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18 settembre 2013

“Misteri, segreti, leggende”

“IL CASIN DEGLI SPIRITI”

Sempre a Venezia, si trova “Palazzo Contarini dal Zaffo”: del complesso fa parte il “Casino degli spiriti”, chiamato così perché da secoli ritenuto un luogo di ritrovo di spiriti irrequieti.
E’ famoso anche per essere stato il centro di incontri tra pittori ed intellettuali.
Lo spirito più famoso, che infesta la casa, dicono sia quello di Luzzo pittore del 500, che in quelle stanza si incontrava con Giorgione, Tiziano, Sansovino.
Luzzo è morto suicida per un amore non corrisposto da una delle amanti del Giorgione, Cecilia.
Sembra che rumori e strane immagini insieme a suoni che si spandono nella laguna, appaiono a chi si avvicina, naturalmente durante la notte.
                                                                    
"Casin degli Spirtii"
Si trova proprio di fronte all'isola di S. Michele, il cimitero monumentale di Venezia, ed era l'antico ospedale della Misericordia, dove morirono migliaia di Veneziani appestati. Per molto tempo servì da tappa e da sala autoptica per i morti che venivano trasportati al cimitero.
                                                               
"Casin degli Spiriti"
Il nome del "Casin degli Spiriti" è comunque legato ad atroci fatti di sangue, rimasti nel tempo irrisolti, come quello , nel 1929, del ritrovamento al suo interno dei corpi di un gruppo di amici, due fratelli, un sacerdote ed un gondoliere, tutti decapitati e senza la mano destra che, nonostante le accurate ricerche nella zona circostante e nel giardino, non vennero mai ritrovati. Solo i corpi orrendamente mutilati.

Gli ultimi proprietari abbandonarono la casa perché disturbati dagli spettri, attualmente il palazzo è adibito a casa di riposo.
(Per chi viene a Venezia merita fare una piccola deviazione ed andarlo a vedere, c’è una bella visuale della laguna delle sue isole).


 


 

Isola di San Michele, cimitero di Venezia, e anche detta l'Isola Sacra, vi riposano illustri personaggi come Igor Stravinsky, Joseph Brodsky, Ezra Pound, Baron Corvo, Luigi Nono,
Helenio Herrerra.

Altra leggenda che si lega a questo luogo .. 
Nel periodo seguente la seconda guerra mondiale Venezia, come nelle altre città italiane, viveva un brutto momento fatto di fame e miseria. In quegli anni era vivo il fenomeno del contrabbando di sigarette fatto di fughe e rincorse tra le barche della Finanza e le velocissime barchette blu a fondo piatto dei contrabbandieri locali.
Linda Cimetta era una donna che spesso arrivava a Venezia per comperarne un po’ e contrabbandarle a Belluno dove viveva col marito. In città non era ben vista perché si diceva facesse anche la prostituta. Dopo un po’ di lei non si seppe più nulla. La polizia indagò sulla sua scomparsa e venne a conclusione che Linda era stata vittima di un omicidio. Vennero pure trovati i colpevoli rei di averla uccisa con una scure, segata a pezzi, messa dentro un baule e gettata in mare.
In quei giorni alcuni ragazzi si tuffarono dalla riva delle “Fondamenta Nove” e trovarono un baule pieno zeppo di seppie e granchi. Con la fame che c’era immaginatevi il parapiglia. E immaginatevi pure cosa successe quando tra una seppia e l’altra emerse il corpo fatto a pezzi di una donna. D’ora in poi nessun veneziano si sognerebbe mai di andare a pescare da quelle parti, vuoi per tradizione, rispetto, paura.
 
   

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