio, riportando la nave sulle rive del regno di Eolo.
Quest'ultimo però serba loro, stavolta, una cattiva accoglienza, giudicando gli dei contrari al loro ritorno.
Allora, le navi salpano di nuovo, in una triste atmosfera.
I venti ancora contrari le dirigono verso l'ovest, approdando sulle terre dei “Lestrigoni”.
La tappa è però di corta durata, appena appurata la natura malevola di questi giganti cannibali.
                                                     

LA STORIA.
Le rive dei “Lestrigoni”, in Sardegna, potrebbero essere quelle della Costa Smeralda.
Anche se oggi, i vacanzieri non devono temere gli appetiti degli abitanti ..
Panorama di fama internazionale e acque cristalline, la Costa Smeralda è una destinazione fuori dal comune.
Ci si recherà per la bellezza dei paesaggi, ma esistono molte altre mete sarde, meno alla moda ma forse più autentiche.
                                                               
Costa Smeralda
LA LEGGENDA.
Il nostro eroe fa rotta allora sull'isola di Eae, dominio della maga Circe.
A terra, il gruppo è sorpreso di ritrovarsi su di un'isola che sembra inabitata da uomini ma ricoperta da una grande foresta, popolata da animali particolari.
In questi luoghi si articola l'incontro tra Ulisse e la potente maga Circe, maestra delle metamorfosi.
Grazie al dio Hermès, l'eroe greco sarà immune ai sortilegi della strega e,  al contrario,  ne diventerà anche l'amante.
Un idillio che durerà circa un anno.
                                                                         

LA STORIA.
Geograficamente è molto difficile situare una probabile isola di Eae, anche se credenze comuni fanno del promontorio del Circeo, nel Lazio, il regno della maga.
Le località balneari del parco, si trovano a poco distanza da Roma.
La parte alta di San Felice al Circeo, arroccata su una collina e circondata da antiche mura, è un luogo particolarmente suggestivo.
                                                                                                                                     
Circeo
LEGGENDA.
Separatosi dalla maga Circe, Ulisse riprende il suo viaggio per la quasi dimenticata Itaca.
Dalle coste tirreniche, i venti lo portano attraverso l'attuale golfo di Messina, all'epoca il temuto stretto abitato da due voraci mostri: Scilla e Cariddi.
Cariddi verso la Sicilia, provocava dei vortici spaventosi, pronti ad inghiottire navi e marinai.
In principio donna, la voracità del mostro marino era troppo da affrontare per l'eroe che decide quindi di passare attraverso le strette di Scilla.
Un tempo splendida ninfa, fu trasformata in mostro deforme proprio dalla maga Circe.
Dalla triste metamorfosi, si cela in un antro alla punta della Calabria, guardando Cariddi.
Cariddi ingoia e rigetta tre volte al giorno l'acqua del mare creando dei giganteschi vortici, Scilla attenta alla vita dei naviganti con le sue sei teste cercando di ghermire altrettanti marinai.
                                                                      
Scilla e Cariddi
LA STORIA.
Scilla e Cariddi, entrambe spaventosi mostri marini, erano quindi l'una vicino all'altra a formare quello che le genti moderne chiamano “Lo Stretto di Messina”.
                                                                    

Intanto Penelope, la moglie di Ulisse tesse la tela di giorno e la disfa di notte.
                                                                       


                                                                     

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