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4 dicembre 2013

“La polenta di Verona”

                                                                 

Le prime notizie dell'utilizzo della polenta, come alimento, risalgono alla metà del 1500.
Coltivazioni intensive vennero introdotte nella zona di Villa d’Adige, ai confini con la pianura veronese, inoltre, il Messedaglia scriveva che a Minerbe nel 1611 compare la prima “panara” (caratteristico contenitore rotondo di legno dove viene rovesciata la polenta per essere raffreddata ed affettata).
Perciò non può mancare nella gastronomia locale la polenta che immancabilmente accompagna i secondi, i piatti in umido e gli arrosti.
                                                                           

La si prepara con farina gialla di mais a grana grossa ottenendo un impasto sodo, con la farina bianca a grana fine si ottiene un impasto granuloso e morbido.
Il recipiente più adatto per cuocere questo prodotto è il paiolo di rame non stagnato perché mantiene il calore costante.
La polenta ha scarso valore nutrizionale; contiene proteine, carboidrati, sali minerali e, quantunque ricca di fibra, rimane assai povera di vitamine.
Si serve calda nella “panara” con pietanze ricche di sugo, oppure arrostita con grigliate di carne, pesce in umido, uova e formaggi cremosi.
Prelibatezze culinarie sono diventate la polenta infasolà, cioè cotta con i fagioli, la polenta con il riso, la polenta con il latte e la polenta con il soffritto.
                                                                        
la "panara"
Polenta Pasticciata
:
Ingredienti per 4 persone :
550 g di farina gialla
200 g di passata di pomodoro
1 cipolla, 1 carota
1 costa di sedano
200 g di polpa di manzo
200 g di rigaglie di pollo
vino bianco
20 g di funghi secchi
100 g di prosciutto crudo
90 g di grana grattugiato
olio extra vergine
un po' di burro
sale pepe.

Preparazione :
Tritare la cipolla con carota e sedano. Porre il trito in una casseruola con il burro, l'olio e fare imbiondire. Unire la carne, il prosciutto e le rigaglie di pollo, sfumare con il vino bianco dopo aver aggiunto un rametto di rosmarino. Aggiungere il passato di pomodoro. In una pirofila imburrata, fate uno strato di polenta sul fondo, uno di sugo, uno di grana grattugiato e poi ancora polenta, sugo, grana fino a terminare. Cospargere la superficie con il rimanente grana e qualche fiocco di burro. Infornate con il forno già caldo a 220° e fate cuocere per una quindicina di minuti. Servire caldo.
                                                                          
Trattandosi di un piatto fortemente legato al territorio, conviene abbinare la polenta (da sola) a un vino tipico di area.
                                                                        

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