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28 settembre 2013

“Colori, boschi, elfi, streghe”

L'autunno in Italia regala colori spettacolari.
L'Alto Adige, con i suoi boschi, i prati e i vigneti è uno dei posti più affascinanti.
                                                               

L'altipiano dello Sciliar è avvolto nel mistero di figure mitologiche e leggendarie, strettamente legate alla realtà di questa natura e queste montagne.
Questi boschi così fitti e questi pascoli ariosi sono popolati da una miriade di creature benevole e malefiche : le aguane, custodi delle sorgenti, che curano con l'acqua.Nelle tradizioni esaminate le Aguane sono rappresentate come donne giovani e sole, vestite di bianco, dotate di bellezza straordinariae con i lunghi capelli sciolti.
                                                                         

E ancora, I salvans, nanetti o elfi del bosco, e le bregostane, signore delle spezie, capaci di riportare sulle gote dei malati il rossore dell'aurora.
                                                                       

Le salingen, invece sono allegre fanciulle tramutate in fiori da Re Laurino, pronte a sbocciare ma anche a riservare, in autunno, un triste paesaggio di capelli arruffati e infine, ovviamente, tutta una serie di nani e giganti, figure strane di ogni tipo. Laurino si chiamava il sovrano dei Nani. Era un vecchio canuto, pacifico e di buon animo. Aveva una figlia affettuosa e molto bella, che desiderava tanto un giardino, così pregò suo padre di concederle un fazzoletto di terra alla luce del sole.
                                                                         
Re Laurino
Il re abitava, infatti, in un castello di cristallo che si trovava nelle profondità della montagna sulla quale ora si erge l'antico Castel Tirolo. Il buon padre esaudì il desiderio della figlia, che eliminò dal campo concessole spine e cardi e vi seminò rose di tutte le specie. In questo modo ebbe origine il giardino delle rose, così bello e splendente che la sua vista ancora oggi riempie di gioia il viandante egli fa dimenticare i suoi crucci.
Per consentire a tutti di ammirarlo la fanciulla non circondò il suo giardino con mura o staccionate, ma con nastri di seta dorata, come facevano, secondo l'antico costume pagano dei Germani, i sacerdoti con i loro dei, e come fece anche Crimilde con il suo giardino di rose nella palude renana presso Worms.
Così tutto il popolo poteva bearsi dello splendore e del rigoglio dei fiori del giardino delle rose.


A dominare su tutti, naturalmente, le streghe che non solo sullo Sciliar, ma soprattutto da queste parti, roccaforte per eccellenza di queste creature, vanno in giro a fare danni e a combinarne di tutti i colori.
                                                                       
                                                                                     
Le panche delle streghe
                                                                                      
Le streghe dello Sciliar

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