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| Costa degli Dei |
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| Capo Vaticano |
Il “Borgo di Pizzo” deve il suo nome al “Pizzu” , lo sperone di tufo sul quale è cresciuto il nucleo abitato.
Il castello quattrocentesco è diventato celebre per un episodio di storia dell’800: qui i borbonici del “Regno di Napoli” fucilarono il generale francese “Gioacchino Murat” .
Le sue sale sono oggi la sede di un museo che riproduce il condottiero e i soldati napoleonici che, sbarcati a Pizzo, andarono incontro alla sconfitta.
I documenti dell’epoca raccontano che cinque anni prima della sua morte, Murat era passato da Pizzo e aveva donato denaro per la ricostruzione del Duomo di San Giorgio, proprio la chiesa dove sarebbe stato sepolto.
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| Pizzo Calabro |
Si pensa che lo sviluppo di Vibo Valentia sia avvenuto sulle spoglie dell’antica “Hipponion”.
Il castello normanno-svevo sarebbe nato oltre mille anni più tardi sui resti dell’Acropoli greca.
Ma in lontananza, il richiamo del mare si fa più forte.
Terra e acqua si incontrano sul grande promontorio del Monte Poro che da Vibo Valentia si protende ad ovest con le sue scogliere.
Una delle sue “perle” più celebri è “Tropea” .
La spiaggia è considerata tra le più belle d’Europa.
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| Tropea |
Ma da qualunque angolazione la si osservi, Tropea sorprende i suoi visitatori con la terrazza naturale dove si concentrano le case a strapiombo sulla costa.
Se passate da Pizzo Calabro non scordatevi di assaggiare il favoloso “Tartufo di Pizzo” .. la ricetta è segreta .. è una delle specialità artigianali della tradizione calabrese.
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| tartufo di Pizzo |
Non assomiglia affatto al tartufo industriale che siamo abituati a vedere nei ristoranti.





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