Il pittore di cui il Vasari scrisse: "A nessun altro il cielo ha garantito lo stesso livello di fama e felicità".
La tradizione vuole che Tiziano Vecellio abbia raggiunto l’età di novantanove anni .. ma è certa solo la data della sua morte (1576) .. così come è certo che nacque a Pieve di Cadore e si trasferì a Venezia all’età di nove anni per compiere il proprio apprendistato come pittore.
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| Autoritratto di Tiziano |
Nacque tra i due artisti un’affinità stilistica tale che in alcune opere di questo periodo iniziale, talmente affini da rendere non facile la loro distinzione.
La critica d’arte non è ancora concorde a riconoscere la personalità dell’uno o dell’altro pittore.
Per esempio, la “Venere” di Dresda, che è uno dei capolavori del “Giorgione”, è da alcuni studiosi assegnata a “Tiziano”, mentre il “Concerto” della Galleria Pitti, che si ritiene del Tiziano, è assegnato da altri a Giorgione.
Essi si differenziavano tuttavia nel modo in cui intendevano la realtà.
Nel dipinto “Uomo del guanto” l’artista ci mostra con molta chiarezza come fosse capace di reagire originalmente alla realtà oggettiva che egli intendeva ad individuare nella immediatezza del suo divenire.
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| L’uomo del guanto |
Tra gli argomenti che l'artista trattò nelle sue tele si trovano soggetti religiosi, allegorici e storici, paesaggi e ritratti dei suoi committenti.
Conobbe in seguito Raffaello e Michelangelo, ma nemmeno da loro si lasciò influenzare : pur accettandone l’idea, Tiziano adattò alla propria sensibilità ogni forma, spogliandola di ogni plastico risentimento e trasformandola in masse di colori .
I suoi colori hanno maggiore contrasto tonale e una forte alternanza di luce e ombra.
Io personalmente sono rimasta a bocca aperta davanti all’impareggiabile “Danae” che vidi ad una mostra, qualche anno fa, al “Museo Capodimonte” a Napoli.
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| "Danae" - Museo Capodimonte |
Destinato alle stanze private del cardinale Alessandro Farnese, il dipinto fu probabilmente iniziato a Venezia e concluso negli anni del soggiorno romano del pittore. Il soggetto raffigurato e' tratto dalle Metamorfosi di Ovidio, in cui si narra di Danae, figlia del re di Argo, Acrisio, a cui un oracolo aveva predetto la morte per mano di un futuro nipote. Per rendere sua figlia irraggiungibile e impedirle di procreare, il sovrano decise di rinchiuderla in una torre di bronzo. Zeus, infatuatosene, riusci' tuttavia a raggiungerla trasformandosi in pioggia d'oro e dalla loro unione nacque Perseo, l'eroico uccisore della Medusa. Il mito di Danae diventa per Tiziano un pretesto per creare una delle figure femminili piu' sensuali del Cinquecento: la fanciulla, tradizionalmente identificata con Angela, amante del cardinale Alessandro, morbidamente adagiata e in un'atmosfera rarefatta che rende le carni bianche ancora più naturali, accoglie la nube d'oro che si concretizza in una pioggia di monete, probabile allusione al suo status di cortigiana. Nel 1815 il dipinto fu colpito da censura, quindi destinato al cosiddetto "Gabinetto dei quadri osceni" del Real Museo Borbonico, dove furono conservate tutte le opere ritenute di soggetto "sconveniente".
Nessun altro, nel Cinquecento, padroneggiò la tecnica pittorica come Tiziano, aprendo la strada a coloro che lo seguirono. La sua idea di imponenza della forma, si congiunge e prende vita grazie all'uso sapiente di colori forti e contrastanti.
Muore il 27 agosto del 1576, mentre infuria la peste, lasciando incompiuta l'opera che avrebbe desiderato venisse posta sulla sua tomba: la "Pietà".
Alcune delle sue opere rappresentative … bastano appena a definire la grandezza dell'artista e le vedrete in questi video, fatti molto bene e vi assicuro molto interessanti.
A nostro avviso,
Tiziano è il solo artista completamente 'sano' che sia esistito dopo
l'antichità.
Egli possiede la serenità possente e forte di Fidia; in lui, nulla
di morboso, nulla di tormentato, nulla d'inquieto: la malattia moderna non l'ha
sfiorato. È bello, robusto e sereno come un artista pagano dei tempi
migliori.
(G Gautier 1882)



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